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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, considerati mere riproduzioni di censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 4 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27914 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 27914/2024)

Ricorso Inammissibile: la Cassazione Boccia i Motivi Generici

Quando si presenta un ricorso in Cassazione, non è sufficiente esprimere un generico dissenso verso la sentenza di condanna. È necessario formulare critiche specifiche, puntuali e pertinenti. In caso contrario, il rischio è una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con una recente ordinanza, che analizziamo nel dettaglio.

I Fatti del Caso

Un imputato, già condannato dalla Corte di Appello per il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e altro, decideva di presentare ricorso per Cassazione. I motivi del ricorso si concentravano su due punti principali: la contestazione dell’affermazione di responsabilità per il reato di resistenza e la richiesta di riconoscimento del vincolo della continuazione con altri delitti per i quali aveva già subito una condanna irrevocabile in un precedente procedimento.

La Decisione della Corte di Cassazione

Gli Ermellini, esaminati gli atti, hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito delle questioni sollevate, ma si è fermata a un livello preliminare, ovvero alla valutazione della validità stessa dei motivi di ricorso. La Corte ha ritenuto che le argomentazioni del ricorrente non possedessero i requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge per poter essere esaminate.

Le Motivazioni: perché il Ricorso è Inammissibile?

La Corte ha basato la sua decisione su una valutazione netta della genericità e della natura riproduttiva dei motivi di appello. Vediamo i due aspetti chiave.

Genericità delle Censure sulla Responsabilità

Per quanto riguarda la contestazione della colpevolezza, la Cassazione ha osservato che le doglianze erano “generiche”. In pratica, l’imputato si era limitato a riproporre le stesse argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte di Appello. Non vi era stato un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata; il ricorso non spiegava perché il ragionamento dei giudici di secondo grado fosse errato, ma si limitava a ripetere una tesi già bocciata. Questo tipo di ricorso “fotocopia” è inammissibile perché non svolge la sua funzione, che è quella di criticare specificamente la decisione precedente.

Ripetitività sul Mancato Riconoscimento della Continuazione

Anche il secondo motivo di ricorso, relativo al mancato riconoscimento del vincolo della continuazione, è stato giudicato inammissibile per le stesse ragioni. Il ricorrente aveva già sollevato la questione in Appello e la Corte territoriale l’aveva respinta con un “puntuale e logico apparato argomentativo”, spiegando perché non sussistesse un unico disegno criminoso. Il ricorso in Cassazione, anche su questo punto, si è rivelato una mera riproduzione delle censure precedenti, senza attaccare in modo specifico e pertinente il ragionamento logico-giuridico della Corte d’Appello.

Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche

La declaratoria di inammissibilità ha comportato due conseguenze negative per il ricorrente. In primo luogo, la condanna diventa definitiva. In secondo luogo, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: l’impugnazione non è un’occasione per ripetere all’infinito le proprie tesi, ma un rimedio che richiede uno sforzo argomentativo mirato a demolire, su basi logiche e giuridiche, il ragionamento del giudice che ha emesso il provvedimento contestato. Un ricorso generico e ripetitivo non solo è inutile, ma comporta anche costi aggiuntivi.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando i motivi sono generici, si limitano a riprodurre censure già vagliate e respinte nei precedenti gradi di giudizio e non si confrontano specificamente con l’apparato argomentativo della sentenza impugnata.

Cosa significa che le doglianze sono “generiche” o “riproduttive”?
Significa che le critiche mosse alla sentenza non sono specifiche e puntuali, ma si limitano a ripetere argomenti già presentati in precedenza, senza indicare perché il ragionamento del giudice del grado inferiore sarebbe errato o illogico.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro, in questo caso fissata in tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Doglianze
In ambito giuridico, sono i motivi di lamentela, le specifiche critiche che una parte muove contro una decisione del giudice in un atto di impugnazione.
Vincolo della continuazione
Un istituto del diritto penale secondo cui più reati, commessi in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, vengono considerati come un unico reato, con un conseguente trattamento sanzionatorio più favorevole per l'imputato.
Ricorso inammissibile
Un'impugnazione che viene respinta dalla Corte senza entrare nel merito della questione, perché priva dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge, come la specificità dei motivi.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che gestisce i proventi delle sanzioni pecuniarie e delle ammende pagate in seguito a condanne penali, destinandoli a finanziare progetti di reinserimento dei detenuti e di miglioramento delle strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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