LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Azione Di Regresso

Definizione

L'azione di regresso, nel diritto cartolare italiano, è l'azione che spetta al portatore o a chi ha pagato il titolo di credito nei confronti del girante o dell'avallante (colui che ha fatto il credito).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso del CTU: il non abbiente non paga il perito
La Corte d'Appello ha esaminato l'opposizione presentata da una parte privata ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato contro il decreto di liquidazione dell'onorario di un perito nominato dall'autorità giudiziaria. Il decreto originario aveva posto il compenso del CTU a carico solidale di tutte le parti in causa. Il ricorrente ha contestato tale addebito, chiedendo che la spesa gravasse sull'Erario e invocando il dimezzamento della tariffa. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso. Il collegio ha stabilito che lo Stato subentra direttamente nella posizione del soggetto ammesso al beneficio. L'Erario risponde quindi in solido con le altre parti non ammesse. Il perito non può richiedere alcuna somma alla parte non abbiente, ma non subisce alcuna riduzione forzata del proprio credito.
Continua »
Danni all’opera ma aiuto pubblico: compensatio lucri cum damno
Una società lamenta gravi difetti di condensa nella copertura del proprio capannone industriale, citando in giudizio il progettista e direttore dei lavori per ottenere il ristoro delle spese di riparazione. In appello, tuttavia, i giudici negano il risarcimento applicando il principio della compensatio lucri cum damno: l'impresa ha infatti percepito un cospicuo contributo pubblico europeo a fondo perduto, impiegato proprio per il rifacimento del tetto e la posa di pannelli solari. La Corte di Cassazione conferma la decisione e rigetta il ricorso della società. La compensazione del vantaggio economico con il danno patito costituisce una difesa rilevabile d'ufficio per determinare l'effettivo pregiudizio economico ed evitare ingiustificati arricchimenti. La Suprema Corte condanna inoltre la ricorrente per lite temeraria.
Continua »
Efficacia del lodo arbitrale: consorzi contro enti estranei
Un consorzio pubblico gestiva servizi farmaceutici tramite una società mista. A seguito di una delibera comunale restrittiva, il socio privato vinceva un primo arbitrato risarcitorio contro il consorzio. Il consorzio pagava la somma e avviava un secondo arbitrato per rivalersi sull'ente locale consorziato. Il collegio arbitrale condannava il Comune considerando vincolante la prima decisione. L'ente locale impugnava il verdetto e la Corte d'Appello annullava la decisione arbitrale. La Corte di Cassazione conferma che l'efficacia del lodo arbitrale riguarda esclusivamente le parti effettive del giudizio. La disciplina eccezionale dell'arbitrato societario non si estende ai consorzi ordinari. Di conseguenza, l'ente locale non subisce gli effetti di un procedimento al quale è rimasto estraneo. Il consorzio perde definitivamente la causa per carenza probatoria e deve pagare le spese legali.
Continua »
Polizza fideiussoria e regresso: quando l’assicuratore ha diritto al rimborso
Un'Azienda Subappaltatrice ha contestato un decreto ingiuntivo di una Compagnia Assicurativa che le chiedeva il rimborso di 30.000 euro. La Compagnia aveva pagato tale somma a una Beneficiaria in base a una polizza fideiussoria, a causa di vizi nei lavori accertati da una CTU. L'Azienda Subappaltatrice sosteneva che la Beneficiaria avesse agito fraudolentemente, non avendo mai svincolato la ritenuta di garanzia. La Corte d'Appello e la Cassazione hanno rigettato il ricorso dell'Azienda Subappaltatrice, confermando la legittimità dell'azione di regresso della Compagnia Assicurativa. Il diritto al rimborso non dipendeva dal momento dello svincolo della ritenuta, ma dall'accertamento giudiziale dei vizi nei lavori, evitando così un'ingiusta locupletazione per l'Azienda Subappaltatrice. La polizza fideiussoria ha mantenuto la sua efficacia.
Continua »
Accollo debiti e compensazione prezzo: la Cassazione decide
Una società acquirente ha acquistato macchinari aziendali per un prezzo complessivo di 200.000 euro, trattenendo contrattualmente 90.000 euro per il TFR dei dipendenti assunti. In seguito, l'acquirente ha preteso di ridurre ulteriormente il prezzo da versare alla venditrice, trattenendo altre somme per ferie e permessi non goduti dai lavoratori. La società ha invocato la tesi dell'accollo debiti e compensazione prezzo. La Corte di Cassazione ha confermato che l'acquirente non può ridurre unilateralmente il prezzo pattuito per debiti pregressi non espressamente previsti nel contratto, specie senza provare di aver già pagato i lavoratori. Inoltre, l'eventuale ritardo nell'emissione della fattura non esonera dal versare l'IVA al venditore. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'acquirente, condannandola al pagamento del saldo prezzo residuo.
Continua »
Regresso tra confideiussori: paga uno ma dividono tutti
Una cooperativa edilizia e altre imprese consorziate avevano garantito verso una banca i debiti per opere di urbanizzazione. A seguito dell'inadempimento del consorzio, l'istituto di credito ha prelevato l'intero importo dal conto di una sola cooperativa garante. Quest'ultima ha avviato l'azione di regresso tra confideiussori per ottenere il rimborso delle quote spettanti alle altre imprese, calcolate sulla base dell'atto costitutivo del consorzio e dei patti parasociali. La cooperativa intimata ha contestato i conteggi e l'uso di tali documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della cooperativa debitrice, confermando che la ripartizione del debito garantito deve seguire gli accordi sociali prodotti in causa.
Continua »
Competenza territoriale: Assicurazione vince su foro competente per fideiussione
La Corte Suprema ha chiarito un importante aspetto della competenza territoriale in materia di obbligazioni pecuniarie. Un'Assicurazione aveva pagato un Ente Pubblico in virtù di una polizza fideiussoria e poi aveva chiesto il rimborso ai Debitori. Il Tribunale di primo grado aveva inizialmente emesso un decreto ingiuntivo, ma poi si era dichiarato incompetente per territorio, spostando la causa. L'Assicurazione ha impugnato questa decisione. La Corte Suprema ha stabilito che l'obbligazione di rimborso era 'liquida' (cioè di importo certo), e quindi il foro competente era quello del domicilio dell'Assicurazione (creditore). La Corte ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di primo grado.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia e limiti all’escussione abusiva
Una società venditrice stipula una fornitura internazionale rilasciando una fideiussione bancaria a prima richiesta. L'acquirente lamenta guasti e attiva la tutela economica. La banca paga e addebita i costi alla venditrice. L'impresa cita in giudizio sia l'acquirente sia la banca, denunciando l'escussione abusiva e chiedendo la restituzione del denaro. I giudici di merito respingono la domanda rilevando d'ufficio un difetto di giurisdizione e una clausola di rinuncia alle contestazioni. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della venditrice. Gli Ermellini chiariscono che la contumacia del convenuto non consente al giudice di rilevare d'ufficio la clausola arbitrale estera. Inoltre, nel contratto autonomo di garanzia, nessuna clausola contrattuale può impedire alla banca o al debitore di sollevare l'exceptio doli per fermare una richiesta di pagamento fraudolenta o in malafede.
Continua »
Competenza territoriale esclusiva valida nella sede incorporante
Un debitore ha ottenuto una garanzia fideiussoria per un finanziamento pubblico. A seguito dell'inadempimento, la compagnia garante ha pagato l'ente pubblico e ha avviato l'azione di regresso tramite ingiunzione. Nel frattempo, l'originaria compagnia fideiussoria si è fusa per incorporazione in un nuovo gruppo assicurativo con sede legale differente. Il debitore ha contestato la competenza territoriale esclusiva del tribunale della nuova sede, sostenendo la validità del foro originario indicato in contratto. La Corte di Cassazione ha confermato che la competenza si determina al momento della domanda giudiziale. L'incorporazione estingue la vecchia società e trasferisce il foro convenzionale presso la sede della società incorporante.
Continua »
Difetti in cantiere: la Responsabilità solidale appaltatore direttore lavori
Un Condominio ha citato in giudizio il Direttore dei Lavori per difetti riscontrati in opere di manutenzione. Il Direttore dei Lavori ha chiamato in causa l'Appaltatore, chiedendo di essere indennizzato. L'Appaltatore ha eccepito che un precedente lodo arbitrale aveva già risolto la questione a suo favore. La Corte di Cassazione ha stabilito che esiste una chiara Responsabilità solidale appaltatore direttore lavori per i difetti. Il lodo arbitrale non vincola il Direttore dei Lavori, estraneo a quell'accordo. La Corte ha rigettato i ricorsi di entrambi, confermando la loro responsabilità congiunta e il diritto di regresso del Direttore dei Lavori verso l'Appaltatore.
Continua »
Responsabilità solidale negli appalti: no al TFR dall’INPS
L'Azienda Committente ha pagato direttamente ai dipendenti di un'impresa appaltatrice il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) maturato dal 2007, adempiendo al proprio obbligo di responsabilità solidale negli appalti. Successivamente, l'azienda ha chiesto all'INPS la restituzione di tali somme dal Fondo di Tesoreria. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta del committente. La Corte ha stabilito che la responsabilità solidale negli appalti impone al committente di garantire i diritti del lavoratore, ma non gli attribuisce diritti diretti verso il Fondo di Tesoreria INPS. Il committente che paga il TFR può agire in regresso o surrogarsi unicamente nei confronti del datore di lavoro appaltatore e non nei confronti dell'ente previdenziale, salvo che sia provato l'effettivo versamento delle quote al Fondo stesso. L'azienda committente perde la causa e viene condannata a pagare le spese di giudizio.
Continua »
Responsabilità solidale negli appalti: paga ma perde il regresso
Una società committente versa oltre centoventimila euro ai dipendenti della ditta appaltatrice per adempiere alla responsabilità solidale negli appalti. Successivamente, l'appaltatrice entra in liquidazione coatta amministrativa. La committente chiede l'ammissione del proprio credito di regresso allo stato passivo della procedura concorsuale. Il tribunale respinge l'istanza e la committente impugna il provvedimento dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso della committente. L'azienda ha contestato la valutazione delle prove operata dai giudici territoriali senza rispettare i requisiti di specificità del ricorso di legittimità. Di conseguenza, la committente perde la possibilità di recuperare la somma anticipata ed è condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »
Regresso contro il subappaltatore: stop ai rimborsi automatici
Un committente pubblico ha riscontrato gravi vizi in un immobile e ha stipulato una transazione con l'appaltatore per i lavori di ripristino. L'appaltatore ha affidato tali interventi a una ditta terza in subappalto. A causa del mancato completamento delle riparazioni, il committente ha ottenuto la risoluzione dell'accordo e la condanna dell'appaltatore al risarcimento dei danni. L'appaltatore ha quindi azionato il regresso contro il subappaltatore chiedendo di essere manlevato. I giudici hanno respinto la richiesta per difetto di prova specifica sui danni imputabili alla ditta terza, condannando l'appaltatore a pagare anche le spese legali dell'assicurazione chiamata in causa. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione.
Continua »
Condomino anticipa spese: no rimborso dal Condominio per obbligazioni parziarie
Una condomina ha anticipato il pagamento per lavori di restauro della facciata condominiale, regolarmente deliberati dall'assemblea. Successivamente, l'assemblea ha respinto la sua richiesta di rimborso, costringendola a pagare nuovamente la sua quota. La condomina ha citato in giudizio il Condominio per ottenere la restituzione della somma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le obbligazioni parziarie condominiali impediscono al singolo condomino che ha pagato per altri di agire in regresso contro il Condominio. Il condomino deve invece agire direttamente contro gli altri singoli condomini per le loro quote.
Continua »
Liquidazione giudiziale termine ricorso: no ai sessanta giorni
Un creditore garantito da fideiussione ha richiesto l'apertura della procedura concorsuale contro una società debitrice non adempiente. Dopo l'accoglimento del reclamo in appello con la dichiarazione di crisi, la società si è opposta con ricorso alla Corte di Cassazione. Il giudizio ha affrontato la tempestività dell'impugnazione. La Suprema Corte ha stabilito che per la liquidazione giudiziale termine ricorso resta rigorosamente fissato in trenta giorni. L'azienda debitrice ha notificato l'atto oltre la scadenza prevista dall'articolo 51 del Codice della Crisi. I giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione tardiva della società, confermando l'apertura della procedura e condannandola alle spese di causa.
Continua »
Azione di regresso del fideiussore: l’errore formale blocca tutto
Un socio garante ha pagato alla banca la somma residua per estinguere il mutuo aziendale. Successivamente, ha esercitato l'azione di regresso del fideiussore chiedendo il rimborso della quota all'ex socio, il quale aveva ceduto le quote mantenendo però la garanzia. In appello, i giudici hanno rigettato la pretesa ritenendo non provato che il pagamento fosse stato richiesto dalla banca. Il garante ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile poiché il garante non ha depositato la relata di notifica della sentenza impugnata nei termini. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Responsabilità dell’amministratore: sanzioni e bilancio errato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da un ex dirigente, confermando la responsabilità dell'amministratore per i danni arrecati alla Società. L'Amministratore aveva redatto in modo errato il bilancio di esercizio, omettendo di contabilizzare una sopravvenienza attiva ed esponendo l'azienda a un recupero fiscale. Inoltre, aveva consentito il trasporto di rifiuti aziendali senza i necessari formulari di identificazione, causando l'irrogazione di una cospicua sanzione amministrativa. La Suprema Corte ha stabilito che la Società ha pieno diritto di rivalersi sull'amministratore per le somme pagate a causa delle sue condotte illecite. È stata altresì confermata la validità della notifica degli atti presso la residenza italiana, non avendo l'amministratore dimostrato che la Società fosse a conoscenza del suo effettivo trasferimento all'estero.
Continua »
Azione di regresso socio uscente: pieno rimborso delle garanzie
Un ex socio di una società in accomandita semplice aveva fornito garanzie reali tramite pegno per permettere all'azienda di ottenere credito bancario. A seguito della cessione delle quote e dell'uscita del socio, gli istituti di credito hanno escusso il pegno. L'ex socio ha quindi esercitato l'azione di regresso socio uscente per ottenere il rimborso delle somme prelevate dalla banca, rivolgendosi alla società e al socio subentrato. La Corte d'Appello ha erroneamente ridotto il credito spettante al solo dieci per cento. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice di rinvio è vincolato ai principi di diritto già enunciati e non può inventare limitazioni al diritto di rivalsa del garante.
Continua »
Bonifica ambientale area fallimentare: no al rimborso extra
Un'azienda acquista un immobile in asta giudiziaria sapendo della presenza di rifiuti. Il bando stabilisce una soglia massima di spesa per lo smaltimento a carico della procedura concorsuale. La cifra riflette un prezzo d'acquisto scontato per il compratore. L'acquirente esegue la bonifica ambientale area fallimentare sostenendo costi molto superiori rispetto a quelli stimati. Successivamente chiede il rimborso integrale al fallimento insinuandosi al passivo. La Corte di Cassazione respinge la richiesta. La Corte chiarisce che l'acquirente ha accettato i rischi e le condizioni dell'asta. Chi compra un bene inquinato conoscendo il problema non può rivalersi sul fallimento oltre i limiti stabiliti nel bando di vendita.
Continua »
Fondo di Garanzia TFR: l’Azienda paga il regresso all’INPS
Un'azienda non liquida il trattamento di fine rapporto ai propri dipendenti. L'ente previdenziale anticipa le somme tramite il Fondo di Garanzia TFR e ottiene un decreto ingiuntivo per recuperare i crediti dal datore di lavoro. L'azienda si oppone sostenendo di non trovarsi in stato di insolvenza e possedere un consistente patrimonio immobiliare. I giudici confermano la legittimità della rivalsa previdenziale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso dell'azienda inammissibile: il datore di lavoro può contestare l'intervento dell'istituto solo dimostrando di aver già pagato i dipendenti o che questi ultimi non avevano diritto all'indennità. L'azienda perde la causa ed è condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »