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Contributo soggettivo minimo

Definizione

La quota annuale obbligatoria che ogni avvocato deve versare alla Cassa Forense, indipendentemente dal reddito effettivo prodotto, per costruire la propria pensione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributi Cassa Geometri dovuti anche senza reddito professionale
Un professionista ha impugnato una cartella esattoriale relativa ai contributi Cassa Geometri non versati per l'anno 2005. Il ricorrente ha sostenuto che i suoi guadagni derivassero unicamente da quote societarie estranee all'attività tecnica. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione perché l'interessato non ha presentato tempestivamente l'autocertificazione attestante l'origine extraprofessionale del reddito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: l'iscrizione all'albo e alla cassa comporta l'obbligo di versare i contributi minimi dovuti per presunzione di legge.
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Ricongiunzione contributiva e reddito convenzionale nei calcoli
Il Lavoratore, iscritto alla Cassa ragionieri, ha richiesto la riliquidazione della pensione di vecchiaia erogata dal 2011. Il professionista pretendeva di calcolare la quota retributiva applicando la regola della ricongiunzione contributiva e reddito convenzionale per i periodi dal 1970 al 1984, nei quali aveva versato i contributi alla Gestione commercianti dell'INPS. La Cassa professionale ha applicato invece il calcolo basato sui redditi effettivi dichiarati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore. I giudici hanno chiarito che il reddito convenzionale è un parametro eccezionale riservato esclusivamente a chi ha versato direttamente il contributo soggettivo minimo alla Cassa tra il 1963 e il 1991. Chi sposta i contributi da un'altra gestione non ha diritto a questo calcolo di favore, dovendo mantenere la determinazione della pensione ancorata ai redditi reali effettivamente percepiti.
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Riduzione contributi Cassa Forense: negata a chi si re-iscrive
Un avvocato, già iscritto in passato alla Cassa Forense e poi re-iscritto d'ufficio dopo anni, ha richiesto la riduzione dei contributi minimi prevista per i nuovi iscritti. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio chiaro: la 'riduzione contributi minimi Cassa Forense' è un'agevolazione destinata esclusivamente a chi si iscrive per la prima volta, per favorirne l'ingresso nella professione. Un precedente periodo di iscrizione, anche se lontano nel tempo e seguito da una cancellazione, impedisce di beneficiare nuovamente di questo regime di favore. La Cassa di Previdenza vince la causa e il professionista deve versare i contributi per intero.
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Cassa Forense: reiscritto? Niente riduzione contributi minimi
Un avvocato, già iscritto in passato alla Cassa Forense e poi cancellato, dopo la sua reiscrizione d'ufficio chiedeva di beneficiare della riduzione contributi minimi Cassa Forense, prevista per i neoiscritti. La Cassa si opponeva, sostenendo che l'agevolazione spetta solo a chi si iscrive per la prima volta. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla Cassa Forense. Ha stabilito che il beneficio è riservato a chi inizia la professione per la prima volta. Un precedente periodo di iscrizione, anche se seguito da una lunga interruzione, esclude la possibilità di accedere nuovamente alle agevolazioni, che non possono essere concesse a chi è semplicemente 'reiscritto'. L'avvocato ha quindi perso la causa e non ha ottenuto lo sconto.
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