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Querela direttore supermercato: valida anche senza delega

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due donne arrestate per furto, confermando che la querela presentata dal direttore del supermercato è valida. La Corte ha ribadito che, anche senza poteri di rappresentanza formale, il direttore ha una ‘detenzione qualificata’ dei beni che lo legittima a sporgere querela per furto.

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Pubblicato il 19 gennaio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Querela Direttore Supermercato: Valida Anche Senza Poteri di Rappresentanza

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29704 del 2024, ha affrontato una questione di grande rilevanza pratica: la validità della querela direttore supermercato per un furto avvenuto all’interno del punto vendita. La decisione conferma un orientamento consolidato, stabilendo che il direttore è legittimato a sporgere querela anche se privo di una delega formale da parte della proprietà. Questo principio si basa sul concetto di ‘detenzione qualificata’ dei beni.

I fatti del caso

La vicenda trae origine dall’arresto in flagranza di reato di due donne, accusate di furto all’interno di un esercizio commerciale a Roma. A seguito dell’arresto, convalidato dal Tribunale, le due imputate hanno proposto ricorso per cassazione. Il loro unico motivo di doglianza si concentrava su un vizio procedurale: a loro avviso, la querela sporta non era valida. Sostenevano, infatti, che a presentarla fosse stato un “semplice dipendente” dell’esercizio commerciale, specificamente il direttore del punto vendita, il quale sarebbe stato privo del potere rappresentativo necessario per compiere un atto del genere in nome e per conto della società proprietaria del supermercato.

La questione della validità della querela direttore supermercato

Il nucleo del ricorso si basava sull’assunto che solo il legale rappresentante della società proprietaria dei beni sottratti, o una persona da questi formalmente delegata, potesse validamente sporgere querela. La difesa delle ricorrenti mirava a far cadere il presupposto di procedibilità del reato, rendendo di fatto nullo il procedimento a loro carico. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili, giudicando la tesi difensiva “manifestamente infondata”.

La posizione della Cassazione sulla detenzione qualificata

La Corte ha rigettato completamente l’argomentazione delle ricorrenti, richiamando un principio di diritto ormai pacifico e consolidato, enunciato dalle Sezioni Unite già nel 2013 (sentenza Sciuscio). Secondo tale orientamento, ai fini della procedibilità per un reato di furto commesso in un supermercato, il direttore dell’esercizio è pienamente legittimato a proporre querela.

Le motivazioni

La motivazione della Corte si fonda sul concetto di detenzione qualificata. Il direttore di un punto vendita non è un mero custode materiale della merce. In virtù del suo ruolo, egli esercita un potere di fatto sulla stessa, che include la responsabilità della sua gestione, protezione e conservazione. Questa posizione gli conferisce la titolarità di una situazione di detenzione che è essa stessa tutelata dalla norma penale contro il furto. Il bene giuridico protetto dall’articolo sul furto non è solo la proprietà, ma anche il possesso e la detenzione della cosa. Di conseguenza, chi ha la detenzione qualificata dei beni, come il direttore del supermercato, è da considerarsi persona offesa dal reato e, come tale, ha il diritto di sporgere querela. La Cassazione ha sottolineato come non sia necessaria la prova di specifici poteri di rappresentanza conferiti dal proprietario, poiché la legittimazione a querelare deriva direttamente dalla posizione di responsabilità e controllo sui beni affidatigli.

Le conclusioni

Con questa sentenza, la Corte di Cassazione non introduce novità, ma rafforza un principio fondamentale per la gestione quotidiana della criminalità nei punti vendita. La decisione chiarisce che la tesi difensiva era in netto contrasto con i “pacifici arresti” della giurisprudenza di legittimità. Di conseguenza, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e le ricorrenti sono state condannate al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La pronuncia ribadisce che la tutela penale è concreta e legata alla realtà operativa: chi ha la responsabilità di un bene ha anche il diritto di chiederne la protezione legale in caso di aggressione.

Il direttore di un supermercato può sporgere una querela valida per furto?
Sì, secondo la Corte di Cassazione, il direttore di un esercizio commerciale è legittimato a sporgere querela per un furto commesso all’interno del punto vendita.

È necessaria una delega o un potere di rappresentanza da parte del proprietario?
No, non è necessario che il direttore sia munito di specifici poteri di rappresentanza da parte del proprietario. La sua legittimazione deriva dalla sua posizione di ‘detenzione qualificata’ dei beni.

Perché la detenzione del direttore è definita ‘qualificata’?
Perché il direttore non è un semplice custode, ma ha una posizione di responsabilità e controllo sulla merce. Questa posizione è considerata un bene giuridico meritevole di tutela diretta da parte della norma incriminatrice del furto, rendendolo a tutti gli effetti persona offesa dal reato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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