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Violazione di domicilio: la Riforma Cartabia cancella la condanna

Il Giovane veniva sorpreso dalle forze dell’ordine mentre tentava di scassinare la porta di un villino. Condannato in appello per tentata violazione di domicilio aggravata, proponeva ricorso in Cassazione. Nel frattempo, l’entrata in vigore della Riforma Cartabia ha modificato il regime di procedibilità per questo reato, rendendolo procedibile a querela di parte anziché d’ufficio. Poiché la persona offesa aveva formalizzato la remissione della querela, ritualmente accettata dal ricorrente, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna. Il reato è stato dichiarato estinto per remissione di querela, con spese del procedimento a carico del querelato.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 33076 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 33076/2023)

Il tentativo di intrusione e la violazione di domicilio

Un giovane ha tentato di forzare la porta di legno di un villino privato. Le forze dell’ordine lo hanno sorpreso e fermato proprio mentre cercava di scassinare l’ingresso. I giudici di secondo grado hanno qualificato questa condotta come tentata violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose. Il custode dell’immobile, che aveva le chiavi, non aveva mai autorizzato l’accesso a quell’ora. Il proprietario non aveva quindi manifestato alcun consenso, nemmeno implicito, all’ingresso del giovane nella proprietà privata.

La difesa del giovane ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. I legali hanno cercato di dimostrare l’assenza del reato, sostenendo che non vi fosse una reale volontà di escludere il giovane da parte del custode. Tuttavia, la ricostruzione dei fatti ha confermato che il tentativo di scasso è avvenuto prima dell’orario concordato per un eventuale incontro. Questo elemento ha escluso qualsiasi ipotesi di consenso da parte dei gestori dell’immobile.

Il cambio delle regole con la Riforma Cartabia

Durante lo svolgimento del processo si è verificato un importante cambiamento legislativo. L’entrata in vigore della Riforma Cartabia ha modificato profondamente le regole del gioco per molti reati. In particolare, il legislatore ha modificato il regime di procedibilità (la condizione necessaria per avviare il processo) per il reato di violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose.

In precedenza, lo Stato poteva perseguire questo reato d’ufficio, cioè senza la necessità di una formale richiesta della vittima. La nuova legge ha invece stabilito che il reato è procedibile solo a querela della persona offesa. Questo significa che, senza la volontà espressa della vittima di punire il colpevole, il processo non può proseguire. Questa modifica ha aperto la strada a una soluzione alternativa per il giovane imputato.

L’effetto della remissione di querela

La persona offesa ha deciso di formalizzare la remissione (il ritiro) della querela presentata in precedenza presso la stazione dei Carabinieri. Il giovane imputato ha accettato formalmente questa decisione. La legge stabilisce che la remissione della querela, se accettata dal querelato, estingue completamente il reato.

Questo meccanismo estintivo impedisce al giudice di entrare nel merito della colpevolezza o dell’innocenza dell’imputato. Il processo deve arrestarsi immediatamente, a meno che non emerga in modo evidente l’assoluta innocenza dell’imputato fin dai primi atti. Nel caso specifico, non vi erano elementi per un proscioglimento immediato nel merito, quindi la remissione ha prodotto il suo effetto tipico di chiusura del procedimento.

Le motivazioni sulla violazione di domicilio e la procedibilità

La Corte di Cassazione ha concentrato le sue motivazioni sull’applicazione della nuova disciplina penale. I giudici di legittimità hanno rilevato che il reato contestato rientra perfettamente tra quelli modificati dalla recente riforma. La violazione di domicilio aggravata richiede ora la querela di parte per poter essere giudicata.

La presenza di un atto di remissione valido e della relativa accettazione ha imposto l’applicazione dell’articolo 129 del codice di procedura penale. Questo articolo obbliga il giudice a dichiarare immediatamente l’estinzione del reato in ogni stato e grado del processo. Di conseguenza, la Cassazione ha ritenuto inutile analizzare gli altri motivi di ricorso presentati dalla difesa, poiché l’estinzione del reato assorbe ogni altra questione.

Le conclusioni sul caso di violazione di domicilio

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta della difesa basata sulla sopravvenuta mancanza di querela. I giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello. Il reato è stato dichiarato ufficialmente estinto per intervenuta remissione di querela.

La decisione ha stabilito anche la ripartizione delle spese processuali. Secondo le regole del codice di procedura penale, le spese del procedimento sono state poste interamente a carico del giovane querelato che ha accettato il ritiro della denuncia. Il giovane evita così la condanna penale ma deve farsi carico dei costi legali del processo.

Cosa succede se la vittima rimette la querela per violazione di domicilio?
Se la vittima ritira la querela e l’imputato accetta, il reato si estingue e il processo penale si conclude immediatamente senza alcuna condanna.

Come ha influito la Riforma Cartabia sulla violazione di domicilio aggravata?
La riforma ha trasformato il reato da procedibile d’ufficio a procedibile a querela di parte, permettendo l’estinzione del processo in caso di accordo tra le parti.

Chi paga le spese del processo in caso di remissione della querela?
Salvo diverso accordo tra le parti, le spese del procedimento penale sono poste a carico del querelato che ha accettato la remissione.

Termini giuridici

Remissione di querela
La revoca della querela da parte della persona offesa, che impedisce la prosecuzione del processo penale per i reati non procedibili d'ufficio.
Procedibilità a querela
Condizione in cui l'azione penale può essere avviata e proseguita solo se la vittima del reato ne fa espressa richiesta formale.
Annullamento senza rinvio
Decisione con cui la Cassazione cancella definitivamente la sentenza precedente senza disporre un nuovo processo.
Ius excludendi alios
Il diritto di impedire l'ingresso o di allontanare persone non gradite dalla propria abitazione o proprietà privata.
Querelato
Il soggetto contro il quale è stata presentata la querela e che beneficia della sua revoca accettandola.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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