La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41620/2025, ha stabilito che la richiesta di riabilitazione per una condanna passata può essere legittimamente respinta se il richiedente è attualmente sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova per un altro reato. Secondo la Corte, la concessione della riabilitazione richiede una prova 'costante' di buona condotta, la cui valutazione non può prescindere dall'esito positivo e definitivo dell'affidamento in corso. La sentenza distingue nettamente tra riabilitazione e affidamento in prova, sottolineando che l'ammissione a quest'ultimo si basa su una prognosi e non costituisce di per sé prova di un ravvedimento consolidato.
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