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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

Un imputato, condannato per guida senza patente reiterata, presenta ricorso in Cassazione lamentando una totale omissione di motivazione da parte della Corte d’Appello. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché generico, non correlato alla sentenza impugnata e privo dei requisiti di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.

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Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47982 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 47982/2023)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Requisiti di Specificità

Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, una fase delicata che richiede rigore e precisione. Un errore nella formulazione dei motivi può portare a una dichiarazione di ricorso inammissibile, con conseguenze economiche per l’imputato. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci offre un chiaro esempio di come la genericità e la mancanza di correlazione con la sentenza impugnata siano fatali per l’esito del ricorso.

I Fatti del Processo: Dalla Condanna alla Cassazione

Il caso ha origine dalla condanna di un individuo da parte del Tribunale per il reato di guida senza patente, con l’aggravante della reiterazione della condotta nel biennio. La decisione veniva confermata, seppur con una parziale riforma della pena, dalla Corte d’Appello.

Non soddisfatto della decisione di secondo grado, l’imputato, tramite il suo difensore, proponeva ricorso per Cassazione, affidando le sue speranze a un unico motivo di impugnazione.

L’Unico Motivo di Ricorso: La Presunta Mancanza di Motivazione

La difesa lamentava, in via esclusiva, la violazione dell’articolo 546 del codice di procedura penale e il vizio di motivazione. In sostanza, si sosteneva che la Corte d’Appello avesse emesso una sentenza priva di motivazione, omettendo totalmente di spiegare le ragioni della sua decisione.

Questo tipo di censura, se fondata, può portare all’annullamento della sentenza. Tuttavia, per essere valida, deve essere specifica e puntuale, non una mera affermazione generica.

La Decisione della Suprema Corte: La Dichiarazione di Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha stroncato sul nascere le doglianze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte non è nemmeno entrata nel merito della questione, poiché ha riscontrato vizi procedurali talmente gravi da impedire qualsiasi analisi della fondatezza delle accuse.

Le Motivazioni della Cassazione

La decisione si fonda su tre pilastri fondamentali che evidenziano i difetti del ricorso presentato.

  1. Mancanza di Correlazione: Il motivo di ricorso è stato giudicato ‘non correlato alla sentenza impugnata’. Questo significa che le argomentazioni della difesa non si confrontavano in modo specifico con le ragioni esposte dai giudici d’appello. Invece di contestare punto per punto il ragionamento della Corte territoriale, il ricorso si limitava a una critica generica e astratta, inefficace in sede di legittimità.

  2. Violazione dei Requisiti di Legge: La Corte ha rilevato la violazione dell’articolo 581, lettera d), del codice di procedura penale. Questa norma impone che il ricorso contenga ‘le ragioni di diritto e i dati di fatto che sorreggono le richieste’. Il ricorso in esame era privo di questi elementi essenziali, rendendolo un guscio vuoto, incapace di attivare un vero controllo di legittimità.

  3. Manifesta Infondatezza: Infine, il motivo è stato ritenuto ‘manifestamente infondato’. La genericità era tale da rendere palese, fin da una prima lettura, l’impossibilità di accoglimento. Non si trattava di un’argomentazione debole, ma di un’argomentazione inesistente dal punto di vista tecnico-giuridico.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

L’ordinanza ribadisce un principio cruciale: il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono riproporre le stesse difese dei gradi precedenti. È un controllo sulla corretta applicazione della legge e sulla logicità della motivazione. Per questo, ogni motivo di ricorso deve essere specifico, puntuale e criticare direttamente il percorso logico-giuridico seguito dal giudice precedente. Un ricorso inammissibile non solo non porta ad alcun risultato utile per l’imputato, ma comporta anche la sua condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata quantificata in tremila euro.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando è privo di correlazione con la sentenza impugnata, non indica le ragioni di diritto e i dati di fatto a sostegno delle richieste in violazione dell’art. 581, lett. d), c.p.p., ed è manifestamente infondato.

Cosa significa che un motivo di ricorso ‘non è correlato alla sentenza impugnata’?
Significa che le argomentazioni presentate nell’atto di ricorso non contestano specificamente le ragioni esposte dal giudice nella decisione che si sta impugnando, ma si limitano a lamentele generiche e astratte.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata fissata in euro tremila.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un atto di impugnazione che viene respinto dal giudice senza entrare nel merito della questione, perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Vizio di motivazione
Un difetto nella spiegazione logico-giuridica che il giudice deve fornire a sostegno della propria decisione. Può consistere in una motivazione mancante, illogica o contraddittoria.
Sede di legittimità
Il giudizio che si svolge davanti alla Corte di Cassazione, la quale non riesamina i fatti del processo ma controlla solo la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata.
Cassa delle ammende
Un ente gestito dal Ministero della Giustizia che finanzia programmi di reinserimento per i detenuti, utilizzando i fondi derivanti da sanzioni pecuniarie come quella applicata in caso di ricorso inammissibile.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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