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Procedibilità a querela: ricorso inammissibile salva la condanna

Due soggetti sono stati condannati per tentato furto aggravato. Gli stessi hanno proposto ricorso in Cassazione contestando il diniego delle attenuanti generiche, l’applicazione della recidiva e l’eccessività della pena. Successivamente, la difesa ha chiesto l’annullamento della sentenza per mancanza di querela, invocando la riforma Cartabia che ha modificato il regime di procedibilità per il furto aggravato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi perché generici e manifestamente infondati. I giudici hanno chiarito che l’inammissibilità del ricorso impedisce di far valere la sopravvenuta procedibilità a querela, poiché questa non incide sul giudicato sostanziale a differenza dell’abolizione del reato. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 33236 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 33236/2023)

Il furto aggravato e la procedibilità a querela

Il reato di furto aggravato ha subito profonde modifiche con l’entrata in vigore della Riforma Cartabia. Tra le novità più rilevanti vi è il mutamento del regime di perseguibilità, che ha introdotto la procedibilità a querela per diverse fattispecie prima procedibili d’ufficio. Questa trasformazione solleva spesso interrogativi complessi, specialmente quando un processo si trova già nella fase del giudizio di legittimità davanti alla Corte di Cassazione. Nel caso in esame, due soggetti condannati per tentato furto aggravato hanno tentato di sfruttare questa novità legislativa per ottenere l’annullamento della propria condanna. La Suprema Corte ha affrontato la questione stabilendo un confine netto tra le impugnazioni valide e quelle inammissibili.

I motivi del ricorso presentati dai condannati

I due imputati avevano ricevuto una condanna nei gradi di merito per tentato furto aggravato in concorso. Entrambi hanno proposto ricorso separato davanti alla Corte di Cassazione. Il primo ricorrente ha contestato il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche (elementi che riducono la pena) e ha lamentato una eccessiva severità nella determinazione della sanzione. Il secondo ricorrente ha invece incentrato le sue lamentele sull’applicazione della recidiva (la ricaduta nel reato), sostenendo che i giudici di merito non avessero motivato adeguatamente la sua maggiore pericolosità sociale. Successivamente, la difesa ha depositato una memoria scritta chiedendo l’annullamento della sentenza senza rinvio, segnalando che la vittima non aveva presentato la querela necessaria secondo le nuove regole.

Perché l’inammissibilità blocca la procedibilità a querela

La questione centrale affrontata dai giudici riguarda l’interazione tra un ricorso non valido e la sopravvenuta procedibilità a querela. La difesa sosteneva che la mancanza di una querela formale dovesse portare all’immediata improcedibilità del reato. Tuttavia, la giurisprudenza consolidata prevede una regola molto rigida. Quando i motivi di un ricorso sono giudicati inammissibili fin dall’origine, l’impugnazione non produce alcun effetto giuridico. Di conseguenza, l’inammissibilità impedisce alla Corte di Cassazione di prendere in considerazione qualsiasi mutamento normativo favorevole che sia intervenuto dopo la sentenza di appello, a meno che non si tratti di una totale depenalizzazione del fatto.

Le motivazioni della Cassazione sul caso di furto

I giudici della settima sezione penale hanno respinto fermamente le tesi dei ricorrenti. In primo luogo, la Corte ha definito generici e inammissibili i motivi riguardanti le attenuanti generiche e la quantificazione della pena. La determinazione della sanzione rientra infatti nei poteri discrezionali del giudice di merito, purché sia supportata da una motivazione logica. In secondo luogo, la Cassazione ha ritenuto corretta l’applicazione della recidiva per il secondo imputato, evidenziando come i suoi numerosi e recenti precedenti penali dimostrassero una spiccata capacità a delinquere. Infine, la Corte ha chiarito che la nuova procedibilità a querela non equivale a una cancellazione del reato (abolitio criminis). Pertanto, la sopravvenuta mancanza di querela non può superare lo sbarramento dell’inammissibilità del ricorso, lasciando intatta la condanna precedente.

Le conclusioni della Suprema Corte e gli effetti pratici

La decisione della Corte di Cassazione si è conclusa con la dichiarazione di inammissibilità di entrambi i ricorsi. Questo verdetto comporta la definitiva conferma della condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio. I due ricorrenti hanno perso la causa e dovranno subire gli effetti della pena stabilita. Oltre alla conferma della sanzione detentiva, la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese del procedimento. Ognuno di essi dovrà inoltre versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende come sanzione per aver proposto un ricorso manifestamente infondato. Questa pronuncia ribadisce che le riforme di favore non possono sanare i difetti tecnici di un ricorso formulato in modo generico.

Cosa succede se il reato diventa procedibile a querela durante il ricorso in Cassazione?
Se il ricorso viene dichiarato inammissibile per motivi formali o genericità, la nuova procedibilità a querela non può essere applicata e la condanna viene confermata.

Qual è la differenza tra abolizione del reato e mutamento della procedibilità?
L’abolizione cancella il reato e annulla sempre la condanna, mentre il passaggio alla procedibilità a querela non elimina il fatto e non opera in caso di ricorso inammissibile.

Chi deve pagare le spese in caso di ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente che presenta un ricorso inammissibile viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Recidiva
La condizione di chi, dopo essere stato condannato per un reato, ne commette un altro, dimostrando una maggiore pericolosità sociale.
Attenuanti generiche
Circostanze non espressamente indicate dalla legge che il giudice può considerare per ridurre la pena in base alla gravità del fatto o alla condotta del colpevole.
Inammissibilità
La sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso perché privo dei requisiti di legge.
Abolitio criminis
La cancellazione di una figura di reato dall'ordinamento giuridico, che fa cessare l'esecuzione della condanna e tutti i suoi effetti penali.
Procedibilità a querela
La condizione per cui l'azione penale può iniziare o proseguire solo se la vittima esprime la volontà che si proceda contro l'autore del reato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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