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Canone Di Locazione

Definizione

Il corrispettivo, di natura economica, che il conduttore (inquilino) versa al locatore (proprietario) per il godimento di un bene immobile. La sua percezione è considerata un'attività produttiva di reddito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mancata Riconsegna Immobile Locato: il Conduttore Paga il Canone
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un'Azienda Sanitaria, conduttrice di un immobile non abitativo, che si rifiutava di pagare i canoni di locazione. L'Azienda sosteneva che i Proprietari avevano illegittimamente rifiutato la riconsegna dell'immobile, danneggiato oltre il normale uso. La Suprema Corte ha confermato le decisioni precedenti: il rifiuto dei Proprietari era legittimo a causa dei danni imputabili all'Azienda. Pertanto, la mancata riconsegna immobile locato non ha liberato il conduttore dall'obbligo di pagare i canoni. La sentenza ribadisce che il conduttore deve restituire l'immobile in buono stato, altrimenti rimane obbligato al canone.
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Aumento canone locazione commerciale: la Cassazione valida la clausola progressiva
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante l'aumento canone locazione commerciale. Un'Azienda era stata condannata a pagare canoni non corrisposti e un'indennità di occupazione a L'Inquilina. L'Azienda contestava la validità di una clausola contrattuale che prevedeva un aumento progressivo del canone di locazione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'Azienda inammissibile, confermando la legittimità di tali patti per gli immobili ad uso diverso dall'abitazione, a meno che non siano usati per aggirare i limiti sulla svalutazione monetaria. L'Azienda dovrà rimborsare le spese legali.
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Clausola traslativa d’imposta: valida nel canone, nulla se elude il fisco
La Corte di Cassazione ha esaminato la validità di una clausola traslativa d'imposta in un contratto di locazione commerciale. Un'Azienda Conduttrice aveva chiesto la restituzione di somme versate per tasse e imposte sull'immobile, ritenendo la clausola nulla. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che una clausola che attribuisce al conduttore l'obbligo di farsi carico di oneri tributari non è nulla se tali oneri sono considerati parte integrante del canone di locazione complessivo e non implicano che l'imposta non venga pagata al fisco dal soggetto obbligato per legge. La decisione conferma un orientamento consolidato, ribadendo che la clausola è valida se non altera il carico tributario effettivo del contribuente.
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Canone di locazione: pagare anche senza agibilità dell’immobile
Un conduttore si è opposto alle richieste di pagamento del Comune locatore per il canone di locazione non versato negli anni dal 2007 al 2013. Il conduttore sosteneva di non dover pagare a causa della mancata consegna dell'immobile e dell'assenza del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conduttore. I giudici hanno chiarito che la consegna era provata dai contratti firmati e che l'ottenimento dell'agibilità dipendeva da lavori a carico dello stesso conduttore, mai dimostrati. Di conseguenza, il conduttore non poteva sospendere il pagamento del canone di locazione ed è stato condannato a pagare le somme richieste, oltre al raddoppio del contributo unificato per il giudizio.
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Aumento canone di locazione nullo: l’inquilino vince in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio sulla nullità dell'aumento del canone di locazione. Nel caso esaminato, un inquilino e un locatore avevano stipulato un secondo contratto per lo stesso immobile con un affitto maggiorato, probabilmente per ragioni fiscali. Quando l'inquilino ha contestato la validità di tale aumento, i giudici di merito lo hanno considerato tardivo. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la nullità di un patto che aumenta il canone in violazione di legge è assoluta e insanabile. Pertanto, il giudice ha il dovere di rilevarla in qualsiasi fase del processo, anche d'ufficio, garantendo la protezione dell'inquilino. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione.
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Rendita Catastale Hotel: Tassa sul Muro o sul Guadagno? Rinviata la Decisione
Una società proprietaria di un albergo contesta la rettifica della rendita catastale operata dall'Agenzia delle Entrate. L'Ufficio ha basato la stima su una percentuale dei ricavi dell'attività alberghiera. La società sostiene invece che la stima della rendita catastale debba fondarsi esclusivamente sul potenziale canone di locazione dell'immobile, escludendo i risultati economici dell'azienda che vi opera. La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità e l'importanza della questione per l'uniformità del diritto, non ha emesso una decisione finale. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito. La questione su come calcolare il valore fiscale degli hotel resta quindi aperta.
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Recesso per gravi motivi: azienda condannata a pagare l’affitto
Un'azienda inquilina ha interrotto in anticipo il suo contratto di locazione commerciale, invocando il recesso per gravi motivi. Il proprietario si è opposto, ritenendo la decisione illegittima. La Corte di Cassazione ha dato ragione al proprietario, stabilendo che i 'gravi motivi' devono essere eventi oggettivi, imprevedibili e totalmente estranei alle scelte economiche e strategiche dell'azienda. Una decisione di trasferire l'attività, anche se dettata da logiche di mercato, non rientra in questa categoria. Di conseguenza, il recesso è stato dichiarato illegittimo e l'azienda è stata condannata a pagare tutti i canoni di affitto fino alla naturale scadenza del contratto.
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Canone con IVA? Il Locatore è privato: l’Inquilino perde e paga
Una società affitta un terreno da un privato per una stazione di servizio. Il contratto prevede un canone di locazione comprensivo di IVA. Quando la società scopre che il locatore è un privato non soggetto a IVA, decide di trattenere l'importo corrispondente all'imposta dal canone. Il locatore si oppone e ottiene un decreto di pagamento. La Corte di Cassazione dà ragione al locatore, confermando che la società deve pagare l'intero importo pattuito. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile, anche perché la stessa questione era già stata decisa in modo definitivo tra le stesse parti in un precedente giudizio.
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Immobile in comproprietà: non paga l’affitto e rinuncia in Cassazione
Una ex-moglie agisce in giudizio per ottenere la sua parte dei canoni di locazione di un immobile in comproprietà con l'ex-marito. L'immobile era affittato alla società dell'uomo, che tratteneva l'intero importo. La Corte d'Appello dà ragione alla donna, condannando l'ex-coniuge a versarle la metà dei canoni percepiti. L'uomo e la sua società ricorrono in Cassazione, ma prima della decisione finale rinunciano all'impugnazione. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il processo estinto. La condanna al pagamento diventa così definitiva e l'ex-marito è obbligato a pagare.
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Inadempimento Locazione Commerciale: Sfratto Confermato per Rinuncia
Un locatore ha ottenuto la risoluzione del contratto per un inadempimento locazione commerciale, a causa del mancato pagamento dei canoni da parte dell'inquilino. I giudici hanno confermato la gravità della violazione, utilizzando come parametro di riferimento i criteri previsti per le locazioni abitative. L'inquilino ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Suprema Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, rendendo definitiva la condanna dell'inquilino al rilascio dell'immobile e al pagamento dei debiti. La vittoria del locatore è stata così consolidata.
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Canoni di locazione: prova della liberazione dal debito
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento dei canoni di locazione arretrati a carico di una conduttrice, nonostante quest'ultima invocasse una scrittura privata sottoscritta dall'ex coniuge come atto liberatorio. I giudici di merito hanno interpretato tale accordo come una semplice garanzia fideiussoria e non come una sostituzione del debitore. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, sottolineando che la valutazione delle prove e l'interpretazione dei contratti sono riservate al giudice di merito e non possono essere sindacate in sede di legittimità se adeguatamente motivate.
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Clausola penale: limiti alla riduzione giudiziale
Una società di noleggio ha citato in giudizio una cooperativa agricola per l'interruzione anticipata di un contratto di locazione di carrelli elevatori. La società richiedeva il pagamento della clausola penale pattuita. Mentre il Tribunale accoglieva la domanda, la Corte d'Appello riduceva drasticamente l'importo della penale, ipotizzando un facile ricollocamento dei beni sul mercato senza prove concrete. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, rilevando che la riduzione della clausola penale era priva di una motivazione logica e non teneva conto del meccanismo di riduzione già previsto nel contratto.
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Canone di locazione: legittimo l’aumento concordato
Una società alberghiera ha contestato gli aumenti del canone di locazione concordati in un secondo momento rispetto al contratto originario, sostenendo la violazione dei limiti di legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un aumento del canone di locazione è legittimo se giustificato da una rinegoziazione complessiva del rapporto, come nel caso di importanti migliorie apportate all'immobile, e non costituisce un mero espediente per eludere le norme sull'adeguamento Istat.
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Risarcimento danno locazione: quando si paga?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che l'inquilino che causa la risoluzione anticipata del contratto per inadempimento è tenuto al risarcimento danno locazione. Tale risarcimento è pari ai canoni che il proprietario avrebbe percepito fino alla naturale scadenza del contratto, anche se l'immobile è stato riconsegnato. La semplice accettazione delle chiavi da parte del locatore non estingue il diritto al risarcimento.
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Canone di locazione: la registrazione non è retroattiva
Un'inquilina ha chiesto il rimborso del canone di locazione versato in eccesso rispetto a quanto risultante da una registrazione tardiva del contratto, effettuata dal locatore con un importo inferiore. Il contratto originale risaliva al 1988. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che le leggi che impongono la registrazione a pena di nullità (L. 431/1998) non sono retroattive. Pertanto, il rapporto resta disciplinato dalla normativa precedente e l'accordo originale sul canone di locazione rimane valido, a prescindere dalla successiva registrazione fiscale.
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Rilievo studio notarile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione disciplinare a due notai per illecito rilievo di studio notarile. Avevano stipulato un contratto di locazione per l'ufficio di un collega defunto a un canone ritenuto sproporzionato rispetto al valore di mercato. Secondo la Corte, la differenza di prezzo non era giustificata, ma rappresentava un corrispettivo per acquisire l'avviamento e la clientela dello studio precedente, configurando così un illecito rilievo studio notarile. La decisione sottolinea che l'acquisizione della clientela di un altro notaio dietro pagamento viola i principi di imparzialità e correttezza professionale.
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Canone pubblicitario: la Cassazione fa chiarezza
Una società pubblicitaria contesta il canone pubblicitario richiesto da un Ente Locale per l'uso di impianti comunali. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo la distinzione tra canone di locazione di impianti pubblici e canone di concessione di suolo pubblico, confermando l'assoggettabilità ad IVA e i criteri di calcolo differenziati.
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Canone impianti pubblicitari: IVA e suolo pubblico
Una società ha contestato avvisi di pagamento per il canone impianti pubblicitari emessi da un comune, mettendo in discussione l'applicazione dell'IVA e i criteri di calcolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la locazione di impianti comunali è un'attività commerciale soggetta a IVA. Ha inoltre chiarito che, a differenza della concessione di suolo pubblico, il canone di locazione non deve essere necessariamente commisurato alla superficie di suolo occupata.
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Exceptio non adimpleti contractus: quando non si applica
Una conduttrice sospendeva il pagamento del canone a causa di gravi vizi dell'immobile, noti fin dall'inizio del rapporto e per i quali aveva pattuito di eseguire le riparazioni. La Cassazione ha negato l'applicabilità dell'exceptio non adimpleti contractus, ritenendo più grave l'inadempimento della conduttrice che, pur continuando a godere dell'immobile, aveva interrotto totalmente i pagamenti. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto a suo carico.
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Canone di locazione: differenze e oneri accessori
Una società conduttrice di un negozio in una stazione ferroviaria ha contestato l'importo della locazione, sostenendo che il canone speciale per la vendita di tabacchi dovesse limitare l'intero importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo la distinzione tra il canone di locazione per l'immobile e il canone concessorio per la vendita di generi di monopolio, che sono due obbligazioni distinte. Inoltre, ha confermato la legittimità di una clausola contrattuale che prevedeva un onere una tantum a carico del conduttore per la riqualificazione della stazione, riconoscendone l'interesse comune e la natura sinallagmatica.
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