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Espulsione Dello Straniero

Definizione

Provvedimento con cui si allontana un cittadino non italiano dal territorio dello Stato per motivi di sicurezza o come sanzione.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 199 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 44% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 38%
  • Rigettato 15%
  • Inammissibile 44%
  • Altro 3%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 738%
  • Civile Sez. 131%
  • Penale Sez. 131%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 50379/2014in 12 provvedimenti
  • Corte cost. 58/1995in 25 provvedimenti
  • Cass. 45468/2010in 6 provvedimenti
  • Cass. 35432/2013in 9 provvedimenti
  • Cass. 24427/2018in 12 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione dello straniero confermata dopo la pena per omicidio
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione dello straniero condannato per l'omicidio della moglie al termine dell'espiazione di dodici anni di reclusione. Il Tribunale di sorveglianza aveva ritenuto ancora attuale la pericolosità sociale del condannato perché l'uomo si era reso irreperibile per anni dopo la scarcerazione, non aveva mostrato alcun ripensamento critico per il delitto e viveva senza permesso di soggiorno né un lavoro lecito. La Suprema Corte ha respinto il ricorso del condannato. I giudici hanno chiarito che i benefici carcerari non bastano a dimostrare un reale recupero se mancano segni di evoluzione della personalità. Inoltre, la totale assenza di mezzi di sostentamento e di documenti di soggiorno crea un pericolo concreto di reiterazione del crimine.
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Espulsione dello straniero: obbligo di motivare la pericolosità
Il Tribunale condanna un cittadino straniero per resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di lieve entità. Il giudice di primo grado omette qualsiasi valutazione sulla misura di sicurezza dell'espulsione a pena espiata. Il Pubblico Ministero impugna la sentenza per violazione di legge e mancanza di motivazione sul punto. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e annulla parzialmente la sentenza. Il giudice ha il dovere inderogabile di valutare espressamente la pericolosità sociale del condannato. Tale obbligo sussiste sia per applicare l'espulsione sia per escluderla, anche nelle ipotesi di spaccio di lieve entità. La misura dell'espulsione dello straniero richiede infatti una motivazione autonoma e specifica, fondata sulla condotta e sulle condizioni dell'imputato. La causa torna quindi al Tribunale per un nuovo esame limitatamente all'allontanamento dal territorio nazionale.
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Espulsione dello straniero: figlio senza dati anagrafici
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione dello straniero disposta a titolo di sanzione alternativa alla detenzione. Il cittadino straniero si era opposto all'allontanamento sostenendo di convivere in Italia con la compagna e il figlio minorenne, richiamando il divieto inderogabile previsto dalla legge sull'immigrazione per chi ha figli sul territorio nazionale. I giudici hanno respinto l'istanza per mancanza di prove certe sulla paternità. Il documento di nascita prodotto tardivamente non indicava i dati identificativi completi del genitore. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Espulsione Straniero: Convivenza familiare non basta senza prova cittadinanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Cittadino Straniero contro un decreto di **espulsione straniero**. Il Prefetto aveva disposto l'allontanamento a causa della pericolosità sociale del soggetto, con precedenti penali. Il Giudice di Pace aveva confermato l'espulsione, pur notando la convivenza del Cittadino Straniero con la sorella, ma senza accertare la cittadinanza italiana di quest'ultima. Il ricorrente lamentava che il Giudice di Pace avesse valutato la pericolosità sociale e non avesse considerato la convivenza con la sorella italiana. La Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile. Ha chiarito che il presupposto della cittadinanza italiana della sorella non era stato provato, rendendo irrilevante la convivenza ai fini dell'applicazione delle norme che impediscono l'espulsione.
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Espulsione straniero: Ricorso inammissibile, pandemia non basta
Un cittadino straniero ha contestato il decreto di espulsione emesso dal Prefetto. Il Giudice di Pace aveva respinto il suo ricorso. Il cittadino ha quindi presentato un ricorso straordinario per cassazione, lamentando che il Giudice di Pace non avesse esaminato alcune questioni cruciali. Tra queste, la presunta impossibilità di lasciare il Paese a causa dell'emergenza epidemiologica e la violazione del principio di non-refoulement, che protegge le persone dal rischio di essere rimandate in luoghi pericolosi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le questioni sollevate non erano state presentate correttamente al giudice di primo grado o che il ricorrente non aveva fornito prove sufficienti del rischio personale. La decisione conferma l'espulsione straniero e comporta il versamento di un ulteriore contributo unificato.
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Espulsione Straniero: Cassazione tutela vita privata e legami sociali
Un Cittadino Straniero ha ricevuto un decreto di espulsione dalla Prefettura, convalidato dal Giudice di Pace. Il Cittadino Straniero ha impugnato la decisione, sostenendo che il giudice non aveva considerato la sua lunga permanenza in Italia, l'attività lavorativa e la rottura dei legami con il Paese d'origine. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che, per il divieto di espulsione dello straniero, non contano solo i vincoli familiari ma anche il diritto alla vita privata e i legami sociali. La Corte ha cassato l'ordinanza, rinviando il caso al Giudice di Pace per una nuova valutazione che tenga conto di tutti questi aspetti.
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Espulsione straniero: vincoli familiari ignorati, sentenza annullata
Un cittadino straniero ha ricevuto un decreto di espulsione. Il Giudice di Pace ha convalidato l'ordine, citando precedenti penali e la mancanza di ricorso contro il diniego del permesso di soggiorno. Il Lavoratore ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo che il Giudice di Pace non aveva considerato i suoi consolidati legami familiari in Italia, inclusa la presenza di un figlio cittadino italiano. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza per difetto di motivazione. Ha stabilito che il Giudice di Pace non ha adeguatamente valutato le circostanze relative ai vincoli familiari del ricorrente, rendendo la motivazione generica e insufficiente per giustificare l'espulsione straniero. Il caso è stato rinviato a un nuovo Giudice di Pace per una nuova valutazione.
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Espulsione dello straniero: non basta l’autocertificazione
La Prefettura ha disposto l'espulsione dello straniero a causa del mancato rinnovo del permesso di soggiorno, scaduto da oltre due anni. L'uomo ha impugnato il provvedimento sostenendo la convivenza con una cittadina italiana e la pendenza di una richiesta di affidamento in prova davanti al Tribunale di Sorveglianza. Il Giudice di Pace ha confermato il decreto, evidenziando che una semplice autocertificazione di convivenza non impedisce l'allontanamento. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dello straniero, dichiarando i motivi inammissibili per difetto di autosufficienza e infondati nel merito. Il ricorrente deve pagare le spese processuali.
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Espulsione Straniero: Ricorso Inammissibile per Mancanza di Prove
Un cittadino straniero ha contestato un provvedimento di accompagnamento coattivo alla frontiera, emesso dopo un decreto di espulsione straniero. Il ricorrente ha sostenuto l'esistenza di legami familiari in Italia e un patto di convivenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione principale è stata la mancanza di specificità e autosufficienza degli argomenti presentati, che non permettevano di comprendere chiaramente le censure mosse contro il provvedimento impugnato. Non sono state fornite indicazioni precise sulle prove o sugli atti del giudizio precedente.
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Espulsione straniero: Pericolosità Sociale prevale sui Legami Familiari
A un cittadino straniero è stato emesso un decreto di **espulsione straniero** per pericolosità sociale, basato su precedenti penali e segnalazioni di polizia, oltre alla mancanza di documenti. Il Giudice di Pace ha confermato l'espulsione. Il cittadino ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua pericolosità non era stata valutata correttamente e che non si era tenuto conto dei suoi legami familiari e lavorativi in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la pericolosità sociale era stata correttamente accertata e che i legami familiari, seppur presenti, non erano sufficientemente forti o dimostrati per impedire l'espulsione, in assenza di un effettivo radicamento. Ha anche ritenuto che la conoscenza della lingua italiana fosse stata dimostrata.
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Espulsione dello straniero e difetti di notifica
Un cittadino straniero ha impugnato il provvedimento relativo all'espulsione dello straniero disposto dal Prefetto. L'uomo sosteneva di avere stabili legami familiari in Italia, tra cui una figlia e una compagna regolarmente soggiornante. Il Giudice di Pace ha rigettato il ricorso. Il cittadino ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la notifica del ricorso è stata effettuata presso l'Avvocatura Generale dello Stato anziché direttamente presso l'ufficio del Prefetto. La Corte di Cassazione ha chiarito che il Prefetto è l'unico soggetto legittimato a stare in giudizio. Conseguentemente, la notifica inoltrata in modo errato risulta nulla. La Suprema Corte ha ordinato la rinnovazione della notifica entro sessanta giorni presso l'ufficio del Prefetto, rinviando la decisione finale.
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Espulsione straniero: la Cassazione tutela vita privata e legami sociali
Uno straniero, residente in Italia da vent'anni, ha ricevuto un decreto di espulsione. Il Giudice di Pace aveva confermato l'espulsione, limitando la valutazione all'assenza di legami familiari e non considerando la lunga permanenza o i legami sociali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il divieto di espulsione deve considerare non solo la vita familiare, ma anche la "vita privata" dello straniero, inclusi i legami sociali e la durata del soggiorno. La Corte ha cassato l'ordinanza e rinviato il caso al Giudice di Pace per una nuova valutazione, rafforzando la tutela contro l'espulsione straniero.
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Espulsione stranieri: Precedenti Penali vs. Legami Familiari
Un cittadino straniero ha contestato l'espulsione dal territorio italiano, decisa dalla Prefettura a causa della sua ritenuta pericolosità sociale, basata su precedenti penali per spaccio di stupefacenti. Il Giudice di Pace aveva confermato l'espulsione stranieri, ritenendo insufficienti le prove di legami familiari stabili. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del cittadino, affermando che la valutazione della pericolosità e dei legami familiari spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in Cassazione. Ha inoltre ribadito che le autodichiarazioni non hanno valore probatorio.
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Espulsione dello straniero: errore di notifica ma ricorso valido
La Prefettura ha emesso un decreto di espulsione dello straniero verso un cittadino extracomunitario. L'interessato ha impugnato il provvedimento dinanzi al Giudice di Pace, che ha respinto la domanda. Il cittadino ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Il difensore ha indirizzato l'atto al Prefetto, ma lo ha notificato per errore presso l'Avvocatura Generale dello Stato a Roma anziché alla sede locale della Prefettura. La Suprema Corte ha chiarito che il Prefetto detiene la legittimazione esclusiva a resistere in giudizio. Trattandosi di un vizio della notificazione e non del contenuto sostanziale del ricorso, i giudici non hanno dichiarato l'inammissibilità dell'atto. La Cassazione ha disposto la rinnovazione della notifica entro trenta giorni, salvando la causa del cittadino.
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Espulsione dello straniero: no all’automatismo dopo la condanna
L'imputato, condannato tramite patteggiamento per detenzione illecita di stupefacenti, ha impugnato l'ordine di misura di sicurezza relativo all'espulsione dello straniero dal territorio nazionale a pena espiata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la misura dell'espulsione dello straniero non può essere disposta in modo automatico. Il giudice deve infatti accertare in concreto la reale pericolosità sociale del soggetto al momento della decisione, valutando gli elementi previsti dal codice penale. Inoltre, è necessario effettuare un adeguato bilanciamento tra le esigenze di sicurezza pubblica e la tutela della vita privata e familiare della persona, stabilmente inserita in Italia. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente alla misura dell'espulsione, con rinvio al tribunale per un nuovo giudizio.
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Espulsione dello straniero: Cassazione annulla per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che aveva confermato l'espulsione dello straniero di un individuo. Il Tribunale non aveva adeguatamente valutato le ragioni ostative all'espulsione, come i legami familiari, la durata del soggiorno in Italia e i vincoli sociali del ricorrente. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice deve effettuare un'attenta ponderazione della pericolosità e della situazione familiare complessiva. La motivazione carente ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio, sottolineando l'importanza di una valutazione completa.
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Patteggiamento e Espulsione: Inammissibilità Ricorso Cassazione
Il Procuratore Generale ha impugnato una sentenza di patteggiamento che aveva omesso l'applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero per alcuni imputati condannati a pene superiori a due anni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso patteggiamento**. Ha chiarito che l'espulsione, pur prevista per condanne gravi, è una misura di sicurezza facoltativa, non obbligatoria. Le sentenze di patteggiamento possono essere impugnate per l'omissione di una misura di sicurezza solo se questa è obbligatoria per legge. Non essendo l'espulsione una misura obbligatoria in questo contesto, il ricorso del Procuratore Generale non poteva essere accolto.
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Espulsione dello straniero: figli all’estero e ricorso respinto
Un cittadino straniero ha impugnato l'ordinamento del Tribunale di sorveglianza che ha confermato la misura dell'espulsione dello straniero come sanzione alternativa alla pena detentiva. Il ricorrente ha lamentato la violazione del diritto alla salute e della tutela della vita familiare, evidenziando la presenza di figli a suo carico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le norme che vietano l'allontanamento sono eccezionali e non si applicano per analogia. Nel caso di specie, i figli risiedevano all'estero al momento dell'istanza e non in Italia. La mancanza dei requisiti di legge ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Espulsione dello straniero: Patteggiamento non esonera dalla valutazione
Un Tribunale ha condannato un Lavoratore straniero per reati di droga tramite patteggiamento, omettendo di valutare la sua pericolosità sociale per l'applicazione della misura di sicurezza dell'**espulsione dello straniero**. Il Procuratore Generale ha impugnato questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in caso di patteggiamento, il giudice deve sempre accertare la pericolosità sociale del condannato straniero prima di disporre l'espulsione. L'omissione di tale valutazione rende la sentenza impugnabile. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza limitatamente a questo punto, rinviando gli atti al Tribunale per una nuova valutazione sulla necessità dell'**espulsione dello straniero** dopo la pena.
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Espulsione dello Straniero: Famiglia vs. Pericolosità Sociale Persistente
Un cittadino straniero, già oggetto di un'ordinanza di **espulsione dello straniero** per reati di narcotraffico e ritenuto socialmente pericoloso, è rientrato illegalmente in Italia dopo essere stato espulso. Ha formato una famiglia e ha cercato lavoro, ma è stato nuovamente segnalato per condotte illecite e frequentazioni con pregiudicati. Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato la misura di sicurezza dell'espulsione, ritenendo la sua pericolosità sociale persistente e prevalente sugli interessi familiari. La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il rientro illegale e le nuove condotte dimostrano una determinazione criminale che giustifica l'allontanamento per tutelare la sicurezza pubblica.
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