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Tentato furto aggravato: ricorso generico e condanna confermata

L’Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna per tentato furto aggravato di un ciclomotore. La difesa contestava la motivazione dei giudici di merito inerente all’idoneità degli atti compiuti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per la sua estrema genericità e la totale ripetitività degli argomenti, già ampiamente esaminati nel giudizio di appello. L’assenza di colpa non sussiste nel reiterare argomentazioni generiche. Per questo motivo, i giudici di legittimità hanno confermato la condanna dell’Imputato, imponendo il pagamento delle spese processuali e il versamento di una sanzione pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19000 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 19000/2022)

Il caso di tentato furto aggravato giunto in Cassazione

La Corte di Cassazione ha esaminato la vicenda penale che riguarda l’imputazione per tentato furto aggravato di un ciclomotore. L’Imputato ha presentato ricorso per mezzo del proprio difensore contro la decisione pronunciata nel giudizio di appello. La vicenda trae origine dall’incompiuto asporto di un veicolo a due ruote. La sentenza di secondo grado aveva pienamente confermato la responsabilità penale e la pena stabilita dal primo giudice.

L’intera difesa dell’Imputato si è concentrata sulla presunta mancanza di idoneità degli atti commessi. Secondo la tesi difensiva, il giudice di merito avrebbe motivato in modo illogico la sussistenza degli elementi necessari a integrare il tentativo di reato. La trattazione della controversia ha imposto all’organo di legittimità una verifica accurata sulla natura dei motivi presentati nell’atto di impugnazione.

La struttura del ricorso nel giudizio penale

Il processo di cassazione impone regole stringenti circa la redazione dei motivi di gravame. L’atto di ricorso non può limitarsi a richiedere una nuova valutazione dei fatti già accertati durante la fase di merito. La funzione della Suprema Corte riguarda esclusivamente la verifica della corretta applicazione della legge e della tenuta logica delle motivazioni.

Quando la difesa formula censure prive di concretezza, il giudizio si arresta prima dell’esame di merito. La ripetizione meccanica di argomenti già ampiamente vagliati dalla Corte di Appello non rispetta le prescrizioni del codice di procedura penale. L’ordinamento esige infatti che la doglianza indichi con precisione i vizi logici o giuridici imputabili al provvedimento impugnato.

La genericità dei motivi e l’inammissibilità

Un ricorso costruito attraverso contestazioni vaghe non supera il vaglio preliminare di ammissibilità. La giurisprudenza di legittimità ribadisce costantemente che la mancanza di specificità rende il motivo del tutto inidoneo a scalzare la motivazione del giudice precedente. I giudici non possono riesaminare questioni di fatto quando la sentenza impugnata appare esente da vizi logici manifesti.

L’Imputato ha riproposto davanti alla Cassazione la medesima linea difensiva già rigettata dai giudici dell’appello. Tale condotta processuale dimostra una chiara carenza di specificità. L’assenza di elementi innovativi o di rilievi critici mirati impedisce all’organo giudicante di entrare nel merito della vicenda penale.

Le motivazioni della decisione sul tentato furto aggravato

I giudici di legittimità hanno qualificato la doglianza dell’Imputato come manifestamente infondata. La motivazione della Corte di Cassazione evidenzia che l’atto difensivo si presenta estremamente generico e del tutto ripetitivo rispetto ai temi già analizzati nei gradi precedenti. La sentenza impugnata aveva fornito una risposta logica, chiara e sufficiente sull’idoneità degli atti diretti all’impossessamento del ciclomotore.

La Cassazione ha rilevato che il giudizio di merito sul tentato furto aggravato risulta del tutto privo di illogicità. Il tentativo si perfeziona quando l’azione possiede una concreta attitudine a lesi il patrimonio altrui, pur senza giungere al consumarsi del furto. L’esame svolto nei gradi di merito aveva correttamente accertato la presenza di tali requisiti, rendendo superflua ogni ulteriore rivalutazione.

Le conclusioni: conseguenze pratiche della condanna

La declaratoria di inammissibilità comporta conseguenze di natura economica particolarmente rigide per il ricorrente. L’articolo 616 del codice di procedura penale impone al soggetto soccombente l’obbligo di rifondere le spese dell’intero procedimento. L’ordinamento penalizza l’impiego strumentale o incauto del ricorso per cassazione attraverso una sanzione aggiuntiva.

In assenza di elementi che escludano la colpa nella causazione dell’inammissibilità, la Corte condanna il ricorrente al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende. I giudici hanno quantificato tale importo in tremila euro, ritenendo la misura del tutto conforme al diritto ed equa rispetto alla condotta processuale tenuta. La condanna definitiva stabilisce dunque la piena responsabilità per il reato e l’obbligo di versare gli importi stabiliti.

Quando un ricorso penale in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Il ricorso è inammissibile quando presenta motivi estremamente generici o quando ripropone argomenti di fatto già ampiamente esaminati e risolti nei precedenti gradi di giudizio.

Quali sanzioni economiche si rischiano con un ricorso inammissibile?
In caso di inammissibilità del ricorso, la parte imputata deve pagare le spese del procedimento processuale e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Cosa determina la presenza del tentato furto nell’ordinamento penale?
Il tentato furto si verifica quando una persona compie atti idonei e diretti in modo non equivoco a impossessarsi di una cosa mobile altrui, senza però riuscire a completare la sottrazione.

Termini giuridici

Inammissibilità
Rifiuto della domanda da parte del giudice per mancanza dei requisiti previsti dalla legge.
Cassa delle Ammende
Ente statale che gestisce i fondi derivanti dalle sanzioni pecuniarie per finanziare progetti di reinserimento.
Manifesta infondatezza
Palese e palese mancanza di motivazioni valide a sostegno dell'impugnazione.
Idoneità degli atti
Capacità concreta dell'azione svolta di produrre l'evento criminoso desiderato dall'agente.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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