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GUP

Definizione

Il giudice dell'udienza preliminare (detto GUP) in Italia è la figura preposta a decidere, durante l'udienza preliminare, sulla richiesta del pubblico ministero di rinviare a giudizio l'indagato. La figura venne introdotta con l'approvazione del nuovo Codice di procedura penale (d.P.R. 22 settembre 1988, n. 447). Per meglio comprendere questa figura va premesso quanto segue: -Il procedimento penale si articola generalmente in tre fasi: la fase delle indagini preliminari, sotto l'avvio del pubblico ministero, e coordinato per le decisioni che sono eventualmente necessarie con il giudice delle indagini preliminari (GIP), la fase dell'udienza preliminare dinanzi al GUP e il dibattimento. Il Giudice dell'UP valuta le prove con un giudizio prognostico pertanto se ritiene sufficienti le prove raccolte nella fase delle indagini preliminari dispone il decreto di rinvio a giudizio (dinanzi ad un giudice diverso, il giudice del dibattimento), altrimenti decide con sentenza di non luogo a procedere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Patrocinio a spese dello Stato: Rigetto per vizi e competenza Cassazione
Un Cittadino ha richiesto il Patrocinio a spese dello Stato in un procedimento penale. Il GUP ha respinto la domanda, ritenendola inammissibile per la mancata indicazione dei dati familiari, nonostante la dichiarazione di un "nucleo familiare autonomo". Il Tribunale ha confermato il rigetto. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che i ricorsi contro il rigetto del Patrocinio a spese dello Stato in ambito penale rientrano nella competenza delle Sezioni Penali, non di quelle Civili, che si occupano solo delle opposizioni ai decreti di liquidazione delle spese. La causa è stata rimessa al Primo Presidente per l'assegnazione alle Sezioni Penali.
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Patteggiamento: Ricorso Inammissibile per Tentato Omicidio e Lesioni
Un imputato, condannato per tentato omicidio e lesioni aggravate tramite patteggiamento, ha presentato ricorso. Ha contestato la qualificazione giuridica del fatto e la mancata prevalenza delle attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'impugnazione patteggiamento è limitata a specifici vizi di legge, non riscontrabili nel caso. L'accordo sulla pena, quindi, è rimasto valido, con condanna alle spese per il ricorrente.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando il Concordato Blocca l’Appello
Un Lavoratore è stato condannato in primo grado per vari reati. La Corte d'Appello, tramite un concordato (accordo sulla pena), ha aumentato la condanna applicando la continuazione con un precedente reato. Il Lavoratore ha presentato un ricorso per Cassazione, sostenendo che avrebbe dovuto essere prosciolto e lamentando vizi nella determinazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ribadendo che le sentenze emesse a seguito di concordato possono essere impugnate solo per specifici vizi procedurali, non per questioni di merito o motivi rinunciati. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Bancarotta Fraudolenta: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata
Un Imprenditore è stato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. Ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando la sua responsabilità e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I motivi erano troppo generici e non specificavano quali elementi decisivi fossero stati ignorati. La condanna per bancarotta fraudolenta è stata quindi confermata, insieme alle pene accessorie. L'Imprenditore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Rapina aggravata e sequestro di persona: Cassazione conferma condanna
Un imputato è stato condannato per rapina aggravata e sequestro di persona, oltre al possesso di segni distintivi contraffatti. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la mancata acquisizione di nuove prove, l'errata separazione tra rapina aggravata e sequestro di persona (che a suo dire dovevano essere considerati un unico reato) e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e la pena inflitta, ritenendo le argomentazioni difensive infondate e la motivazione delle sentenze precedenti corretta.
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Ricorso Penale Inammissibile: L’Errore Procedurale che Costa Caro
Un Lavoratore, condannato per spaccio di hashish, ha presentato personalmente un ricorso contro la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso penale inammissibile. Questo è avvenuto perché la legge italiana richiede che i ricorsi in Cassazione siano sottoscritti da un avvocato iscritto all'albo speciale, non direttamente dalla parte. L'imputato, avendo agito senza la necessaria rappresentanza legale, ha visto il suo appello respinto e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Collaborazione Limitata: Cassazione conferma pena per traffico di droga
Un individuo è stato condannato per importazione di eroina, occultata tramite ingestione. Dopo una riduzione della pena in appello, l'imputato ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava l'applicazione delle *circostanze attenuanti* per collaborazione e il mancato riconoscimento di quelle generiche, ritenendo la pena eccessiva. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la valutazione sulla riduzione della pena per la collaborazione, pur non massima, era adeguatamente motivata, considerando la limitata efficacia della stessa. Anche il diniego delle attenuanti generiche è stato ritenuto correttamente giustificato.
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Ricorso inammissibile: quando il patteggiamento non si appella
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza di patteggiamento che gli aveva applicato una pena per un reato legato agli stupefacenti. Il Lavoratore lamentava vizi di motivazione e l'omessa motivazione sul diniego delle circostanze generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso patteggiamento, ribadendo che l'articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale limita strettamente i motivi di ricorso contro tali sentenze, escludendo i vizi di motivazione. Il ricorso è stato quindi respinto e il Lavoratore condannato al pagamento delle spese processuali.
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Ricorso Penale Inammissibile: Vittima Credibile, Condanna Definitiva
Un Lavoratore è stato condannato per tentata estorsione, lesioni gravi, porto abusivo di strumenti e cessione di stupefacenti. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'imputato ha proposto ricorso per Cassazione, contestando l'attendibilità della persona offesa. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Le doglianze erano generiche e non affrontavano le motivazioni della Corte d'Appello, che aveva valorizzato il timore della vittima e le testimonianze. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Confisca Beni Non Pertinenti: Denaro Sequestrato, ma Non Confiscabile
La ricorrente è stata condannata per reati di droga e monete contraffatte. Il giudice di primo grado aveva disposto la confisca sia del denaro falso che di quello autentico. La ricorrente ha contestato la confisca del denaro non contraffatto, sostenendo la mancanza di un legame diretto (nesso di pertinenzialità) con i reati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che la confisca beni non pertinenti è illegittima. Il denaro non può essere confiscato se non è provato che sia lo strumento, il prodotto, il profitto o il prezzo del reato specifico. La sentenza ha annullato la confisca del denaro autentico, rimandando gli atti al Tribunale per ulteriori valutazioni.
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Ricorso Penale Inammissibile: Diritti Difensivi vs. Procedura
Un imputato ha presentato un ricorso contro l'ordinanza di un GUP che aveva rigettato la sua richiesta di accedere agli atti delle indagini preliminari e di essere interrogato, sostenendo la violazione dei suoi diritti difensivi dopo l'avviso ex art. 415-bis c.p.p. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha stabilito che il provvedimento impugnato non era autonomamente ricorribile, essendo un atto preparatorio all'udienza preliminare. La decisione finale potrà essere contestata solo insieme alla sentenza definitiva.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Quando la Cassazione non esamina il merito
Quattro imputati hanno presentato ricorso per Cassazione contro una sentenza del GUP che aveva applicato loro delle pene, a seguito di una quasi totale ammissione degli addebiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha stabilito che le contestazioni difensive, relative a vizi di motivazione, non sono ammissibili per il rito scelto e sono comunque infondate. La decisione sottolinea i limiti per i ricorsi in Cassazione, specialmente dopo l'introduzione dell'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., che restringe i motivi di impugnazione.
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Ricorso inammissibile in Cassazione: l’errore formale che costa caro
Un imputato, condannato per estorsione aggravata, lesioni e danneggiamento, ha presentato personalmente un ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge richiede che il ricorso in Cassazione sia firmato da un avvocato abilitato al patrocinio in Cassazione. La presentazione personale, anche con firma autenticata da un difensore non abilitato, non è valida. Questo requisito non viola i diritti costituzionali o europei. L'imputato ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Patteggiamento senza sospensione: l’inammissibilità ricorso penale
Un Lavoratore ha ricevuto una condanna per truffa tramite patteggiamento, con una pena di un anno di reclusione e 350 euro di multa, ma senza la sospensione condizionale. Il Lavoratore ha presentato un ricorso per Cassazione, sostenendo che la sospensione fosse una condizione essenziale all'accordo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale**. Ha chiarito che la difesa aveva accettato la pena senza la sospensione e che il ricorso non rientrava nei casi previsti dalla legge per impugnare un patteggiamento. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Omicidio e Intercettazioni: La Cassazione sulla Valutazione Prova Indiziaria
Un Lavoratore era stato condannato in primo grado per omicidio premeditato. La Corte d'Appello lo ha assolto, ritenendo insufficiente la prova indiziaria, in particolare l'interpretazione di un'intercettazione telefonica ambigua. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione prova indiziaria e l'omesso ascolto diretto dell'intercettazione da parte dei giudici d'appello. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando l'assoluzione. Ha ribadito che l'ascolto diretto delle intercettazioni è una facoltà del giudice, non un obbligo, e che la Corte d'Appello ha correttamente motivato la sua decisione.
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Inammissibilità ricorso penale: avvocato non abilitato blocca l’appello
Un Lavoratore è stato condannato per truffa e ha patteggiato la pena. Ha poi presentato ricorso contro la sentenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Questo è avvenuto perché il ricorso era stato firmato da un avvocato non abilitato a patrocinare (difensore non cassazionista) davanti a tale Corte. Il vizio non è stato sanato nemmeno dalla successiva presentazione di motivi aggiuntivi da parte di un avvocato abilitato, poiché ciò è avvenuto fuori termine. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Accordo sulla pena in appello: il silenzio del giudice annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per rapina aggravata e tentata estorsione aggravata. Il Lavoratore, condannato in primo grado, aveva proposto un Accordo sulla pena in appello con il consenso del Pubblico Ministero. La Corte d'Appello, tuttavia, ha emesso la sentenza senza considerare o rigettare esplicitamente tale accordo, impedendo così alle parti di discutere. La Cassazione ha stabilito che questa omissione rende la sentenza nulla, violando il diritto alla difesa e la corretta procedura. Il caso tornerà alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Ricorso Patteggiamento: Attenuanti Negate, Cassazione Dice No
Un'imputata ha ottenuto una condanna a seguito di un patteggiamento per riciclaggio e falso, con pena sospesa. Il suo difensore ha presentato ricorso patteggiamento in Cassazione, lamentando la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che non è possibile impugnare una sentenza di patteggiamento per motivi legati alla quantificazione della pena o alla mancata concessione di attenuanti generiche. L'imputata è stata condannata a pagare le spese processuali e una sanzione di Euro 3.000.
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Sopravvenuta carenza di interesse: ricorso inutile ma senza spese
Il Tribunale della Libertà applicava a un'indagata le misure dell'obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. L'indagata proponeva ricorso in Cassazione, lamentando l'assenza di un reale pericolo di fuga. Successivamente, il Giudice dell'Udienza Preliminare revocava del tutto le misure cautelari per il venir meno delle esigenze di cautela. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. Poiché la revoca è intervenuta dopo la presentazione del ricorso, la Suprema Corte ha stabilito che non si applica alcuna condanna al pagamento delle spese processuali o della sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, non essendoci una reale sconfitta processuale della ricorrente.
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Inammissibilità del ricorso per genericità: il caso della pistola
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino per porto abusivo e detenzione illegale di una pistola rubata. La difesa dell'imputato aveva proposto ricorso lamentando un vizio di motivazione generico sulla mancata assoluzione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per genericità, poiché i motivi presentati erano privi di qualsiasi collegamento con la sentenza d'appello e non indicavano ragioni di diritto o fatti specifici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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