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Esenzione IMU: due appartamenti uniti ma il Fisco ne tassa uno

Un contribuente utilizzava due appartamenti adiacenti, ma distinti al Catasto, come un’unica abitazione. Per questo, riteneva di aver diritto alla totale esenzione IMU abitazione principale. Il Comune, però, ha emesso un avviso di accertamento per il secondo immobile. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Comune, stabilendo un principio netto: a differenza della vecchia ICI, l’esenzione IMU si applica a una sola e unica unità immobiliare iscritta al Catasto. L’unione di fatto tra due immobili non è sufficiente. Per non pagare l’imposta su entrambi, è necessaria una fusione catastale formale che li trasformi in un’unica unità.

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Pubblicato il 29 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 14534 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 5 n. 14534/2026)

Abitazione principale: quando due case non ne fanno una per il Fisco

La questione dell’esenzione IMU abitazione principale torna al centro del dibattito con una sentenza che chiarisce un dubbio comune a molti proprietari. Cosa succede se si possiedono due appartamenti vicini e li si utilizza come un’unica, grande casa? Si ha diritto a non pagare l’IMU su entrambi? La Corte di Cassazione ha dato una risposta chiara e restrittiva: no, l’esenzione vale per una sola unità catastale. Vediamo insieme i dettagli di questa importante decisione.

Il fatto: due appartamenti, un’unica casa e l’avviso del Comune

Il caso nasce dalla vicenda di un contribuente, proprietario di due unità immobiliari contigue e registrate separatamente al Catasto. Di fatto, il proprietario le aveva unite e le utilizzava come sua unica abitazione principale, dove viveva e aveva la residenza. Sulla prima unità immobiliare, beneficiava già dell’esenzione IMU. Tuttavia, riteneva che tale beneficio dovesse estendersi anche alla seconda, in quanto parte integrante della sua dimora. Il Comune non era dello stesso avviso e ha notificato un avviso di accertamento, chiedendo il pagamento dell’IMU sulla seconda unità. La controversia è così arrivata fino alla Corte di Cassazione.

La differenza tra ICI e IMU: un cambio di regole decisivo

Il punto centrale della decisione riguarda la differenza normativa tra la vecchia ICI (Imposta Comunale sugli Immobili) e l’attuale IMU (Imposta Municipale Propria). Con la normativa ICI, la giurisprudenza ammetteva un’interpretazione più flessibile. Se il contribuente dimostrava di utilizzare più unità immobiliari come un unico complesso abitativo, poteva ottenere l’agevolazione su tutte, a prescindere dalla separata iscrizione catastale. L’elemento determinante era l’uso effettivo. Con l’introduzione dell’IMU, però, il legislatore ha cambiato le carte in tavola. La nuova legge è molto più rigida e specifica.

Il rigore normativo sull’esenzione IMU abitazione principale

L’articolo 13 del Decreto Legge n. 201 del 2011 definisce l’abitazione principale come ‘l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare’. Questa frase è la chiave di volta di tutta la questione. La legge non parla più solo di ‘dimora abituale’, ma introduce un requisito formale e inequivocabile: l’unicità catastale. L’esenzione è legata a un singolo immobile, identificato come tale nei registri ufficiali. Di conseguenza, la semplice unione ‘di fatto’ non ha alcun valore ai fini fiscali. Per ottenere il beneficio su tutta la superficie abitata, è indispensabile procedere con una fusione catastale, presentando un’apposita pratica (DOCFA) per unire formalmente i due immobili in uno solo.

Le motivazioni della Cassazione: perché l’esenzione IMU abitazione principale è rigida

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, spiegando che le norme agevolative, come l’esenzione IMU abitazione principale, devono essere interpretate in modo stretto e letterale. Non è possibile estenderle oltre i casi espressamente previsti dalla legge. Il testo normativo sull’IMU è inequivocabile nel limitare il beneficio a ‘un’unica unità immobiliare’. Pertanto, il precedente orientamento formatosi in materia di ICI non è più applicabile. La volontà del legislatore è stata quella di superare l’incertezza legata all’accertamento dell’uso di fatto, ancorando il beneficio a un dato oggettivo e facilmente verificabile: la registrazione catastale. Il fatto che il contribuente avesse avviato le pratiche per la fusione solo in un momento successivo non poteva sanare la situazione per l’anno d’imposta contestato.

Le conclusioni: una sola casa, una sola esenzione

La sentenza stabilisce un principio pratico fondamentale: chi possiede due o più unità immobiliari contigue e le usa come un’unica abitazione deve pagare l’IMU su tutte, tranne una. Per evitare il pagamento, non basta abbattere un muro o creare una porta di collegamento. È necessario un intervento formale al Catasto che fonda le diverse unità in una sola. Solo dopo questa operazione, l’immobile risultante potrà essere considerato nella sua interezza come abitazione principale e beneficiare della totale esenzione. Il contribuente, in questo caso, ha perso la causa ed è stato condannato a pagare l’imposta richiesta dal Comune e tutte le spese legali.

Se unisco di fatto due appartamenti, posso non pagare l’IMU su entrambi?
No. Secondo la Cassazione, l’unione di fatto non è sufficiente. L’esenzione IMU per l’abitazione principale si applica solo a una singola unità immobiliare registrata come tale al Catasto. Sulla seconda unità l’imposta è dovuta.

Cosa devo fare per ottenere l’esenzione IMU su due unità immobiliari contigue che uso come unica casa?
È necessario procedere alla fusione catastale dei due immobili. Bisogna presentare un’apposita pratica tecnica (DOCFA) all’Agenzia delle Entrate per creare un’unica, nuova unità immobiliare. Solo allora l’intero immobile potrà essere considerato abitazione principale.

La regola per l’IMU è sempre stata così restrittiva?
No. La normativa precedente (ICI) era più flessibile e consentiva, in certi casi, di considerare l’uso effettivo dell’immobile. Con l’introduzione dell’IMU, la legge è diventata molto più rigida e richiede obbligatoriamente che l’abitazione principale corrisponda a una sola unità catastale.

Termini giuridici

Abitazione principale
L'immobile in cui una persona e la sua famiglia vivono abitualmente e hanno la residenza anagrafica. Solo per questa casa è prevista l'esenzione dal pagamento dell'IMU.
Unità immobiliare
Una singola proprietà iscritta al Catasto con un proprio identificativo. La legge sull'IMU lega l'esenzione a una sola unità immobiliare.
Accatastamento
La procedura di registrazione di un immobile presso l'ufficio del Catasto, che ne definisce le caratteristiche e la rendita (il valore fiscale).

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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