Orientamento della Cassazione
Su LexCED 59 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 96% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Inammissibile 96%
- Altro 4%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2026
Sezioni
- Penale Sez. 758%
- Penale Sez. 226%
- Civile Sez. 616%
Precedenti più richiamati
- Cass. S.U. 1626/2021in 4 provvedimenti
- Cass. 5475/2020in 3 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
L'Ex Coniuge ha intimato all'Altro Coniuge il pagamento di assegni divorzili e di mantenimento non versati. L'Altro Coniuge ha contestato, eccependo la prescrizione dei crediti più vecchi e sostenendo di aver pagato il dovuto. La Corte d'Appello ha accolto l'opposizione, dichiarando nullo il precetto. L'Ex Coniuge ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso per tardività**. Il ricorso è stato presentato oltre il termine di 60 giorni dalla notifica della sentenza d'appello. La sospensione feriale dei termini non si applica ai giudizi di esecuzione forzata.
Continua »
Un Cittadino ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione contro una Banca, contestando una precedente sentenza. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per tardività. Il ricorso, infatti, è stato depositato oltre il termine di legge. La sospensione dei termini processuali, introdotta per l'emergenza sanitaria, non ha influito sul caso, poiché il termine per ricorrere era già scaduto prima dell'inizio di tale sospensione. Il Cittadino ha perso la causa e dovrà rimborsare le spese legali alla Banca.
Continua »
Un Cittadino ha proposto opposizione contro una cartella di pagamento emessa da un Agente della Riscossione per debiti verso vari Comuni. Il Giudice di Pace aveva accolto l'opposizione. Un Comune ha appellato la decisione sulle spese. Il Tribunale ha riformato la sentenza, compensando le spese. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività. Ha stabilito che il termine per impugnare era scaduto, poiché la sospensione feriale dei termini processuali non si applica ai giudizi di opposizione all'esecuzione. Il ricorso era stato presentato oltre i sei mesi dalla pubblicazione della sentenza, rendendolo irricevibile.
Continua »
Un Cittadino ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza che aveva rigettato la sua opposizione all'esecuzione. La società creditrice ha resistito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per tardività. Il ricorso era stato depositato oltre il termine lungo di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza di appello. La Corte ha chiarito che i giudizi di opposizione all'esecuzione non beneficiano della sospensione feriale dei termini, rendendo il ricorso tardivo e quindi inammissibile. Il Cittadino dovrà pagare le spese legali della controparte.
Continua »
Un Cittadino Straniero, espulso dal territorio nazionale, ha ricevuto misure alternative al trattenimento, come la consegna del passaporto e l'obbligo di firma. Ha impugnato il decreto del Giudice di Pace che convalidava tali misure. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività. Il ricorso era stato presentato oltre il termine semestrale dalla pubblicazione del provvedimento impugnato, come previsto dal codice di procedura civile. La Corte ha chiarito che la notifica tardiva del provvedimento non rileva per il calcolo del termine. Pertanto, il Cittadino Straniero ha perso la possibilità di contestare le misure, a causa della tardiva presentazione del suo ricorso.
Continua »
Un Fornitore di servizi riabilitativi ha cercato di ottenere dall'Ente Sanitario il pagamento di differenze tariffarie per prestazioni passate. Dopo un iniziale decreto ingiuntivo a suo favore, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, revocando l'ingiunzione. Il Fornitore ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso **inammissibile per tardività**. Il Fornitore aveva superato il termine di un anno dalla pubblicazione della sentenza d'appello per presentare il ricorso, anche considerando la sospensione feriale. Questa decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
Continua »
Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione contro una sentenza penale di appello emessa con motivazione contestuale. Le impugnazioni sono state depositate con alcuni giorni di ritardo rispetto al termine di quindici giorni previsto dalla legge. La Corte di Cassazione ha riscontrato il mancato rispetto dei tempi previsti dal codice di procedura penale. I giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività. Ciascun ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per tardività presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il Giudice per le Indagini Preliminari aveva applicato una pena su richiesta, includendo la sospensione della patente. L'automobilista ha impugnato la sentenza, sostenendo che la durata della sospensione fosse eccessiva. Tuttavia, la Corte ha rilevato che il ricorso era stato depositato oltre i 15 giorni previsti dalla legge, calcolati dalla lettura della motivazione in udienza. Pertanto, il ricorso è stato ritenuto tardivo e inammissibile, con conseguente condanna dell'automobilista alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
Continua »
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro la condanna penale, sostenendo che la motivazione dei giudici precedenti sia errata. Tuttavia, la Corte di Cassazione rileva che le contestazioni sono una semplice riproposizione di motivi già respinti nei gradi precedenti. Inoltre, l'atto di appello originario era stato depositato con un giorno di ritardo rispetto al termine di trenta giorni previsto dalla legge. Per queste ragioni, i giudici dichiarano l'inammissibilità del ricorso per tardività e per mancanza di specificità. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese del processo, oltre a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per tardività di un appello. L'imputato aveva presentato il suo ricorso oltre la scadenza, sostenendo che il termine dovesse essere prorogato perché il giorno di scadenza cadeva di sabato. La Suprema Corte ha chiarito che la proroga dei termini processuali si applica solo se la scadenza cade in un giorno *festivo* (come la domenica), non semplicemente in un giorno non lavorativo come il sabato, se la domenica successiva non coincide con la scadenza. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Una persona indagata, accusata di far parte di un'associazione dedita al traffico di droga e di spaccio, era stata sottoposta a custodia in carcere. Il Tribunale del Riesame aveva confermato questa misura cautelare. L'indagata ha presentato ricorso per Cassazione, contestando la gravità degli indizi e le esigenze cautelari, inclusi problemi di salute. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per tardività. Il ricorso era stato depositato oltre i dieci giorni previsti dalla legge dalla notifica del provvedimento. La Corte ha condannato l'indagata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende, confermando la misura cautelare.
Continua »
Un cittadino, assolto da un reato di stupefacenti, ha chiesto un equo indennizzo per l'ingiusta detenzione subita. La Corte d'Appello ha rigettato la sua richiesta. Il cittadino ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte lo ha dichiarato inammissibile per tardività. L'impugnazione era stata spedita oltre i quindici giorni previsti dalla notifica del provvedimento. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende, oltre al rimborso delle spese legali al Ministero. Questo caso sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini per evitare l'inammissibilità del ricorso per tardività.
Continua »
Il Condannato ha richiesto al Giudice dell'esecuzione il riconoscimento del vincolo della continuazione tra condanne per bancarotta fraudolenta e associazione per delinquere. La Corte territoriale ha accolto solo in parte l'istanza. Contro tale provvedimento, la difesa ha presentato impugnazione contestando il mancato riconoscimento della continuazione globale e i criteri di calcolo della pena. Tuttavia, l'atto è stato depositato oltre il termine di quindici giorni dalla regolare notifica dell'ordinanza. La Suprema Corte ha pronunciato l'inammissibilità del ricorso per tardività. Il rispetto dei termini processuali è assoluto e impedisce l'esame del merito. Di conseguenza, il Condannato perde il diritto al riesame della pena ed è condannato al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro.
Continua »
Un Indagato, accusato di reati tributari come amministratore di fatto di un'Azienda, ha subito un sequestro preventivo. Dopo che il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, l'Indagato ha presentato un ricorso per Cassazione. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso per tardività, poiché il ricorso è stato depositato oltre il termine legale di quindici giorni e presso un ufficio non competente. Di conseguenza, il sequestro è rimasto valido e l'Indagato è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
Continua »
Il Giudice di Pace ha condannato un imputato a un'ammenda di cinquemila euro per violazione delle norme sull'immigrazione. Il giudice ha depositato la sentenza oltre i termini senza fissare un termine specifico, notificando l'avviso di deposito il 26 gennaio 2026. La difesa ha presentato ricorso per cassazione il 12 marzo 2026, contestando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e lamentando la nullità della notifica dell'udienza. La Suprema Corte ha rilevato che il termine per impugnare era di trenta giorni dalla notifica dell'avviso di deposito, scaduto il 25 febbraio 2026. I giudici hanno quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività tramite procedura semplificata senza udienza. L'imputato ha perso definitivamente il giudizio, subendo la condanna alle spese processuali e al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Il Ricorrente ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato inammissibile il suo appello perché presentato in ritardo. Il Ricorrente sosteneva che la sentenza di primo grado indicasse erroneamente un termine di settanta giorni per impugnare. Tuttavia, i documenti di causa hanno smentito tale affermazione, dimostrando che il termine effettivo era di sessanta giorni. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per tardività, poiché l'appello era stato depositato oltre la scadenza di legge. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
L'Imputato, condannato per i reati di rapina e lesioni personali, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando in modo generico il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha rilevato che la sentenza d'appello era stata pronunciata con motivazione contestuale, facendo decorrere immediatamente i termini per l'impugnazione. Di conseguenza, il deposito del ricorso è avvenuto oltre i termini stabiliti dalla legge. La Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Un contribuente ha impugnato un avviso di addebito dell'INPS per contributi previdenziali della Gestione Commercianti. Dopo il rigetto in appello, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato in via pregiudiziale l'inammissibilità del ricorso per tardività. Trattandosi di materia previdenziale, non si applica la sospensione feriale dei termini. Calcolando il termine semestrale dalla pubblicazione della sentenza d'appello e aggiungendo i sessantatré giorni di sospensione straordinaria per l'emergenza COVID-19, il termine ultimo scadeva il 23 ottobre 2020. Il ricorso è stato invece notificato il 24 novembre 2020, oltre la scadenza di legge. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento del doppio del contributo unificato.
Continua »
Il Tribunale dichiarava il non doversi procedere nei confronti dell'Imputato per intervenuta remissione di querela. Il Procuratore Generale proponeva ricorso immediato in Cassazione, sostenendo che il reato contestato fosse in realtà perseguibile d'ufficio e che la querela non potesse essere revocata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso senza entrare nel merito della questione. I giudici hanno infatti rilevato l'inammissibilità del ricorso per tardività: la sentenza era stata comunicata il 9 novembre, stabilendo un termine di quindici giorni per l'impugnazione. Essendo scaduto il termine il 25 novembre, il ricorso depositato il 2 dicembre è stato considerato fuori tempo massimo. Vince l'Imputato, per il quale il procedimento penale rimane definitivamente chiuso.
Continua »
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Torino. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il ricorso è stato presentato il 22 gennaio 2026, ben oltre il termine di 30 giorni previsto dalla legge, scaduto il 15 novembre 2025. Per questo motivo, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per tardività, condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »