Termine per Impugnare: la Cassazione ribadisce la perentorietà dei termini
Il rispetto del termine per impugnare è un pilastro fondamentale del processo penale. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha riaffermato questo principio, dichiarando inammissibile un ricorso presentato anche solo pochi giorni dopo la scadenza. Questo caso offre uno spunto cruciale per comprendere come vengono calcolati i termini e quali sono le conseguenze irreversibili di un deposito tardivo.
I Fatti del Processo
Il caso ha origine da una condanna emessa dal Tribunale di Roma per il reato di lesioni personali aggravate. La sentenza di primo grado è stata successivamente confermata dalla Corte di Appello di Roma. L’imputata, ritenendo la decisione ingiusta, ha deciso di presentare ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione e violazioni di legge, tra cui la mancata ammissione di prove a suo dire decisive.
Il Ricorso in Cassazione e il calcolo del termine per impugnare
Nonostante i motivi di ricorso articolati dalla difesa, l’attenzione della Suprema Corte si è concentrata su un aspetto puramente procedurale: la data di deposito dell’atto. La Corte di Appello aveva letto il dispositivo della sua sentenza in udienza il 5 luglio 2023, fissando in novanta giorni il termine per il deposito delle motivazioni.
Come la Cassazione ha calcolato la scadenza
Il calcolo del termine per impugnare è disciplinato in modo rigoroso dal codice di procedura penale. Vediamo i passaggi seguiti dalla Corte:
- Termine per la motivazione: La Corte d’Appello aveva 90 giorni dal 5 luglio 2023 per depositare le motivazioni. Questo termine scadeva quindi il 4 ottobre 2023.
- Inizio del termine per ricorrere: Il termine per presentare ricorso in Cassazione decorre dalla scadenza del termine per il deposito della motivazione, non dalla data effettiva del deposito.
- Durata del termine per il ricorso: Il termine ordinario è di 45 giorni. In questo specifico caso, poiché l’imputata era stata giudicata in assenza, la legge prevede un’estensione di 15 giorni, portando il totale a 60 giorni.
- Scadenza finale: Calcolando 60 giorni a partire dal 4 ottobre 2023, il termine ultimo per depositare il ricorso era il 4 dicembre 2023.
Il ricorso è stato invece depositato il 19 dicembre 2023, ben oltre la scadenza. Di conseguenza, la Corte non ha potuto fare altro che dichiararlo inammissibile per tardività.
Le Motivazioni della Decisione
La decisione della Cassazione è netta e si fonda sull’applicazione dell’art. 591, comma 1, lett. c), del codice di procedura penale, che sancisce l’inammissibilità dell’impugnazione quando non sono osservate le disposizioni sui termini. La Corte ha sottolineato che i termini processuali sono perentori, ovvero non ammettono proroghe o sanatorie. Il loro mancato rispetto comporta la decadenza dal diritto di esercitare l’impugnazione.
La tardività del ricorso ha assorbito ogni altra questione. La Suprema Corte, infatti, non è entrata nel merito dei motivi di ricorso presentati dalla difesa. L’errore procedurale ha precluso in radice qualsiasi esame sulla fondatezza delle censure mosse alla sentenza d’appello.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza è un monito sull’importanza della diligenza e della precisione nella gestione dei termini processuali. Le conseguenze di un ricorso tardivo sono gravi: la sentenza impugnata diventa definitiva e non più contestabile. Inoltre, come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale, la parte che ha proposto un ricorso inammissibile viene condannata non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata quantificata in 4.000 euro, in quanto l’evidente inammissibilità del ricorso è stata attribuita a colpa della ricorrente.
Come si calcola il termine per impugnare una sentenza d’appello in Cassazione?
Il termine per l’impugnazione decorre non dalla data di effettivo deposito delle motivazioni della sentenza, ma dalla scadenza del termine che il giudice aveva per depositarle (in questo caso, 90 giorni). A partire da quella data, si calcolano i giorni previsti per l’impugnazione (nel caso specifico, 60 giorni, ovvero 45 più 15 per il giudizio in assenza).
Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene depositato dopo la scadenza del termine?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. Questo significa che i giudici non esaminano il merito delle questioni sollevate e la sentenza del grado precedente diventa definitiva e irrevocabile.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile per tardività?
La parte che ha presentato il ricorso inammissibile è condannata al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, viene condannata a versare una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, il cui importo (in questo caso 4.000 euro) viene stabilito dal giudice in base alla colpa ravvisabile nella proposizione dell’impugnazione.