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Art. 1054 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1054 Codice Civile

Servitù di passaggio coattiva: negata ai genitori, salva la figlia
I Proprietari di un appartamento intercluso chiedevano la costituzione di una servitù di passaggio coattiva su un corridoio del Vicino per raggiungere la via pubblica. Nel giudizio interveniva anche la Figlia Intervenuta, comproprietaria di una scala comune, dichiarandosi non opposta. Il Tribunale e la Corte d'Appello rigettavano la domanda, poiché il percorso coinvolgeva terreni di terzi non chiamati in causa e non rappresentava la via più breve. La Corte d'Appello condannava anche la Figlia Intervenuta alle spese di primo grado. La Cassazione respinge il ricorso dei Proprietari confermando l'insussistenza della servitù di passaggio coattiva, ma accoglie parzialmente il ricorso della Figlia Intervenuta: non avendo il Vicino proposto appello incidentale specifico contro di lei, la sua condanna alle spese di primo grado viene annullata per ultrapetizione.
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Servitù di passaggio volontaria: muretto abusivo e risarcimento
Una società, titolare di una servitù di passaggio volontaria su un fondo vicino, ha citato in giudizio la società proprietaria per aver costruito un muretto in cemento che bloccava il transito. La proprietaria del fondo servente sosteneva che la servitù si fosse estinta poiché il fondo non era più intercluso e i proprietari utilizzavano un'altra strada. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la servitù di passaggio volontaria, a differenza di quella coattiva, non si estingue automaticamente con il venir meno dell'interclusione. Per la sua estinzione serve un atto scritto o il non uso ventennale. La società ricorrente è stata condannata anche al risarcimento dei danni.
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Scala contesa: vicino perde dopo 30 anni per l’efficacia del giudicato
Una lite su un diritto di passaggio su una scala, già negato da una sentenza definitiva del 1985, torna in tribunale. La proprietaria della scala agisce nuovamente contro il vicino che continua a utilizzarla. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici precedenti, ribadendo la piena efficacia del giudicato. La vecchia sentenza è vincolante e impedisce di ridiscutere la stessa questione. I giudici hanno respinto le pretese del vicino di aver acquisito il diritto per usucapione, poiché le azioni legali avevano interrotto il tempo necessario. Vince la proprietaria, che ottiene la cessazione definitiva del passaggio.
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Servitù Volontaria di Passaggio: non si cancella con nuova strada
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla servitù volontaria di passaggio. Il proprietario di un terreno chiedeva la cancellazione di una servitù concessa al vicino, sostenendo che non fosse più necessaria dato che il fondo del vicino aveva ora un nuovo accesso alla via pubblica. La Corte ha respinto la richiesta. Ha chiarito che una servitù volontaria di passaggio, nata da un contratto per semplice comodità e non per necessità legale (come un fondo intercluso), non si estingue automaticamente se la situazione cambia. L'accordo originale tra le parti resta valido e prevale sulle nuove circostanze. Di conseguenza, il proprietario che aveva concesso il passaggio ha perso la causa.
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**Servitù coattiva**: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante la richiesta di una **servitù coattiva** in un contesto condominiale. La controversia è nata dall'apertura di un varco in un muro perimetrale tra due stabili per consentire il passaggio a dei box auto. Mentre i giudici di merito avevano negato la servitù e ordinato la chiusura del varco, la Suprema Corte ha stabilito che, qualora venga richiesta la costituzione di una **servitù coattiva** su aree comuni, è obbligatorio coinvolgere tutti i condomini nel processo (litisconsorzio necessario). Inoltre, ha chiarito che una servitù nata da contratto può essere considerata coattiva se sussiste lo stato di interclusione del fondo.
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