LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Consenso alla pubblicazione dell’immagine: l’arte non batte la privacy

Un noto artista ha citato in giudizio un fotografo per aver esposto in una mostra, senza autorizzazione, uno scatto che lo ritraeva completamente nudo su una barca. Il fotografo sosteneva che il consenso a farsi fotografare e il valore artistico dell’opera escludessero l’illecito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fotografo, confermando la condanna al risarcimento dei danni. I giudici hanno chiarito che il consenso alla pubblicazione dell’immagine è un atto autonomo rispetto al consenso a farsi fotografare, ed è sempre liberamente revocabile. Inoltre, la notorietà del soggetto o il pregio artistico dello scatto non possono giustificare la diffusione di immagini che ledono la sfera intima e privata della persona senza il suo esplicito permesso.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 18 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 24009 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 24009/2023)

Il caso dello scatto rubato e il consenso alla pubblicazione dell’immagine

L’esposizione pubblica di una fotografia intima può trasformarsi in una grave violazione dei diritti personali. Nel caso esaminato dalla Corte di Cassazione, un fotografo ha esposto in una galleria d’arte l’immagine di un noto artista ritratto completamente nudo su una barca. L’artista ha promosso un’azione legale lamentando la mancanza del necessario consenso alla pubblicazione dell’immagine. Il fotografo si è difeso sostenendo che l’opera avesse un elevato valore artistico e che il soggetto avesse acconsentito a posare per lo scatto. La Suprema Corte ha affrontato la questione stabilendo confini netti tra la creazione di un’opera d’arte e la sua divulgazione pubblica.

Differenza tra farsi fotografare e autorizzare la diffusione

Molti ritengono erroneamente che accettare di posare per un servizio fotografico equivalga ad autorizzare qualsiasi tipo di utilizzo futuro delle immagini. La giurisprudenza smentisce categoricamente questa convinzione. Il consenso a farsi fotografare e il consenso a diffondere la foto sono due atti giuridici distinti e autonomi. Il primo riguarda esclusivamente la fase di realizzazione dello scatto, mentre il secondo incide sulla circolazione dell’immagine stessa. Senza una specifica autorizzazione alla diffusione, l’esposizione in pubblico o la vendita della fotografia rimangono condotte illecite. Questo principio protegge la sfera personale dell’individuo, impedendo che scatti privati vengano esposti al pubblico contro la volontà del soggetto ritratto.

Il consenso alla pubblicazione dell’immagine non costituisce un contratto bilaterale indissolubile, bensì un negozio unilaterale (atto giuridico che dipende da una sola volontà) che ha per oggetto non il diritto personalissimo all’immagine, che è inalienabile (non cedibile), ma solo il suo esercizio temporaneo. Di conseguenza, il soggetto ritratto conserva sempre il potere di revocare tale autorizzazione in qualsiasi momento, anche se in precedenza aveva mostrato tolleranza o non si era opposto a precedenti esposizioni della stessa opera in altre gallerie d’arte.

Le motivazioni della sentenza sul consenso alla pubblicazione dell’immagine

Le motivazioni della sentenza sul consenso alla pubblicazione dell’immagine si fondano sulla netta prevalenza dei diritti inviolabili della persona rispetto al diritto d’autore del fotografo. I giudici di legittimità hanno chiarito che la fotografia, riproducendo la realtà fisica di un individuo, non può essere considerata unicamente come frutto dell’ingegno dell’autore. Il diritto all’immagine e alla riservatezza prevale sull’espressione artistica del fotografo. La Corte ha inoltre precisato che la notorietà del soggetto non giustifica la pubblicazione indiscriminata di foto intime. La deroga per i personaggi famosi si applica solo quando la riproduzione è collegata alla loro attività pubblica o a eventi di interesse sociale, non quando tocca la vita privata.

La Cassazione ha rigettato la tesi difensiva secondo cui l’impronta creativa del fotografo potesse determinare un distacco totale tra l’opera d’arte e la persona effigiata. Anche se lo scatto possiede una valenza estetica apprezzabile, l’ordinamento non permette che la libertà di espressione artistica si traduca nel sacrificio totale del diritto alla riservatezza di chi è stato fotografato in pose intime. Il consenso alla divulgazione rimane un presupposto indispensabile e insuperabile.

Le conclusioni della Cassazione sulla tutela della privacy

Le conclusioni della Cassazione sulla tutela della privacy confermano il rigetto del ricorso del fotografo e la sua condanna definitiva al risarcimento dei danni non patrimoniali per ventimila euro, oltre al pagamento delle spese processuali. Questa decisione lancia un messaggio chiaro al mondo dell’arte e della fotografia: il valore estetico o creativo di uno scatto non può mai calpestare la dignità e la riservatezza della persona ritratta. Chiunque decida di esporre o pubblicare immagini altrui, specialmente se riguardanti la sfera intima, deve assicurarsi di aver ottenuto un consenso esplicito, consapevole e non revocato. In mancanza di questo presupposto fondamentale, l’autore dell’opera si espone a pesanti sanzioni risarcitorie e all’obbligo di distruggere tutte le copie del materiale divulgato.

Il consenso a farsi fotografare equivale all’autorizzazione a pubblicare la foto?
No, sono due atti distinti. Il consenso a posare per uno scatto non implica automaticamente il permesso di diffondere o esporre l’immagine in pubblico.

Si può revocare il consenso alla pubblicazione di una propria foto?
Sì, il consenso alla pubblicazione è un atto unilaterale sempre liberamente revocabile in qualsiasi momento, anche se precedentemente concesso.

Un fotografo può pubblicare la foto di un personaggio famoso senza il suo consenso?
Solo se la foto è strettamente collegata all’attività pubblica o a eventi di interesse sociale del personaggio, mai se riguarda la sua vita intima e privata.

Termini giuridici

Negozio unilaterale
Un atto giuridico che produce effetti in base alla dichiarazione di volontà di una sola parte.
Danno non patrimoniale
La sofferenza morale o la lesione di diritti personali che non incide direttamente sul patrimonio economico del soggetto.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)