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Provvigione

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Provvedimenti

Contratto di agenzia: prova provvigioni e CTU
Una società agente ha citato in giudizio il preponente per il pagamento di provvigioni e premi non corrisposti legati a un contratto di agenzia. Nonostante la produzione di migliaia di proposte contrattuali, i giudici di merito avevano rigettato la domanda per carenza di prova, negando la nomina di un consulente tecnico. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, stabilendo che il giudice non può negare una consulenza tecnica necessaria a valutare una mole complessa di documenti già prodotti, specialmente quando l'agente ha un diritto specifico all'informazione sui dati in possesso del preponente.
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Provvigione mediatore: quando sorge il diritto?
Una mediatrice immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione a seguito dell'attività svolta per la vendita di un immobile. Nonostante la formulazione di una proposta d'acquisto, il proprietario aveva deciso di non procedere alla stipula del contratto preliminare. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il diritto alla provvigione sorge solo quando l'affare è concluso in modo da creare un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione del contratto. La semplice proposta o un accordo parziale non sono sufficienti a far maturare il compenso.
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Provvigioni indirette: il diritto dell’agente alla prova
Una società operante come agente di commercio ha citato in giudizio il proprio preponente per ottenere il pagamento di provvigioni indirette relative ad affari conclusi direttamente dalla mandante nella zona di esclusiva. Dopo il rigetto della domanda nei primi due gradi di giudizio per presunta mancanza di prove specifiche, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'agente. La Suprema Corte ha stabilito che, qualora il preponente non fornisca le informazioni necessarie, il giudice deve ordinare l'esibizione delle scritture contabili. Il diritto dell'agente a percepire le provvigioni indirette è tutelato dal principio di lealtà e buona fede, che impone al preponente obblighi informativi rigorosi.
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Mediazione immobiliare: obbligo di imparzialità.
Una società immobiliare ha richiesto la restituzione di 50.000 euro versati per una mediazione immobiliare relativa all'acquisto di un terreno. L'intermediario, oltre a non essere iscritto all'albo, agiva in palese conflitto di interessi essendo contemporaneamente promissario acquirente dello stesso bene. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di restituzione della somma, ribadendo che la violazione del dovere di imparzialità del mediatore fa venir meno il diritto al compenso e configura un indebito oggettivo.
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Contratto di agenzia: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale che pretendeva il pagamento di contributi per 39 lavoratori, sostenendo la sussistenza di un contratto di agenzia. I giudici hanno invece confermato la qualificazione di incaricati alle vendite dirette a domicilio, rilevando l'assenza di stabilità, la mancanza di una zona determinata e la possibilità di interrompere il rapporto senza preavviso. La decisione sottolinea come la modestia dei redditi e l'occasionalità delle prestazioni escludano la configurabilità del contratto di agenzia, rendendo illegittima la pretesa contributiva dell'ente.
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Provvigioni agenzia: quando spetta il pagamento?
La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso di un'azienda vinicola, confermando il diritto dell'agente a percepire le provvigioni agenzia e l'indennità suppletiva di clientela. La disputa riguardava la prova degli ordini e la validità di clausole contrattuali che subordinavano il pagamento all'incasso effettivo. I giudici hanno stabilito che le fatture emesse e le testimonianze dei clienti provano l'attività dell'agente, rigettando le accuse di sviamento di clientela non supportate da prove certe.
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Provvigione mediatore: no con preliminare di preliminare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31431/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguardava la richiesta di una provvigione da parte di una società di mediazione a seguito della firma di un accordo, qualificato come 'preliminare di preliminare', tra le parti di una compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dato ragione al mediatore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che un 'preliminare di preliminare' non costituisce 'affare concluso' ai sensi dell'art. 1755 c.c., in quanto genera solo un obbligo a continuare le trattative e non un vincolo giuridico che consenta di agire per l'esecuzione specifica del contratto. Pertanto, il diritto alla provvigione del mediatore sorge solo con la stipula di un contratto preliminare vero e proprio o del definitivo.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Prescrizione crediti rappel: è provvigione
Una società finanziaria ha citato in giudizio una banca per il mancato pagamento di bonus di produttività, noti come 'rappel'. La banca ha eccepito l'estinzione del diritto per prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che il 'rappel' ha natura di provvigione aggiuntiva. Di conseguenza, si applica la prescrizione crediti breve di cinque anni e non quella ordinaria decennale. La Corte ha inoltre escluso che la condotta della banca costituisse un doloso occultamento del debito, idoneo a sospendere la prescrizione.
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Mediazione atipica: obbligo di iscrizione all’albo
Una società incarica un professionista di cercare immobili, promettendogli una provvigione. L'affare viene concluso da una società controllata. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale incarico, anche se unilaterale, si qualifica come mediazione atipica. Di conseguenza, il diritto alla provvigione è subordinato alla necessaria iscrizione del professionista all'albo dei mediatori, pena la nullità del contratto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva qualificato il rapporto come mandato, è stata cassata con rinvio.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta per il preliminare
Un caso analizzato dalla Corte di Cassazione chiarisce quando spetta la provvigione al mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso sorge con la stipula del contratto preliminare, anche se questo è sottoposto a una condizione risolutiva che successivamente si verifica. La decisione conferma che l'accordo vincolante tra le parti, frutto dell'attività del mediatore, è l'elemento decisivo per la maturazione della provvigione mediatore, a prescindere dagli esiti finali dell'operazione.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 109/2023, ha stabilito che la provvigione del mediatore matura alla conclusione del contratto preliminare, in quanto questo costituisce un vincolo giuridico che abilita le parti ad agire per l'esecuzione. La presenza di una condizione, anche se successivamente rinunciata da una parte, non esclude il diritto al compenso, confermando un principio consolidato.
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Recesso per giusta causa: quando è ingiustificato?
Un promotore finanziario recede dal contratto di agenzia per giusta causa, lamentando diversi inadempimenti da parte della banca mandante. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, rigetta il ricorso, stabilendo che gli inadempimenti contestati, tra cui il mancato pagamento di alcune provvigioni e la mancata attuazione di una clausola programmatica, erano di lieve entità e non tali da compromettere il rapporto fiduciario, rendendo così ingiustificato il recesso per giusta causa dell'agente.
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Provvigione mediatore prelazione: spetta all’agente?
Un'agenzia immobiliare chiede il pagamento della provvigione a una coltivatrice che ha acquistato un terreno esercitando il diritto di prelazione agraria, subentrando così a un precedente accordo preliminare. I tribunali di merito hanno dato ragione all'agenzia, sostenendo che l'esercizio della prelazione comporti l'accettazione di tutte le condizioni del contratto, inclusa la clausola sulla commissione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ritenuto la questione sulla provvigione del mediatore in caso di prelazione agraria nuova e complessa, rinviando la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Onere della prova agente: commissioni e preavviso
Un agente ha richiesto l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per crediti relativi a provvigioni e indennità di preavviso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che se il contratto di agenzia subordina la provvigione al pagamento da parte del cliente, l'onere della prova agente consiste nel dimostrare tale pagamento. La Corte ha inoltre ribadito che le fatture non costituiscono prova piena nei confronti della procedura concorsuale e che l'interpretazione del contratto da parte del giudice di merito, se logica, non è sindacabile in sede di legittimità.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta? Analisi Cass.
La Corte di Cassazione ha confermato che la provvigione del mediatore immobiliare è dovuta nel momento in cui le parti concludono un accordo vincolante, come un contratto preliminare di vendita completo di tutti gli elementi essenziali. La Corte ha respinto il ricorso di una promissaria acquirente che si rifiutava di pagare la commissione, sostenendo che l'affare non si fosse concluso. Secondo i giudici, il diritto alla provvigione nasce con la creazione del vincolo giuridico tra le parti, a prescindere dagli eventi successivi come l'inadempimento di una di esse.
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Provvigione agente: spetta per gli appalti pubblici?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'agente che richiedeva il pagamento di provvigioni per l'aggiudicazione di una gara d'appalto a favore della sua società preponente. La Corte ha stabilito che la provvigione agente matura solo con la conclusione dei singoli contratti di fornitura e non con la semplice aggiudicazione della gara. L'agente non è riuscita a fornire la prova della conclusione di tali affari, pertanto la sua domanda è stata respinta.
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Provvigione mediatore: il nesso causale è decisivo
La Corte d'Appello di Genova ha riformato una sentenza di primo grado, riconoscendo il diritto alla provvigione di un mediatore immobiliare. La decisione si fonda sul principio del nesso causale: l'attività dell'agenzia è stata considerata l'antecedente necessario alla conclusione dell'affare, nonostante alcune lievi discrepanze tra l'immobile visionato e quello poi acquistato. La Corte ha stabilito che spetta al cliente dimostrare l'interruzione di tale nesso, prova che in questo caso non è stata fornita.
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Provvigione mediatore immobiliare: quando è dovuta?
Un venditore ha negato il pagamento della provvigione a un'agenzia immobiliare, adducendo la negligenza del mediatore per un vincolo preesistente sull'immobile, di cui peraltro era a conoscenza. La Corte d'Appello ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare, stabilendo che essa matura con la conclusione dell'affare (accettazione della proposta) e che il mediatore non è responsabile per circostanze già note al proprio cliente.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta?
Un'agenzia immobiliare riceve l'incarico di vendere un immobile di proprietà di una società. L'offerta di acquisto viene rifiutata, ma subito dopo i soci della società venditrice cedono le proprie quote (corrispondenti all'intero patrimonio sociale, costituito solo dall'immobile) a una società collegata all'originario offerente, per un prezzo identico all'offerta. La Cassazione stabilisce che la provvigione mediatore è dovuta, poiché rileva il raggiungimento dello scopo economico dell'affare, a prescindere dalla forma giuridica utilizzata (vendita dell'immobile vs cessione di quote). Tuttavia, la Corte cassa la sentenza per un difetto di motivazione riguardo alla condanna personale dell'amministratore anziché della società che aveva conferito l'incarico.
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