Chi paga l’IMU sui beni dei fondi immobiliari?
La gestione dei patrimoni immobiliari tramite fondi di investimento solleva spesso complessi interrogativi di natura fiscale. Uno dei temi più dibattuti riguarda l’individuazione del soggetto tenuto al pagamento delle imposte locali. La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha fatto chiarezza sulla soggettività passiva IMU (l’obbligo di pagare l’imposta municipale sugli immobili) quando i beni appartengono a un fondo comune ma sono amministrati da una società di gestione. La decisione stabilisce un confine netto tra la titolarità formale dei beni e la gestione economica degli stessi, confermando un orientamento ormai consolidato.
Il caso: la SGR contro il Comune per le tasse sugli immobili
La vicenda nasce dall’opposizione di una Società di Gestione del Risparmio (SGR) contro alcuni avvisi di accertamento emessi dal Comune di Milano. L’amministrazione comunale richiedeva il pagamento dell’IMU per gli anni 2018 e 2019 in relazione a diversi immobili. Questi beni facevano parte di un fondo comune di investimento chiuso che la società aveva gestito prima di essere sostituita da un nuovo operatore straniero. La società di gestione sosteneva di non dover pagare l’imposta con il proprio patrimonio. Secondo la sua tesi, il vero proprietario e soggetto passivo del tributo era il fondo stesso, in quanto entità autonoma dotata di una propria capacità contributiva. La società lamentava inoltre che far pagare la SGR avrebbe danneggiato gli altri fondi da essa gestiti.
Perché il fondo comune non ha una propria soggettività passiva IMU?
I giudici hanno respinto fermamente la tesi della società di gestione. La giurisprudenza italiana stabilisce da tempo che il fondo comune di investimento non è un soggetto giuridico autonomo. Esso non possiede una propria personalità giuridica né una struttura organizzativa indipendente. Il fondo rappresenta semplicemente un patrimonio separato (un insieme di beni destinato a uno scopo preciso e protetto dai creditori personali). Di conseguenza, il fondo non può compiere atti di gestione in autonomia né può essere considerato il proprietario effettivo dei beni ai fini fiscali. Tutte le attività e gli adempimenti devono essere eseguiti dalla società che lo amministra. I partecipanti al fondo, d’altro canto, sono semplici creditori della società e non comproprietari dei singoli immobili.
Le motivazioni della decisione sulla soggettività passiva IMU
Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte ha chiarito che l’IMU è un’imposta di natura patrimoniale. Il presupposto per l’applicazione del tributo è il possesso dell’immobile, che si manifesta con l’intestazione nei registri catastali. Nel periodo contestato, la società di gestione risultava l’effettiva intestataria formale degli immobili. Questa titolarità formale è un elemento sufficiente a fondare la soggettività passiva IMU in capo alla società. La legge attribuisce alla SGR una proprietà ad utilizzo limitato, utile a facilitare la gestione nell’interesse dei partecipanti al fondo. Questo ruolo non cancella l’obbligo fiscale verso il Comune, anche se la società ha la possibilità di rivalersi successivamente sul patrimonio del fondo per recuperare le somme pagate. Inoltre, l’avvicendamento con un nuovo gestore non cancella i debiti tributari sorti durante il precedente periodo di gestione.
Le conclusioni: la sconfitta della SGR e le sanzioni per lite temeraria
La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società di gestione, confermando la sua piena responsabilità per il pagamento dell’IMU. Oltre a dover saldare il tributo e le spese di giudizio, la società è stata condannata a pagare pesanti sanzioni pecuniarie per aver insistito in una causa palesemente infondata. I giudici hanno applicato le norme sull’abuso del processo (la prosecuzione di una lite temeraria senza validi motivi giuridici), condannando la ricorrente al pagamento di ulteriori somme a favore del Comune e della Cassa delle ammende. Questa pronuncia conferma che le società di gestione non possono sottrarsi agli obblighi fiscali scaricando la responsabilità sui fondi amministrati, e che l’insistenza in tesi giuridiche già ampiamente smentite dai giudici di legittimità può costare molto cara.
Un fondo comune di investimento deve pagare direttamente l’IMU?
No, il fondo comune non ha una propria personalità giuridica ed è un semplice patrimonio separato. L’obbligo di pagare l’IMU ricade sulla Società di Gestione del Risparmio (SGR) che ne è formale intestataria.
Cosa succede se la SGR viene sostituita da un altro gestore?
La SGR uscente rimane comunque responsabile per le tasse maturate durante il periodo in cui ha gestito formalmente gli immobili, anche se la sostituzione avviene prima della richiesta di pagamento.
La SGR può recuperare i soldi dell’IMU pagati per conto del fondo?
Sì, la società di gestione ha il diritto di rivalersi sul patrimonio del fondo stesso per recuperare le somme versate al Comune per le imposte immobiliari.