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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da due imputati condannati per ricettazione. Il motivo risiede nella genericità dell’appello, che si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in secondo grado, senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 15 ottobre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44154 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 44154/2024)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Motivi Generici d’Appello

Presentare un ricorso in Cassazione richiede un’attenzione meticolosa ai requisiti di forma e sostanza. Uno degli errori più comuni, che può portare a una declaratoria di ricorso inammissibile, è la mancanza di specificità dei motivi. Con una recente ordinanza, la Suprema Corte ha ribadito questo principio fondamentale, sottolineando come la semplice riproposizione di argomenti già discussi e respinti non sia sufficiente per ottenere una revisione della decisione di merito. Analizziamo insieme il caso per comprendere le ragioni dietro questa pronuncia e le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso Giudiziario

La vicenda trae origine dal ricorso presentato da due soggetti, condannati in secondo grado dalla Corte d’Appello per il reato di ricettazione in concorso (artt. 110 e 648 c.p.). Gli imputati, non accettando la sentenza di condanna, hanno deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, contestando la correttezza della motivazione posta a fondamento del giudizio di responsabilità. Il loro obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza di appello, sostenendo che le ragioni fornite dai giudici di merito non fossero adeguate a giustificare la loro colpevolezza.

La Decisione della Corte di Cassazione sul Ricorso

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi e li ha dichiarati entrambi inammissibili. Questa decisione non è entrata nel merito della colpevolezza o innocenza degli imputati, ma si è fermata a un livello preliminare, quello procedurale. La conseguenza diretta di tale pronuncia è stata la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni: Perché un ricorso è inammissibile?

Il cuore della decisione risiede nella valutazione dei motivi di ricorso. La Corte ha ritenuto che l’unico motivo presentato fosse “generico” e “non specifico”. Ma cosa significa concretamente? I giudici hanno osservato che gli argomenti dei ricorrenti non facevano altro che riproporre le stesse questioni già ampiamente discusse e ritenute infondate dal giudice d’appello. Nelle motivazioni della sentenza di secondo grado (in particolare alle pagine 4 e 5), tali punti erano stati analizzati e superati.

La Cassazione ha evidenziato una “mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell’impugnazione”. In parole semplici, i ricorrenti non hanno attaccato specificamente il ragionamento logico-giuridico della Corte d’Appello, ma si sono limitati a ripetere la loro linea difensiva. Questo comportamento processuale viola il requisito della specificità dei motivi, previsto dall’art. 591, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale, che conduce inevitabilmente a una dichiarazione di inammissibilità.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza offre un importante monito per chiunque intenda impugnare una sentenza penale. Non è sufficiente essere in disaccordo con una decisione per ottenere un nuovo esame dalla Corte di Cassazione. È indispensabile che il ricorso sia strutturato come una critica puntuale e specifica alla motivazione della sentenza che si contesta. L’appello deve dimostrare dove e perché il giudice precedente ha sbagliato nel suo ragionamento, non può essere una semplice riedizione del precedente grado di giudizio. La sanzione dell’inammissibilità, con le relative conseguenze economiche, serve proprio a scoraggiare ricorsi dilatori o palesemente infondati, garantendo l’efficienza del sistema giudiziario.

Cosa succede quando un ricorso in Cassazione è dichiarato inammissibile?
La persona che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in 3.000 euro, da versare alla Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva.

Perché il ricorso in questo caso è stato considerato ‘generico’?
È stato considerato generico perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già discusse e respinte dalla Corte d’Appello, senza contestare in modo specifico e puntuale le motivazioni della sentenza che si intendeva impugnare.

Qual è la norma di riferimento per l’inammissibilità di un ricorso non specifico?
La norma di riferimento è l’articolo 591, comma 1, lettera c), del codice di procedura penale, il quale stabilisce che il ricorso è inammissibile quando mancano i motivi specifici richiesti dalla legge.

Termini giuridici

inammissibilità
La condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che gestisce i proventi delle multe e delle ammende penali, destinandoli a programmi di reinserimento per i detenuti e al miglioramento delle strutture carcerarie.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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