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Art. 100 Codice della Strada — Anno 2026

Altri anni per Art. 100 Codice della Strada

Simulazione di reato: denuncia il furto ma la targa è truccata
La vicenda riguarda una donna condannata in sede di merito per simulazione di reato e alterazione della targa del proprio scooter. L'imputata ha finto di aver subito il furto del mezzo dopo averne manomesso la targa identificativa. La donna ha proposto ricorso davanti ai giudici di legittimità sostenendo la mancata audizione di una testimone indicata dalla difesa durante le indagini preliminari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna. I giudici hanno chiarito che il motivo addotto mirava a sollecitare un nuovo esame dei fatti, precluso in sede di legittimità. Inoltre, le dichiarazioni della presunta testimone erano del tutto superflue rispetto al quadro probatorio già accertato. La sentenza di condanna è diventata definitiva e l'imputata deve pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro.
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Uso di targa contraffatta: da multa a condanna penale
Un automobilista è stato condannato per il reato di contraffazione e uso di sigillo dello Stato per aver circolato con una targa interamente autoprodotta, contenente un sigillo statale falso. L'imputato ha sostenuto che la condotta costituisse solo un illecito amministrativo previsto dal Codice della Strada. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna penale. I giudici hanno chiarito che l'uso di targa contraffatta con la consapevolezza del sigillo falso integra sempre il reato penale (art. 468 c.p.) e non una semplice violazione amministrativa. Di conseguenza, l'automobilista perde il ricorso e viene condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Uso di targa falsa: non solo multa, ma reato di ricettazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione a un uomo che circolava con un trattore su cui era montata una targa contraffatta. La falsificazione consisteva nell'aver applicato il logo della Repubblica con un adesivo anziché averlo impresso in rilievo. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: l'uso di targa falsa non è solo un'infrazione amministrativa punita con una multa, ma integra il più grave reato di ricettazione. Questo perché la targa falsa è considerata il prodotto di un altro delitto, quello di falsificazione. Di conseguenza, chi la utilizza consapevolmente risponde penalmente. L'appello dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Targa prova contraffatta: i rischi penali
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro di una targa prova contraffatta utilizzata da un privato cittadino. Nonostante la difesa invocasse una delega da parte di una società commerciale, i giudici hanno ribadito che l'autorizzazione è personale e non cedibile, rendendo l'uso di una copia un reato di falso.
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