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Ricusazione del giudice: respinta la tesi sul Veneto autonomo

Due imputate hanno presentato un’istanza di ricusazione del giudice ritenendo che lo Stato italiano non avesse una giurisdizione legittima sul territorio del Veneto. La Corte d’appello ha dichiarato inammissibile la richiesta. Le imputate hanno quindi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l’illegittimità della sovranità statale sulla regione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la contestazione della sovranità dello Stato non rientra nei casi di ricusazione del giudice previsti dalla legge. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, condannando le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 7304 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 7304/2022)

Il tentativo di bloccare il processo e la ricusazione del giudice

La questione della sovranità territoriale non può essere utilizzata come pretesto per bloccare un processo penale. Nel caso in esame, due imputate hanno tentato di ricusare un magistrato del Tribunale di Treviso. La ricusazione del giudice è uno strumento giuridico che permette alle parti di chiedere la sostituzione di un magistrato quando vi sono dubbi fondati sulla sua imparzialità. Le ricorrenti hanno sostenuto che il giudice non avesse il potere di giudicarle perché nominato dallo Stato italiano. Secondo la loro tesi, lo Stato eserciterebbe la propria sovranità sul territorio veneto in modo illegittimo, a causa di una presunta autonomia giurisdizionale della regione. Questa singolare contestazione ha dato il via a una complessa vicenda processuale che si è conclusa davanti alla Corte di Cassazione. Le imputate hanno infatti cercato di trasformare un normale procedimento penale in una tribuna di rivendicazione politica, contestando l’autorità stessa dello Stato all’interno dei confini nazionali.

La sovranità dello Stato e la giurisdizione territoriale

Il tentativo di contestare la giurisdizione nazionale si basa su una ricostruzione priva di qualsiasi fondamento giuridico. Le imputate hanno presentato un ricorso sostenendo che l’ordine di immissione in servizio del magistrato fosse nullo. La difesa ha insistito sul fatto che il Veneto godrebbe di una sovranità indipendente che esclude il potere dei tribunali della Repubblica Italiana. Questo argomento mira a scardinare l’intero sistema giudiziario nazionale attraverso una contestazione di natura politica e geopolitica. Tuttavia, i giudici di merito hanno immediatamente rilevato l’assoluta inconsistenza di tale tesi. La Corte d’appello ha infatti dichiarato inammissibile l’istanza originaria, spingendo le ricorrenti a presentare un ulteriore ricorso davanti alla Suprema Corte. Questo passaggio dimostra come l’uso di argomenti estranei al diritto penale non possa trovare spazio all’interno delle aule di giustizia.

Le motivazioni della sentenza sulla ricusazione del giudice

I giudici della Suprema Corte hanno confermato la decisione dei gradi precedenti con argomentazioni molto nette. La Corte ha chiarito che la contestazione del potere giurisdizionale dello Stato italiano sul territorio veneto non costituisce in alcun modo un motivo valido per chiedere la sostituzione del magistrato. La legge prevede un elenco tassativo (ovvero chiuso e non modificabile) di situazioni in cui è possibile richiedere la ricusazione del giudice. Queste situazioni riguardano esclusivamente l’imparzialità del magistrato, come ad esempio un interesse personale nella causa o legami di parentela con le parti. Le rivendicazioni di indipendenza territoriale o le contestazioni sulla sovranità dello Stato non rientrano in questa lista. Pertanto, la tesi difensiva è stata giudicata non solo infondata, ma del tutto generica e priva di pertinenza con le norme del codice di procedura penale. La giurisdizione italiana rimane pienamente legittima e sovrana su ogni singola regione del Paese.

Le conclusioni sul caso della ricusazione del giudice

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente i ricorsi presentati dalle imputate, dichiarandoli inammissibili. Questa decisione comporta conseguenze pratiche molto pesanti per le ricorrenti. Oltre a dover affrontare il processo penale originario davanti al giudice che avevano tentato di ricusare, le imputate sono state condannate al pagamento delle spese del procedimento. Inoltre, la Corte ha stabilito che le ricorrenti devono versare una somma di tremila euro ciascuna a favore della Cassa delle ammende (un fondo pubblico per le sanzioni processuali). Questa sanzione pecuniaria viene applicata quando il ricorso viene proposto con colpa, ovvero quando è evidente la mancanza di un reale fondamento giuridico. La sentenza riafferma con forza la piena legittimità della giurisdizione italiana su tutto il territorio nazionale e scoraggia l’uso strumentale degli strumenti di garanzia processuale, confermando che la giustizia non può essere rallentata da pretese prive di base legale.

Che cos’è la ricusazione del giudice?
Si tratta di uno strumento che permette alle parti di un processo di chiedere la sostituzione di un magistrato se ritengono che non sia imparziale o che abbia un interesse personale nella causa.

Si può ricusare un giudice contestando la sovranità dello Stato italiano?
No, la contestazione della sovranità dello Stato o della legittimità della sua giurisdizione su una regione non rientra nei casi previsti dalla legge per la ricusazione.

Cosa rischia chi presenta un ricorso per ricusazione manifestamente infondato?
Chi presenta un ricorso inammissibile o infondato rischia di essere condannato al pagamento delle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Ricusazione
Dichiarazione con cui una parte chiede la sostituzione di un magistrato ritenuto non imparziale.
Inammissibilità
Impossibilità di esaminare nel merito un ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Giurisdizione
Il potere dello Stato di applicare le leggi e decidere sulle controversie tramite i giudici.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico dove confluiscono le somme pagate da chi perde una causa penale per motivi infondati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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