Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 35223/2024) riafferma un principio fondamentale del diritto penale: la prescrizione di un reato prevale anche sull’accordo raggiunto tra le parti. Il caso analizzato riguarda un imprenditore condannato per bancarotta, la cui pena è stata parzialmente annullata perché alcuni reati erano già estinti prima della sentenza di secondo grado. Questa decisione chiarisce in modo definitivo il rapporto tra prescrizione e concordato in appello, sottolineando l’obbligatorietà della declaratoria di estinzione del reato.
Il Contesto del Ricorso: Plurimi Fallimenti e Concordato in Appello
L’imputato era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Lucca per reati di bancarotta fraudolenta e semplice, commessi in relazione al fallimento di ben sei società. In secondo grado, la Corte di Appello di Firenze, su accordo delle parti ai sensi dell’art. 599-bis c.p.p., aveva riunito i procedimenti e ridotto la pena complessiva a nove anni e quattro mesi di reclusione. Nonostante l’accordo, la difesa ha presentato ricorso in Cassazione, sollevando un’unica, ma decisiva, questione.
La Questione della Prescrizione nel Concordato in Appello
Il fulcro del ricorso era l’omessa declaratoria di prescrizione per i reati di bancarotta semplice relativi a due dei fallimenti contestati. Secondo la difesa, il termine massimo di prescrizione per questi specifici illeciti era maturato prima della deliberazione della Corte di Appello.
La difesa ha fondato il proprio ricorso su un importante precedente delle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 19415/2022), che ha sancito la possibilità per l’imputato di ricorrere per cassazione per denunciare la mancata rilevazione della prescrizione, anche in presenza di un prescrizione concordato in appello. Questo principio garantisce che un istituto di ordine pubblico come la prescrizione non possa essere superato da un accordo processuale.
L’Analisi della Suprema Corte sulla Prescrizione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. I giudici hanno proceduto a un’attenta ricostruzione dei termini prescrizionali, confermando le argomentazioni della difesa.
Calcolo dei Termini per il Fallimento “Alfa S.r.l.”
Per il reato di bancarotta semplice legato al fallimento della prima società, dichiarato il 12 dicembre 2013, il termine di prescrizione di sette anni e sei mesi sarebbe spirato il 12 giugno 2021. Aggiungendo i vari periodi di sospensione del processo, la data ultima per la prescrizione è stata ricalcolata al 24 aprile 2022.
Calcolo dei Termini per il Fallimento “Beta S.r.l.”
Per i reati connessi al fallimento della seconda società, dichiarato il 5 febbraio 2015, il termine di prescrizione sarebbe scaduto il 5 agosto 2022. Anche in questo caso, tenendo conto delle sospensioni, la data di estinzione del reato è stata fissata al 5 maggio 2023.
In entrambi i casi, la prescrizione era maturata prima della sentenza della Corte di Appello, emessa il 16 novembre 2023. Di conseguenza, il giudice di secondo grado avrebbe dovuto dichiarare l’estinzione dei reati.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha motivato la sua decisione ribadendo che la prescrizione è una causa di estinzione del reato che deve essere rilevata e dichiarata in ogni stato e grado del procedimento. L’accordo sulla pena, o prescrizione concordato in appello, non costituisce una rinuncia implicita alla prescrizione già maturata. Il dovere del giudice di dichiarare l’estinzione del reato prevale sulla volontà delle parti, in quanto risponde a un interesse pubblico. Poiché i calcoli hanno inequivocabilmente dimostrato che i reati di bancarotta semplice erano prescritti prima della pronuncia d’appello, la sentenza impugnata è stata viziata da una violazione di legge.
Conclusioni
La sentenza ha importanti implicazioni pratiche. Viene confermato che un imputato non perde il diritto di far valere la prescrizione anche se accetta un concordato sulla pena in appello. Questo principio rafforza la natura inderogabile della prescrizione. La Corte di Cassazione ha quindi annullato senza rinvio la sentenza per i reati prescritti, eliminando la relativa pena di dieci mesi di reclusione e riducendo di conseguenza la condanna complessiva inflitta all’imprenditore. La decisione finale è stata presa direttamente dalla Cassazione, senza necessità di un nuovo processo d’appello, proprio perché l’errore di diritto era palese e la soluzione obbligata.
È possibile ricorrere in Cassazione per prescrizione dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello)?
Sì. La Corte di Cassazione, citando un precedente delle Sezioni Unite, ha stabilito che è ammissibile il ricorso con cui si deduce l’omessa dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione maturata prima della pronuncia della sentenza d’appello, anche se questa è stata emessa a seguito di un accordo tra le parti.
L’accordo sulla pena in appello implica una rinuncia alla prescrizione del reato?
No. Secondo la sentenza, l’accordo sulla pena non comporta una rinuncia alla prescrizione, specialmente se il termine massimo è già decorso prima della sentenza d’appello. Il giudice ha l’obbligo di rilevare e dichiarare l’estinzione del reato in ogni stato e grado del processo.
Qual è stata la conseguenza della dichiarazione di prescrizione in questo caso?
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente ai reati di bancarotta semplice, dichiarandoli estinti per prescrizione. Di conseguenza, ha eliminato la parte di pena relativa a tali reati, riducendo la condanna complessiva di dieci mesi di reclusione.