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Indennità di condotta

Definizione

Un compenso specifico erogato ai macchinisti ferroviari per l'effettivo svolgimento dell'attività di guida dei treni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Retribuzione delle ferie: la Cassazione tutela i macchinisti
Alcuni macchinisti dipendenti di un'azienda di trasporti hanno chiesto che la loro retribuzione delle ferie comprendesse anche le indennità di condotta e di riserva, erogate regolarmente ma escluse dal calcolo feriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che lo stipendio durante le ferie deve essere paragonabile a quello ordinario. Escludere voci continuative che incidono significativamente sulla busta paga crea un effetto dissuasivo, scoraggiando il lavoratore dal fruire del riposo garantito dalla Costituzione e dalle direttive europee. Inoltre, la Corte ha chiarito che la prescrizione dei crediti di lavoro non decorre durante il rapporto di lavoro. L'azienda è stata condannata a pagare le differenze retributive e le spese legali.
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Retribuzione delle ferie: no ai tagli per le indennità
Alcuni macchinisti dipendenti di un'azienda di trasporti hanno chiesto che la loro retribuzione delle ferie includesse l'incentivo per l'attività di condotta e l'indennità di riserva. L'azienda si era opposta, escludendo tali voci in base al contratto aziendale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che la retribuzione delle ferie deve comprendere tutti i compensi ordinari legati alle mansioni e allo status del lavoratore. Escludere queste indennità avrebbe comportato una riduzione dello stipendio tra il 13,5% e il 19%, creando un effetto dissuasivo rispetto al godimento del riposo annuale, diritto fondamentale e irrinunciabile garantito dalle norme europee e costituzionali.
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Indennità di condotta: quando spetta al macchinista?
Un macchinista ha richiesto che l'indennità di condotta fosse estesa anche alle attività accessorie e complementari svolte prima e dopo la guida effettiva del treno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in base ai contratti collettivi, l'indennità spetta esclusivamente per il tempo trascorso nella guida del treno. Le attività accessorie sono considerate una diversa tipologia di lavoro, con una diversa quantificazione dell'indennità, a meno che non vengano assorbite in un periodo di 'condotta continuativa' senza interruzioni significative.
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Indennità di condotta: non spetta per attività accessorie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un macchinista che chiedeva il riconoscimento dell'indennità di condotta anche per le attività accessorie svolte prima e dopo la guida del treno. La Corte ha stabilito che, in base al Contratto Collettivo, l'indennità di condotta spetta esclusivamente per il tempo dedicato alla guida effettiva, poiché le attività complementari sono normate e retribuite separatamente come 'lavoro', ma non come 'condotta'.
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