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Compenso del CTU: il non abbiente non paga il perito

La Corte d’Appello ha esaminato l’opposizione presentata da una parte privata ammessa al beneficio del patrocinio a spese dello Stato contro il decreto di liquidazione dell’onorario di un perito nominato dall’autorità giudiziaria. Il decreto originario aveva posto il compenso del CTU a carico solidale di tutte le parti in causa. Il ricorrente ha contestato tale addebito, chiedendo che la spesa gravasse sull’Erario e invocando il dimezzamento della tariffa. I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso. Il collegio ha stabilito che lo Stato subentra direttamente nella posizione del soggetto ammesso al beneficio. L’Erario risponde quindi in solido con le altre parti non ammesse. Il perito non può richiedere alcuna somma alla parte non abbiente, ma non subisce alcuna riduzione forzata del proprio credito.

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Pubblicato il 4 ottobre 2026 in Giurisprudenza Civile

Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di Venezia n. 1701/2026 del 11/09/2026 (App. Venezia n. 1701/2026)

Principio di diritto Nel processo civile in cui una parte è ammessa al patrocinio a spese dello Stato, gli onorari del CTU devono essere anticipati direttamente dall'Erario, il quale subentra nella posizione della parte beneficiaria rispondendo del compenso in via solidale con le sole altre parti processuali non ammesse, senza alcuna possibilità di rivalsa nei confronti del soggetto non abbiente né di applicazione della riduzione tariffaria della metà.

La disputa sul compenso peritale tra cittadini e Stato

Un contenzioso civile produce spesso spese considerevoli e la perizia tecnica rappresenta uno dei costi più gravosi. Il pagamento del compenso del CTU genera frequenti contestazioni, soprattutto quando una delle parti ottiene il patrocinio a spese dello Stato. La normativa tutela i cittadini con redditi bassi esentandoli dalle spese di giudizio. I giudici d’appello hanno affrontato il caso di un cittadino ammesso al beneficio che ha ricevuto la richiesta di pagamento dell’onorario del perito.

Il tribunale aveva liquidato una perizia per oltre quarantatremila euro oltre accessori. Il provvedimento iniziale imponeva il versamento solidale dell’importo a tutte le parti della causa, compreso il soggetto non abbiente. Un coobbligato aveva già pagato per intero il professionista e minacciava di rivalersi sugli altri contendenti. La persona ammessa al gratuito patrocinio ha presentato tempestiva opposizione. Il cittadino ha chiesto di cancellare il debito a suo carico e di ridurre della metà la somma spettante al tecnico.

L’esclusione del cittadino non abbiente e il mancato dimezzamento

La Corte d’Appello ha accolto l’opposizione limitatamente alla posizione debitoria del cittadino fragile. Il decreto impugnato conteneva un errore evidente nel coinvolgere direttamente il beneficiario del patrocinio statale. Il giudice ha revocato l’addebito verso l’opponente. L’autorità ha stabilito che l’onere economico ricade in solido tra le altre parti private e l’Erario statale.

I giudici hanno però rigettato la richiesta di dimezzare l’importo dovuto all’esperto. La Consulta ha dichiarato incostituzionale il taglio automatico del compenso peritale in assenza del periodico adeguamento delle tabelle ministeriali all’inflazione. Il perito conserva quindi il diritto all’onorario integrale quantificato dalla corte. Il collegio ha inoltre respinto la domanda di ripartire internamente le quote tra i contendenti. Il decreto di liquidazione quantifica la prestazione del perito, mentre la suddivisione definitiva spetta unicamente alla sentenza che chiude l’intero processo.

I motivi giuridici dell’anticipazione a carico dell’Erario

I giudici hanno applicato i recenti principi sanciti dalla Corte di Cassazione e dalla Corte Costituzionale. L’incostituzionalità dell’art. 131 del Testo Unico sulle spese di giustizia impone allo Stato di anticipare direttamente le competenze del perito d’ufficio. Lo Stato si sostituisce alla parte non abbiente nell’obbligazione verso l’ausiliario.

Il perito agisce per un interesse comune della giustizia. L’obbligo di corrispondere l’onorario ha natura solidale tra tutti i soggetti coinvolti. Quando un cittadino gode dell’assistenza statale, l’Erario affianca le altre parti come coobbligato in solido. Il professionista può chiedere i soldi a ciascuna parte abbiente o allo Stato. Il tecnico perde qualsiasi titolo per agire contro il soggetto protetto dal patrocinio gratuito. L’eventuale pagamento già eseguito da una delle parti non cancella l’interesse dell’opponente, che deve tutelarsi contro future azioni di regresso.

Le regole pratiche per i contenziosi civili

Chi affronta una causa civile e gode del patrocinio a spese dello Stato deve controllare attentamente ogni decreto di liquidazione peritale. Il giudice non può imputare quote di pagamento al beneficiario del patrocinio statale. In caso di errore materiale o giuridico nel decreto, il cittadino deve presentare opposizione entro i termini di legge per bloccare azioni esecutive.

Le parti abbienti non possono pretendere riduzioni illegittime sui compensi dei tecnici dell’ufficio. La parte che salda per intero la parcella del professionista mantiene il diritto di regresso verso gli altri coobbligati e verso l’Erario, ma non potrà mai rivalersi sul soggetto ammesso al patrocinio a spese dello Stato. La liquidazione del perito costituisce un titolo provvisorio che troverà definitiva sistemazione solo all’esito del giudizio di merito con il regolamento finale delle spese.

Chi paga il compenso del perito se una parte ha il patrocinio a spese dello Stato?
L’onorario viene anticipato dall’Erario, che subentra nella posizione della parte non abbiente e risponde in solido insieme alle altre parti solvibili del processo.

Il compenso del tecnico d’ufficio viene ridotto della metà se c’è il gratuito patrocinio?
No, la Corte Costituzionale ha eliminato il dimezzamento automatico a causa del mancato aggiornamento periodico delle tariffe ministeriali.

La parte che paga per intero il perito può rivalersi su chi ha il patrocinio statale?
No, non è possibile esercitare l’azione di regresso contro il soggetto ammesso al beneficio, ma occorre agire verso le altre parti o verso l’Erario.

Termini giuridici

CTU (Consulente Tecnico d'Ufficio)
Un professionista neutrale nominato dal giudice per svolgere accertamenti o valutazioni tecniche specifiche.
Patrocinio a spese dello Stato
L'istituto di legge che garantisce assistenza legale e copertura delle spese processuali ai non abbienti.
Obbligazione solidale
Un vincolo che consente al creditore di pretendere l'intero pagamento da uno qualsiasi dei debitori coinvolti.
Azione di regresso
L'azione con cui il debitore che ha pagato l'intero debito chiede agli altri coobbligati la loro quota.
Dimidiazione
Il dimezzamento di un importo o compenso previsto da una specifica norma di legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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