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INARCASSA

Definizione

La Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionisti, ovvero l'ente pensionistico privato di riferimento per queste categorie.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Il Professionista e il Contributo Integrativo
Un ingegnere, dipendente pubblico e non iscritto ad Inarcassa, svolgeva anche attività libero-professionale, versando solo il contributo integrativo alla sua cassa. L'INPS ha richiesto l'Obbligo iscrizione Gestione Separata per l'attività autonoma. La Corte di Cassazione ha confermato tale obbligo, ritenendo che il contributo integrativo non generi una posizione previdenziale completa. La Gestione Separata garantisce una copertura universale, agendo in modo complementare agli altri sistemi. Il ricorso del professionista è stato respinto, confermando la necessità dell'iscrizione.
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Iscrizione obbligatoria Inarcassa: anche senza attività tipiche
Un ingegnere ha contestato l'obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale, sostenendo di non svolgere le attività tipiche e riservate della professione. La Corte d'Appello ha respinto la sua tesi, confermando la legittimità della pretesa dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che l'iscrizione obbligatoria Inarcassa scatta ogniqualvolta l'attività concreta svolta dal professionista, anche se non riservata per legge, sia oggettivamente riconducibile alla professione poiché richiede e sfrutta le sue specifiche competenze e cognizioni tecniche. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del professionista, condannandolo al pagamento delle spese di giudizio.
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Architetto dipendente: obbligatoria l’iscrizione Gestione Separata
Un architetto, contemporaneamente lavoratore dipendente e libero professionista, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS. Sosteneva che il versamento del contributo integrativo alla sua cassa professionale (INARCASSA) fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo un principio chiaro: i professionisti che, a causa di un altro lavoro, non possono versare i contributi pieni alla propria cassa di categoria, devono obbligatoriamente procedere con l'iscrizione Gestione Separata INPS per i redditi da libera professione. Questa decisione rafforza il principio che ogni reddito da lavoro deve avere una copertura previdenziale, e il contributo integrativo non sostituisce quello pensionistico. L'INPS ha quindi agito legittimamente.
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