Ricorso Tardivo: Inammissibile l’Impugnazione per il Riconoscimento di Sentenze Straniere
Nel contesto della cooperazione giudiziaria europea, il principio del mutuo riconoscimento delle decisioni penali è un pilastro fondamentale. Tuttavia, le procedure per attuarlo sono scandite da regole precise e termini perentori. Un’ordinanza della Corte di Cassazione ha recentemente ribadito questo concetto, dichiarando inammissibile un ricorso tardivo presentato contro il riconoscimento di una sentenza slovacca. Questa decisione offre spunti cruciali sull’importanza del rispetto rigoroso delle scadenze processuali.
Il Caso: Riconoscimento di una Sentenza Slovacca in Italia
La vicenda ha origine da una sentenza della Corte di Appello di Ancona, che aveva disposto il riconoscimento in Italia di una condanna emessa dal Tribunale di Bardejov, in Slovacchia, nei confronti di un cittadino italiano. Il riconoscimento era avvenuto ai sensi del D.Lgs. n. 38 del 2016, che attua la Decisione quadro europea sul reciproco riconoscimento delle sentenze e delle decisioni di sospensione condizionale.
L’interessato ha proposto ricorso per cassazione avverso tale provvedimento, sollevando due questioni principali: la presunta assenza di un difensore slovacco durante il processo all’estero e la mancata specificazione del reato corrispondente secondo la legge italiana.
La Disciplina del Ricorso Tardivo nel Mutuo Riconoscimento
La Corte di Cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito delle questioni sollevate. L’attenzione dei giudici si è concentrata su un aspetto puramente procedurale: la tempestività del ricorso. La normativa di riferimento, ovvero l’art. 12 del D.Lgs. n. 38 del 2016, rinvia per l’impugnazione alla disciplina dell’art. 22 della Legge n. 69 del 2005.
Quest’ultima disposizione, a seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 10 del 2022, stabilisce un termine molto breve per la presentazione del ricorso: solo cinque giorni. Questo termine ridotto risponde all’esigenza di celerità che caratterizza le procedure di cooperazione giudiziaria europea.
Le Motivazioni della Corte di Cassazione
La Corte ha applicato questo principio in modo rigoroso. La sentenza della Corte d’Appello era stata letta in udienza l’8 gennaio 2024, data dalla quale iniziava a decorrere il termine per impugnare. Il ricorso, invece, è stato presentato solo il 22 gennaio 2024, ben oltre i cinque giorni previsti dalla legge.
Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per tardività, senza esaminare i motivi di doglianza. La decisione si fonda su un consolidato orientamento giurisprudenziale che estende l’applicazione del termine breve di cinque giorni a tutte le procedure di mutuo riconoscimento delle decisioni penali europee.
Le Conclusioni: La Perentorietà dei Termini e le Conseguenze
Questa ordinanza riafferma con forza il principio della perentorietà dei termini processuali, specialmente in un ambito, quello della cooperazione giudiziaria, dove la rapidità è essenziale per garantire efficacia. La presentazione di un ricorso tardivo comporta non solo l’impossibilità di far valere le proprie ragioni nel merito, ma anche conseguenze economiche. Infatti, in linea con l’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle Ammende. Per gli operatori del diritto, questa decisione è un monito a prestare la massima attenzione alle scadenze, la cui violazione può precludere irrimediabilmente la tutela dei diritti.
Qual è il termine per presentare ricorso per cassazione contro una sentenza che riconosce una decisione penale straniera in Italia?
Il termine è di cinque giorni dalla data della decisione impugnata, come previsto dall’art. 22 della Legge n. 69 del 2005, a cui rimanda la normativa specifica sul mutuo riconoscimento.
Cosa succede se il ricorso viene presentato oltre il termine stabilito?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte di Cassazione non esamina le ragioni del ricorso nel merito, ma lo respinge per una violazione procedurale, rendendo definitiva la decisione impugnata.
La dichiarazione di inammissibilità per ricorso tardivo comporta conseguenze economiche per chi ha fatto ricorso?
Sì, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso tremila euro, da versare alla Cassa delle Ammende.