La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore in un caso di depredazione in mare. La sentenza stabilisce che, per determinare la corretta qualifica soggettiva pirateria, in assenza di prove certe su un ruolo di comando, tutti i concorrenti nel reato devono essere considerati membri dell'equipaggio e non comandanti, applicando così la pena meno severa. Viene riaffermato il principio che ogni dubbio sulla posizione gerarchica dell'imputato va risolto a suo favore.
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