Una donna, fermata con due chili di polvere bianca in un trolley, è stata detenuta in carcere per trenta giorni con l'accusa di traffico di cocaina. Successivi esami chimici hanno rivelato che si trattava di semplici eccipienti per medicinali, portando all'archiviazione del caso. La donna ha quindi richiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda, confermando che il comportamento della ricorrente ha costituito colpa grave. Trasportare sostanze anonime senza documenti, tentare di eludere i controlli e avere precedenti penali specifici sono elementi che hanno tratto in inganno gli inquirenti. Pertanto, la ricorrente perde la causa e non ha diritto ad alcun indennizzo, venendo anche condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »