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Art. 1054 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1054 Codice Civile

Servitù coattiva: quando si estingue il passaggio?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce la distinzione tra servitù volontaria e servitù coattiva. Il caso riguardava un diritto di passaggio costituito per contratto su un fondo, a seguito di un frazionamento che aveva reso intercluso un'altra porzione. La Corte ha stabilito che, anche se pattuita contrattualmente, la servitù ha natura coattiva se sussistono i presupposti di legge (interclusione) e si estingue quando questi vengono meno, ad esempio con la creazione di un nuovo accesso alla via pubblica.
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Servitù di passaggio su area autostradale: si può?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto a una servitù di passaggio su un terreno di proprietà di una società concessionaria autostradale. Il terreno, pur essendo nella fascia di rispetto, non è stato ritenuto pertinenza essenziale e quindi non demaniale, permettendo così la costituzione del diritto a favore di un fondo adiacente rimasto intercluso. La Corte ha chiarito che l'interclusione è derivata dai lavori di costruzione e non dalla vendita originaria, giustificando l'applicazione dell'art. 1051 c.c.
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Servitù coattiva: quando si presume e si estingue
La Corte di Cassazione chiarisce che una servitù di passaggio, anche se costituita con un contratto, si presume abbia natura di servitù coattiva se creata per ovviare all'interclusione di un fondo. Di conseguenza, tale servitù può essere estinta se l'interclusione cessa. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che si era limitata a constatare l'origine volontaria del diritto senza indagare sulla reale intenzione delle parti, stabilendo che spetta al giudice di merito verificare se l'accordo dimostri inequivocabilmente la volontà di sottoporsi al regime delle servitù volontarie, vincendo così la presunzione legale.
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Servitù coattiva: intervento e fondo intercluso
La Corte di Cassazione affronta un caso di servitù coattiva per un fondo intercluso. La questione centrale riguarda la validità di un intervento volontario in giudizio da parte di terzi proprietari, inizialmente non citati. La Corte stabilisce che tale intervento è idoneo a sanare il difetto di contraddittorio (litisconsorzio necessario), permettendo la decisione nel merito. Il ricorso, che mirava a contestare la causa dell'interclusione e la decisione sulla servitù coattiva, viene rigettato in quanto considerato un tentativo di riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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