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Art. 10 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 10 Codice Civile

Sfruttamento immagine personaggio famoso: la Cassazione ridefinisce i confini
Un celebre ex calciatore ha citato in giudizio una società editoriale per l'utilizzo non autorizzato della sua immagine in DVD commemorativi. La disputa riguardava fotografie che lo ritraevano in contesti non strettamente sportivi e medaglie stilizzate. Mentre i giudici di merito avevano riconosciuto illecito lo sfruttamento immagine personaggio famoso al di fuori dell'ambito sportivo, la Cassazione ha ribaltato tale interpretazione. La Suprema Corte ha stabilito che la notorietà di un personaggio pubblico si estende anche ad attività accessorie e connesse alla sua vita pubblica, purché non lesive del decoro e non usate per pubblicità diretta. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione dei danni.
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Consenso alla pubblicazione dell’immagine: l’arte non batte la privacy
Un noto artista ha citato in giudizio un fotografo per aver esposto in una mostra, senza autorizzazione, uno scatto che lo ritraeva completamente nudo su una barca. Il fotografo sosteneva che il consenso a farsi fotografare e il valore artistico dell'opera escludessero l'illecito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fotografo, confermando la condanna al risarcimento dei danni. I giudici hanno chiarito che il consenso alla pubblicazione dell'immagine è un atto autonomo rispetto al consenso a farsi fotografare, ed è sempre liberamente revocabile. Inoltre, la notorietà del soggetto o il pregio artistico dello scatto non possono giustificare la diffusione di immagini che ledono la sfera intima e privata della persona senza il suo esplicito permesso.
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Notifica PEC liquidazione controllata: la PEC del liquidatore vale
Una società di riscossione ha presentato in ritardo la domanda per recuperare un credito in una procedura di liquidazione controllata. La società sosteneva che la comunicazione della sentenza di apertura ricevuta via PEC dal liquidatore non fosse una notifica ufficiale. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo un principio chiaro: la Notifica PEC liquidazione controllata inviata dal liquidatore all'indirizzo certificato del creditore è pienamente valida e fa scattare i termini per presentare la domanda. Di conseguenza, la richiesta tardiva della società è stata dichiarata inammissibile, confermando che la conoscenza legale del provvedimento era avvenuta al momento della ricezione della PEC.
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Diritto al nome: uso commerciale lecito se informativo
Gli eredi di una celebre attrice hanno citato in giudizio una nota casa di moda per l'uso non autorizzato del suo nome su alcuni modelli di calzature. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto al nome non viene violato se l'uso, pur avendo una connotazione commerciale, ha una funzione prevalentemente informativa e descrittiva. Per un modello di scarpa, l'uso era legittimato da un accordo contrattuale. Per altri, il riferimento al nome della celebrità serviva a descrivere la storia del prodotto, un'eccezione lecita che non richiede consenso. La domanda per contraffazione di marchio è stata respinta perché tardiva.
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Rimessione in termini: no se la legge cambia
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla rimessione in termini a seguito di una modifica legislativa che ha ridotto un termine processuale. Un creditore aveva presentato reclamo tardivamente, e il giudice di merito aveva concesso la rimessione in termini, ritenendo che l'immediata entrata in vigore della nuova legge costituisse una causa non imputabile. La Suprema Corte ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice non può disapplicare una norma chiara e vigente, anche se la sua introduzione è repentina. La rimessione in termini può essere concessa solo per circostanze specifiche e concrete relative alla parte, non sulla base di un giudizio generale di 'incongruità' della legge. Di conseguenza, il reclamo è stato dichiarato inammissibile per tardività.
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