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Ricorso inammissibile: vittima condannata a pagare 3.000 euro

Una persona, vittima in un procedimento penale, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro un’ordinanza del Tribunale. La Corte ha stabilito l’inammissibilità del ricorso per cassazione, poiché la legge non prevede la possibilità di impugnare quel tipo specifico di provvedimento davanti alla massima istanza. Di conseguenza, la Corte non ha esaminato il merito della questione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro. La decisione sottolinea che il diritto di impugnazione non è assoluto ma soggetto a precisi limiti legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16449 Anno 2023
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Pubblicato il 6 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16449 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 16449/2023)

Il ricorso in Cassazione: un diritto con regole precise

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma non è una strada sempre percorribile. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda che esistono limiti procedurali invalicabili, la cui violazione può portare a conseguenze economiche negative. Il caso analizzato riguarda proprio una situazione di inammissibilità del ricorso per cassazione, che ha visto la persona che lo aveva proposto condannata al pagamento di spese e di una sanzione pecuniaria, pur essendo la vittima nel procedimento originario.

La vicenda all’origine della decisione

I fatti iniziano quando una persona, riconosciuta come parte offesa in un procedimento penale per abuso d’ufficio, si vede respingere un reclamo da parte del Tribunale. Insoddisfatta della decisione, questa persona decide di fare un ulteriore passo: impugnare l’ordinanza del Tribunale direttamente davanti alla Corte di Cassazione. L’obiettivo era ottenere un riesame della sua posizione e far valere le proprie ragioni nel grado di giudizio più alto. Tuttavia, l’iniziativa si è scontrata con una rigida regola processuale.

L’ostacolo dell’inammissibilità del ricorso per cassazione

La Corte di Cassazione non ha nemmeno iniziato a discutere il contenuto della richiesta. I giudici si sono fermati a un controllo preliminare, verificando se il ricorso avesse i requisiti per essere esaminato. L’esito è stato negativo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la legge non consente di impugnare in Cassazione il tipo di ordinanza emessa dal Tribunale in quella specifica fase del procedimento. In pratica, per il legislatore, quella decisione era definitiva e non ulteriormente contestabile. Questo principio serve a garantire la ragionevole durata dei processi, evitando che ogni singolo provvedimento possa essere oggetto di un numero infinito di impugnazioni.

Le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile

La dichiarazione di inammissibilità non è una semplice archiviazione. Essa comporta conseguenze precise e onerose per chi ha presentato il ricorso. La legge, infatti, prevede che la parte il cui ricorso viene giudicato inammissibile debba essere condannata al pagamento delle spese processuali. Inoltre, il giudice la condanna a versare una somma di denaro alla Cassa delle ammende, un ente che finanzia progetti per il recupero dei detenuti. Nel caso specifico, la sanzione è stata fissata in 3.000 euro. Questa misura ha lo scopo di disincentivare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o non consentiti dalla legge, che appesantiscono inutilmente il lavoro della Corte.

Le motivazioni: perché la Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso

La motivazione della Corte è stata puramente tecnica e giuridica. I giudici hanno spiegato che il loro compito non è quello di riesaminare i fatti, ma di assicurare la corretta applicazione della legge. In questo caso, la legge processuale (articolo 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale) stabilisce chiaramente che un ricorso contro un provvedimento ‘non ricorribile’ deve essere dichiarato inammissibile senza formalità. La decisione è stata presa ‘de plano’, cioè sulla base dei soli atti, senza nemmeno la necessità di un’udienza. La Corte ha semplicemente applicato una regola, senza entrare nel merito della ragione o del torto del ricorrente nella vicenda originaria.

Le conclusioni: una lezione sulla procedura penale

Questa ordinanza offre una lezione importante: il sistema giudiziario è governato da regole precise che non possono essere ignorate. L’inammissibilità del ricorso per cassazione dimostra che il diritto di difesa e di impugnazione deve essere esercitato nei modi e nei limiti previsti dalla legge. Agire d’impulso o senza una profonda conoscenza delle norme procedurali può portare a risultati controproducenti, trasformando un tentativo di far valere i propri diritti in un’ulteriore spesa. Prima di intraprendere un’azione legale, specialmente in un grado di giudizio complesso come la Cassazione, è fondamentale una valutazione attenta dei presupposti legali.

Posso fare ricorso in Cassazione contro qualsiasi decisione di un giudice?
No, la legge elenca tassativamente i provvedimenti e i motivi per cui è possibile ricorrere in Cassazione. Un ricorso presentato al di fuori di questi casi viene dichiarato inammissibile.

Cosa succede se il mio ricorso viene dichiarato inammissibile?
In caso di inammissibilità, si viene condannati al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, il cui importo è deciso dal giudice.

Chi è la ‘persona offesa’ in un procedimento penale?
La persona offesa è il soggetto che ha subito il danno derivante dal reato. Ha specifici diritti nel processo, come quello di opporsi a una richiesta di archiviazione.

Termini giuridici

Ricorso per cassazione
L'impugnazione con cui si contesta una decisione di un giudice di grado inferiore davanti alla Corte di Cassazione, la quale può annullarla solo per errori di diritto e non per riesaminare i fatti.
Inammissibilità
Una sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare nel merito una richiesta (come un ricorso) perché mancano i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Art. 410-bis cod. proc. pen.
Norma che permette alla persona offesa da un reato di presentare un reclamo al tribunale quando non è d'accordo con la decisione del giudice di archiviare un'indagine penale.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico finanziato con le sanzioni pecuniarie pagate da chi viene condannato o da chi presenta ricorsi inammissibili. I fondi sono usati per programmi di reinserimento dei detenuti.
De plano
Espressione latina che indica una decisione presa dal giudice in modo semplificato e rapido, senza udienza e senza la partecipazione delle parti, basandosi solo sugli atti scritti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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