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Reato impossibile: condannate le ladre anche se la casa è vuota

Due donne sono state condannate per tentato furto in abitazione. Una di loro ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l’esistenza di un reato impossibile, poiché nell’appartamento non c’era nulla da rubare al momento del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il reato impossibile si configura solo se l’oggetto del furto è del tutto inesistente in natura o manca in modo assoluto. La temporanea o accidentale assenza di beni di valore all’interno della casa non esclude la punibilità del tentativo di furto.

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Pubblicato il 11 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 1807 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 1807/2022)

Il tentativo di furto e il concetto di reato impossibile

Entrare in un’abitazione con l’intento di svaligiarla costituisce un reato grave. Molti credono che se i ladri non trovano nulla da rubare, l’azione non sia punibile. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema delicato, chiarendo i confini del reato impossibile. Il caso riguarda due donne condannate per tentato furto in casa. Una delle due ha presentato ricorso sostenendo che l’assenza di beni di valore nell’appartamento rendesse l’azione non punibile. Secondo la difesa, l’inesistenza temporanea di oggetti da sottrarre configurava un reato impossibile. La Suprema Corte ha respinto questa tesi con argomentazioni molto precise.

Quando l’assenza di refurtiva non esclude la punibilità

La legge penale punisce il tentativo quando l’azione compiuta è idonea e diretta in modo non equivoco a commettere un delitto. Nel caso specifico, le autrici del fatto si sono introdotte nell’abitazione altrui forzando l’ingresso. La mancanza di oggetti preziosi o di denaro al momento dell’intrusione rappresenta solo una circostanza fortuita. I giudici hanno spiegato che l’azione criminosa mantiene la sua gravità anche se l’esito finale è infruttuoso. La tutela della proprietà privata e del domicilio rimane prioritaria per l’ordinamento giuridico. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha interrotto l’azione prima che le donne potessero cercare meglio o allontanarsi.

La distinzione tra inesistenza assoluta e temporanea dell’oggetto

Per comprendere la decisione occorre analizzare la natura dei beni all’interno di una casa. Un appartamento è per sua natura un luogo destinato a contenere beni personali, mobili e oggetti di valore. La circostanza che in un preciso momento non vi sia nulla di asportabile non equivale alla totale inesistenza di un oggetto del reato. La giurisprudenza distingue nettamente tra l’inesistenza assoluta e originaria di un bene e la sua semplice mancanza temporanea. Se l’oggetto non esiste in natura, il tentativo non può fare danni. Se invece l’oggetto manca solo momentaneamente per cause accidentali, il pericolo per il bene giuridico protetto sussiste pienamente.

Le motivazioni della Cassazione sul reato impossibile

I giudici di legittimità hanno rigettato il ricorso basandosi su un principio consolidato. Il reato impossibile si realizza esclusivamente quando l’oggetto della condotta manca in modo assoluto e originario. Nel furto in abitazione, la temporanea assenza di beni di valore non rende l’azione inoffensiva. La condotta delle ricorrenti ha violato il domicilio e ha messo a rischio la proprietà privata. La Corte ha ritenuto irrilevante la difesa basata sulla sfortuna di aver trovato una casa vuota. Inoltre, una delle ricorrenti aveva già rinunciato al ricorso, rendendo la sua posizione definitiva. Per l’altra ricorrente, i motivi legati alla quarantena del difensore e alla sanzione sono stati giudicati del tutto infondati e generici.

Le conclusioni della Suprema Corte sul tentativo di furto

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi presentati dalle donne. Questa decisione conferma la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio. Oltre alla conferma della pena, le ricorrenti devono subire pesanti conseguenze economiche. La sentenza le condanna al pagamento delle spese del processo. Inoltre, i giudici hanno imposto il versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. La prima ricorrente deve pagare cinquecento euro, mentre la seconda ricorrente deve versare tremila euro a causa della manifesta infondatezza dei suoi motivi di ricorso. Questa pronuncia ribadisce che chi viola un domicilio per rubare viene punito anche se torna a mani vuote.

Cosa succede se un ladro entra in casa ma non trova nulla da rubare?
Il ladro viene comunque condannato per tentato furto in abitazione perché la temporanea assenza di beni non cancella la gravità del gesto.

Quando si configura il reato impossibile per mancanza dell’oggetto?
Il reato impossibile si verifica solo se l’oggetto non esiste affatto in natura o se vi è una sua inesistenza assoluta e originaria.

Quali sono le conseguenze economiche per un ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile?
La persona che propone un ricorso inammissibile deve pagare le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Reato impossibile
Situazione in cui l'azione non può realizzare il reato per l'inidoneità della condotta o per l'inesistenza dell'oggetto.
Inammissibilità
Provvedimento con cui il giudice rifiuta di esaminare un ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Recidiva
La condizione di chi commette un nuovo reato dopo essere già stato condannato con sentenza definitiva per un altro reato.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia in cui confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme dovute da chi perde un ricorso.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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