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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo dichiara

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un’imputata condannata per violazioni del Codice della Strada e del Codice Penale. I motivi dell’appello sono stati ritenuti generici e riproduttivi di censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata. La decisione sottolinea che le valutazioni sull’entità della pena non sono sindacabili in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito è logica e sufficiente. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 12 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40083 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 40083/2024)

Ricorso Inammissibile: La Cassazione e i Motivi Generici

Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione richiede rigore e specificità. Non è sufficiente ripetere le stesse argomentazioni già respinte nei gradi di giudizio precedenti. Un recente provvedimento della Suprema Corte ha ribadito questo principio fondamentale, dichiarando un ricorso inammissibile perché i motivi erano generici e non criticavano puntualmente la sentenza impugnata. Questa analisi esplora la decisione e chiarisce i requisiti per un ricorso efficace.

I Fatti del Caso: Dal Tribunale alla Corte d’Appello

Il caso ha origine dalla condanna di una persona da parte del Tribunale di Ivrea per reati previsti dal Codice della Strada (art. 116, comma 15) e dal Codice Penale (art. 707). La sentenza di primo grado è stata impugnata davanti alla Corte d’Appello di Torino, la quale ha parzialmente riformato la decisione, limitandosi a una riduzione della pena inflitta.

Non soddisfatta della decisione d’appello, l’imputata, tramite il proprio difensore, ha proposto ricorso per cassazione.

Il Ricorso alla Suprema Corte

I motivi del ricorso si concentravano su due punti principali:

  1. Violazione di legge e vizio di motivazione: si lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, prevista dall’articolo 131-bis del Codice Penale.
  2. Eccessività della pena: si contestava l’entità della sanzione irrogata, ritenuta sproporzionata.

Le Motivazioni del Ricorso Inammissibile Secondo la Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarandolo inammissibile sulla base di argomentazioni procedurali molto chiare.

La Ripetitività e Genericità dei Motivi

Il punto centrale della decisione è che i motivi proposti non erano ammissibili in sede di legittimità. Essi, infatti, si limitavano a riprodurre censure che erano già state adeguatamente esaminate e respinte con argomenti giuridicamente corretti dal giudice d’appello. Il ricorso era privo di una critica necessaria e puntuale alle argomentazioni della sentenza impugnata. La Cassazione, richiamando consolidata giurisprudenza (incluse le Sezioni Unite), ha ricordato che l’atto di impugnazione deve contenere una critica specifica alla decisione contestata, non una semplice riproposizione delle proprie tesi.

L’Insindacabilità del Trattamento Punitivo

Anche la censura relativa all’eccessività della pena è stata ritenuta infondata. La Corte ha specificato che, in sede di legittimità, non è possibile sindacare la determinazione della pena se la motivazione del giudice di merito è sufficiente, non illogica e basata su un corretto esame degli elementi a disposizione. Nel caso specifico, i giudici d’appello avevano adeguatamente considerato la gravità dell’azione, l’abitualità del comportamento della ricorrente e i suoi precedenti penali per negare le attenuanti generiche e determinare la sanzione. Pertanto, la valutazione era incensurabile.

Le Conclusioni: Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile

L’ordinanza in esame offre una lezione importante sui requisiti del ricorso per cassazione. La dichiarazione di ricorso inammissibile non è una mera formalità, ma la conseguenza diretta della mancata osservanza di principi procedurali fondamentali. Presentare motivi generici, ripetitivi o che mirano a un riesame del merito della vicenda è una strategia destinata al fallimento.

La conseguenza pratica per la ricorrente è stata non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo di pagare le spese del procedimento e una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della cassa delle ammende. Questo conferma che un’impugnazione deve essere fondata su vizi di legittimità concreti e ben argomentati, e non su un generico dissenso rispetto alla decisione dei giudici di merito.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché i motivi erano una semplice riproduzione di censure già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello, senza contenere una critica specifica e puntuale alle argomentazioni della sentenza impugnata.

È possibile contestare l’entità della pena in Cassazione?
No, non è possibile contestare l’entità della pena in Cassazione se la motivazione del giudice di merito è sufficiente, non illogica e basata su un adeguato esame degli elementi difensivi, come la gravità del fatto e i precedenti dell’imputato.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile per colpa del ricorrente, quest’ultimo viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende, il cui importo è stabilito dal giudice.

Termini giuridici

Inammissibile
Un atto processuale che non può essere esaminato dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Ricorso per cassazione
L'impugnazione con cui si chiede alla Corte di Cassazione di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici di merito, senza riesaminare i fatti del caso.
Vizio motivazionale
Un difetto nella motivazione di una sentenza, che la rende illogica, contraddittoria o carente, e che può essere motivo di ricorso per cassazione.
Cassa delle ammende
Un ente statale a cui vengono versate le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e condanne penali, utilizzate per finanziare programmi di reinserimento sociale per i detenuti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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