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Ricorso inammissibile: i motivi del rigetto in Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna della Corte d’Appello per i reati di cui agli artt. 497 bis e 496 c.p. La decisione si fonda sul fatto che i motivi di ricorso erano in parte ripetitivi di censure già respinte, in parte basati su circostanze di fatto nuove e non dedotte nei precedenti gradi di giudizio, e in parte manifestamente infondati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 29 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39365 Anno 2025 (Cass. pen. sez. 7 n. 39365/2025)

Ricorso inammissibile: quando la Cassazione chiude le porte

Quando si impugna una sentenza, sperando di ribaltare una condanna, è fondamentale conoscere le regole del gioco. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un’impugnazione possa naufragare prima ancora di essere discussa nel merito, portando a una dichiarazione di ricorso inammissibile. Questa decisione sottolinea l’importanza di formulare motivi di appello specifici, pertinenti e non basati su elementi nuovi o già respinti. Analizziamo insieme i dettagli di questa ordinanza per comprendere quali sono gli errori da non commettere.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine da una sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di una città del sud Italia per i reati previsti dagli articoli 497-bis e 496 del codice penale. L’imputato, non accettando la decisione, ha proposto ricorso per Cassazione, affidando le sue speranze a tre distinti motivi di doglianza. Tuttavia, l’esito non è stato quello sperato: la Suprema Corte ha esaminato ciascun motivo, concludendo per la loro totale inammissibilità.

L’Analisi della Corte e il Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si rivalutano i fatti, ma un giudice di legittimità, chiamato a verificare la corretta applicazione della legge. Questa premessa è cruciale per capire perché il ricorso è stato respinto. Vediamo nel dettaglio le ragioni per ogni motivo presentato.

Primo Motivo: La Ripetizione di Censure Già Valutate

Il ricorrente lamentava una presunta violazione dell’articolo 49, comma secondo, del codice penale (il cosiddetto ‘reato impossibile’). La Corte ha prontamente liquidato questo motivo come inammissibile perché non faceva altro che riproporre una censura già esaminata e correttamente respinta dalla Corte d’Appello. In sede di legittimità, non è consentito ripresentare le stesse argomentazioni già disattese, senza individuare vizi specifici nella motivazione del giudice precedente.

Secondo Motivo: L’Introduzione di Fatti Nuovi in Cassazione

Il secondo motivo di ricorso introduceva, per la prima volta, circostanze di fatto (come una presunta invalidità all’espatrio) che non erano mai state discusse nei gradi di merito. La Cassazione ha bollato questo motivo come ‘inedito’ e, quindi, inammissibile. Il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un’occasione per allargare il campo delle prove o delle circostanze fattuali. Ciò che non è stato sottoposto al giudice di merito non può essere ‘recuperato’ in Cassazione.

Terzo Motivo: La Manifesta Infondatezza sulla Recidiva

L’ultimo motivo riguardava la mancata esclusione della recidiva e lamentava una presunta ‘illogicità’ nella motivazione della Corte d’Appello. Anche in questo caso, la Cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato. Dopo aver esaminato il provvedimento impugnato, i giudici supremi non hanno riscontrato alcuna illogicità, concludendo che la censura del ricorrente era priva di qualsiasi fondamento giuridico.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Corte si basa su principi cardine del processo penale. Un ricorso inammissibile è la sanzione processuale per un’impugnazione che non rispetta i requisiti di legge. In questo caso, i vizi erano plurimi: la ripetitività, che trasforma il ricorso in un inutile duplicato di argomenti già vagliati; la novità dei fatti, che snatura la funzione della Cassazione; e la manifesta infondatezza, che evidenzia la pretestuosità della doglianza. La Corte ribadisce che il ricorso per Cassazione deve essere uno strumento mirato a denunciare specifici errori di diritto o vizi logici della motivazione, non un pretesto per tentare un nuovo esame del merito della vicenda.

Le Conclusioni

L’ordinanza si conclude con una dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questa decisione comporta due conseguenze negative per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questo caso serve da monito: un’impugnazione deve essere preparata con cura, evitando di riproporre argomenti sterili o di introdurre elementi tardivi. Affidarsi a motivi deboli o non consentiti dalla legge non solo non porta al risultato sperato, ma aggrava la posizione del condannato con ulteriori sanzioni economiche.

È possibile presentare in Cassazione argomenti già respinti in Appello?
No, non è possibile se si tratta di una mera riproduzione di censure già adeguatamente vagliate e disattese dal giudice di merito. In tal caso, il motivo di ricorso viene dichiarato inammissibile.

Si possono introdurre nuove circostanze di fatto per la prima volta nel ricorso per Cassazione?
No, il ricorso è inammissibile se fa leva su circostanze di fatto mai sottoposte al vaglio del giudice di merito. La Corte di Cassazione è un giudice di legittimità, il cui compito è verificare la corretta applicazione della legge, non riesaminare i fatti.

Cosa succede quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, non viene esaminato nel merito. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e, come nel caso di specie, al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibile
Atto giuridico che non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Ricorso
Strumento giuridico con cui si impugna un provvedimento di un giudice davanti a un'autorità giudiziaria superiore per ottenerne la riforma o l'annullamento.
Recidiva
Condizione giuridica di chi commette un nuovo reato dopo essere stato condannato con sentenza definitiva per un delitto precedente, che può comportare un aumento di pena.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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