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De jure

Definizione

Espressione latina che significa 'per legge'. Indica un effetto che si produce automaticamente in forza di una norma giuridica, indipendentemente dalla volontà delle parti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fondo di Garanzia INPS: Stipendio pagato anche senza lavoro
Una lavoratrice, licenziata illegittimamente, ottiene dal giudice la reintegrazione. Nel frattempo, l'azienda fallisce. La lavoratrice chiede il pagamento delle ultime tre mensilità al Fondo di Garanzia INPS, ma l'ente rifiuta, sostenendo che le somme sono un risarcimento e non una retribuzione, dato che la dipendente non ha effettivamente lavorato. La Corte di Cassazione dà ragione alla lavoratrice. Stabilisce che, a seguito di un licenziamento illegittimo, il rapporto di lavoro continua 'de jure' (per legge), come se non si fosse mai interrotto. Di conseguenza, le somme dovute hanno natura di retribuzione e il Fondo di Garanzia INPS è obbligato a pagarle, perché la mancata prestazione lavorativa è colpa del datore di lavoro.
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Revoca Sospensione Pena: PM può agire prima del Giudice
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condannato che contestava l'ordine di esecuzione emesso dal Pubblico Ministero. L'ordine includeva una pena la cui sospensione era stata revocata. Il condannato sosteneva che solo il Giudice dell'Esecuzione potesse disporre la revoca. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: quando la revoca della sospensione condizionale della pena è un effetto automatico previsto dalla legge (revoca 'ex lege'), il Pubblico Ministero è legittimato a mettere subito in esecuzione la pena. L'intervento successivo del giudice serve solo a formalizzare una situazione già consolidata per legge. Di conseguenza, l'azione del Pubblico Ministero è stata ritenuta corretta e il ricorso del condannato inammissibile.
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Termine decadenziale agricoli: la guida completa
Una lavoratrice agricola ha impugnato il diniego di iscrizione negli elenchi di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'azione giudiziaria deve essere proposta entro il termine decadenziale di 120 giorni. Tale termine decorre dalla notifica del provvedimento esplicito o, in caso di silenzio, dalla scadenza del termine per la pronuncia della decisione, che equivale a un rigetto tacito. Eventuali informazioni errate fornite dall'ente non interrompono né sospendono tale termine.
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