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Ricorso inammissibile: limiti del concordato in appello

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza di patteggiamento in appello. L’imputato lamentava la mancata applicazione della pena minima, ma la Corte ha ribadito che, in caso di accordo, le uniche censure ammissibili riguardano vizi della volontà, il consenso del P.M. o una decisione difforme dall’accordo, e non la quantificazione della pena pattuita, a meno che non sia illegale.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: La Cassazione sui Limiti del Concordato in Appello

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale della procedura penale: i limiti all’impugnazione delle sentenze emesse a seguito di un ‘concordato in appello’, disciplinato dall’articolo 599-bis del codice di procedura penale. La decisione sottolinea come l’accordo sulla pena in secondo grado comporti una rinuncia quasi totale a future contestazioni, rendendo il ricorso inammissibile se non fondato su vizi specifici e tassativi. Questo principio è fondamentale per comprendere la portata strategica di tale istituto processuale.

I Fatti del Caso

La vicenda processuale ha origine da una sentenza del Tribunale di Teramo, parzialmente riformata dalla Corte di Appello di L’Aquila. In sede di appello, le parti avevano raggiunto un accordo, rideterminando la pena inflitta a un imputato per i reati di omissione di soccorso a seguito di incidente stradale e lesioni personali colpose. La pena era stata fissata in otto mesi di reclusione.

Nonostante l’accordo, l’imputato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso per cassazione. L’unica doglianza sollevata riguardava una presunta illogicità della motivazione, poiché la pena applicata, sebbene concordata, non corrispondeva al minimo edittale previsto dalla legge per i reati contestati.

La Decisione della Corte e il Ricorso Inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile in quanto basato su un motivo non consentito dalla legge. I giudici hanno chiarito che la possibilità di impugnare una sentenza frutto di un concordato in appello è estremamente limitata. Non è possibile, dopo aver raggiunto un’intesa sulla pena, lamentarsi del fatto che essa non sia la più bassa possibile.

L’inammissibilità del ricorso ha comportato, come conseguenza di legge, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 4.000,00 euro alla Cassa delle ammende, a causa dell’evidente colpa nell’aver proposto un’impugnazione priva di fondamento giuridico.

Le Motivazioni

La Corte di Cassazione ha basato la sua decisione su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Il ricorso avverso una sentenza emessa ai sensi dell’art. 599-bis c.p.p. è consentito solo per motivi specifici, quali:

1. Vizi nella formazione della volontà: Se la decisione dell’imputato di aderire al concordato è stata viziata.
2. Mancato consenso del pubblico ministero: Se l’accordo è stato ratificato dal giudice senza il valido consenso dell’accusa.
3. Difformità della pronuncia: Se il giudice ha emesso una sentenza con un contenuto diverso da quello pattuito tra le parti.

Al di fuori di queste ipotesi, ogni altra doglianza è preclusa. In particolare, sono inammissibili le critiche relative a motivi a cui si è rinunciato con l’accordo, come la valutazione delle prove o la determinazione della pena. L’unica eccezione riguarda l’ipotesi di una ‘pena illegale’, cioè una sanzione che esce dai limiti edittali (minimo o massimo) o che è di specie diversa da quella prevista dalla norma. Nel caso di specie, la pena di otto mesi, sebbene non la minima, rientrava pienamente nei limiti legali e quindi non poteva considerarsi illegale.

La Corte ha inoltre sottolineato la differenza tra il concordato in appello (art. 599-bis) e il patteggiamento in primo grado (art. 444 c.p.p.), evidenziando come nel primo caso l’ambito di impugnazione sia molto più ristretto, poiché si innesta sulla rinuncia ai motivi di appello e quindi sulla cristallizzazione della responsabilità penale.

Conclusioni

Questa ordinanza riafferma con forza un principio fondamentale: la scelta del concordato in appello è un atto processuale con conseguenze definitive. L’imputato che accetta di accordarsi sulla pena rinuncia implicitamente a contestarne la congruità, salvo il caso di palese illegalità. La decisione serve da monito sulla necessità di una valutazione attenta e consapevole prima di accedere a tale rito, poiché le vie di impugnazione successive vengono drasticamente ridotte. La pronuncia di un ricorso inammissibile in questi casi non è solo una formalità, ma la logica conseguenza di una scelta processuale che privilegia la certezza e la rapidità della definizione del giudizio rispetto alla possibilità di un’ulteriore contestazione nel merito.

È possibile impugnare in Cassazione una sentenza basata su un ‘concordato in appello’ se si ritiene che la pena potesse essere più bassa?
No. L’ordinanza chiarisce che il ricorso è inammissibile se si limita a contestare la misura della pena concordata, a meno che questa non sia ‘illegale’, cioè al di fuori dei limiti previsti dalla legge o di tipo diverso da quello consentito.

Quali sono gli unici motivi validi per ricorrere in Cassazione contro una sentenza emessa ai sensi dell’art. 599-bis cod. proc. pen.?
I motivi ammissibili sono strettamente limitati a questioni riguardanti la formazione della volontà delle parti di accedere all’accordo, il consenso del pubblico ministero, o un contenuto della sentenza difforme da quanto pattuito.

Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità del ricorso in questo caso?
La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che in questo specifico caso è stata fissata in 4.000,00 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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