Notitia Criminis: La Cassazione Conferma il Valore del Report OLAF
L’ordinanza n. 19786 del 17 luglio 2024 della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale nel diritto doganale: il valore di un rapporto investigativo dell’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) come notitia criminis. Questa decisione stabilisce che tale rapporto è sufficiente a prorogare i termini di prescrizione per il recupero di dazi evasi, rafforzando gli strumenti di contrasto alle frodi internazionali.
I Fatti di Causa
Una società operante nel settore delle raccorderie metalliche aveva importato per anni, tra il 2004 e il 2005, curve di riduttori metallici dichiarando falsamente la loro origine filippina. Questa dichiarazione permetteva di beneficiare di un regime doganale preferenziale, con l’esenzione dal pagamento del dazio per i Paesi terzi, pari al 3,7% del valore imponibile.
Le indagini, scaturite anche da un’inchiesta dell’OLAF, hanno invece accertato che la merce proveniva in realtà dalla Cina. In particolare, le polizze di carico indicavano come luogo di partenza il porto di Dalian (Cina), e ulteriori verifiche hanno rivelato che la società esportatrice filippina indicata sui certificati di origine era inesistente e i certificati stessi erano falsi o contraffatti. Di conseguenza, l’Agenzia delle Dogane ha notificato 15 atti impositivi per recuperare i dazi antidumping evasi.
L’Iter Processuale e la Decisione Impugnata
Il contenzioso ha avuto un percorso complesso. Inizialmente, la società contribuente ha ottenuto l’annullamento degli atti. L’Agenzia ha proposto appello, ma la Corte di Giustizia Tributaria della Liguria ha dato nuovamente ragione alla società, basandosi su una questione di prescrizione. Il nodo centrale era stabilire se l’Agenzia avesse interrotto il termine triennale di prescrizione comunicando la notizia di reato all’autorità giudiziaria.
La Corte territoriale, interpretando restrittivamente una precedente pronuncia di rinvio della Cassazione, ha ritenuto che l’Agenzia non avesse fornito la prova di tale comunicazione e ha escluso che il rapporto conclusivo dell’OLAF o altri atti interni potessero costituire una valida notitia criminis.
Le Motivazioni della Cassazione: Il Valore della Notitia Criminis
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane, cassando la sentenza impugnata e chiarendo due punti fondamentali.
In primo luogo, il giudice del rinvio aveva interpretato erroneamente i limiti del proprio mandato. La Cassazione, nella precedente ordinanza, si era limitata a richiedere una verifica probatoria sulla trasmissione della notizia di reato, senza mai pronunciarsi sulla natura o meno di notitia criminis del rapporto OLAF.
In secondo luogo, e questo è il cuore della decisione, la Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento: la relazione redatta dall’OLAF configura a tutti gli effetti una idonea notizia di reato. La legge non richiede una formale denuncia o querela, ma un atto che individui un fatto illecito, penalmente rilevante e idoneo a incidere sul presupposto d’imposta. Il rapporto OLAF, che descrive dettagliatamente la frode, possiede tutti questi requisiti. La sua formulazione e trasmissione sono sufficienti a determinare la proroga dei termini di accertamento, come previsto dall’art. 84 del d.P.R. n. 43/1973, quando il mancato pagamento dei dazi deriva da un reato.
Conclusioni
Questa ordinanza riveste una notevole importanza pratica. Conferma che gli atti investigativi di organismi europei come l’OLAF non sono mere informative interne, ma documenti con piena rilevanza giuridica nell’ordinamento nazionale. Per le amministrazioni finanziarie, ciò significa poter contare su uno strumento efficace per interrompere la prescrizione e perseguire le frodi doganali complesse, che spesso richiedono lunghi tempi di indagine. Per le imprese, la sentenza è un monito sulla serietà e accuratezza delle dichiarazioni doganali e sulle gravi conseguenze, non solo tributarie ma anche penali, derivanti da false attestazioni sull’origine delle merci.
Un rapporto dell’OLAF può essere considerato una “notitia criminis” valida ai fini della prescrizione?
Sì. La Corte di Cassazione ha stabilito che la relazione redatta dall’OLAF, che individua un fatto illecito e penalmente rilevante, costituisce una idonea “notitia criminis”. Non è necessaria una denuncia formale per interrompere i termini di prescrizione.
Qual è l’effetto della “notitia criminis” sui termini di recupero dei dazi doganali?
Se il mancato pagamento dei dazi è causato da un reato, la trasmissione di una “notitia criminis” all’autorità competente entro il termine di prescrizione ordinario (tre anni) proroga tale termine fino a quando l’accertamento del reato non diventa irrevocabile.
Il giudice a cui la Cassazione rinvia una causa è strettamente vincolato alle istruzioni ricevute?
Il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione e alle premesse logico-giuridiche della decisione. Non può, tuttavia, estendere la sua indagine a questioni che sono il presupposto della pronuncia annullata o interpretare in modo restrittivo il mandato ricevuto, come accaduto nel caso di specie.