Modifica Imputazione: la Cassazione conferma il potere del P.M. anche senza querela
Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 14700 del 2024, affronta una questione cruciale di procedura penale: fino a che punto si estende il potere del Pubblico Ministero di procedere alla modifica imputazione quando, per effetto di una nuova legge, il reato è diventato improcedibile per mancanza di querela? La Corte fornisce una risposta chiara, riaffermando la centralità del ruolo dell’accusa e distinguendo nettamente tra improcedibilità e prescrizione.
I Fatti di Causa
Il caso nasce da un procedimento per furto aggravato. A seguito dell’entrata in vigore della cosiddetta “Riforma Cartabia” (d.lgs. 150/2022), il delitto di furto semplice è diventato procedibile a querela di parte. Nel caso specifico, la persona offesa non aveva presentato la querela entro il termine previsto dalla normativa transitoria, rendendo di fatto il reato improcedibile.
Durante l’udienza dibattimentale, il Pubblico Ministero, per superare questo ostacolo, ha chiesto di modificare l’imputazione originaria contestando una circostanza aggravante specifica: quella di aver commesso il fatto su cose destinate a pubblico servizio (nella specie, energia elettrica), prevista dall’art. 625, comma 1, n. 7 del codice penale. Tale aggravante rende il delitto di furto procedibile d’ufficio, eliminando la necessità della querela.
La Decisione del Tribunale e il Ricorso in Cassazione
Il Tribunale di Torre Annunziata, tuttavia, ha respinto la richiesta del P.M. e ha emesso immediatamente una sentenza di non doversi procedere. Secondo il giudice di primo grado, una volta scaduto il termine per la querela, il rapporto processuale si era di fatto estinto per una condizione di improcedibilità. Di conseguenza, il P.M. non avrebbe più avuto il potere di effettuare una modifica imputazione, in quanto mancava un processo validamente costituito su cui intervenire.
Contro questa decisione, la Procura della Repubblica ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che il potere del P.M. di modificare l’accusa è espressione del principio costituzionale di obbligatorietà dell’azione penale e non può essere limitato da una condizione di procedibilità sopravvenuta, specialmente quando la modifica è finalizzata proprio a superarla.
Le Motivazioni della Cassazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando gli atti al Tribunale per la prosecuzione del giudizio. Le motivazioni della Corte si basano su principi cardine del nostro ordinamento processuale.
Il Potere di Modifica dell’Imputazione del Pubblico Ministero
La Cassazione ha ribadito che il potere del P.M. di modificare l’imputazione, previsto dall’art. 517 c.p.p., è un potere-dovere immanente e non limitabile, esercitabile in tutte le fasi del procedimento fino alla discussione finale. Impedire al P.M. di esercitare tale facoltà significa vulnerare il suo ruolo di titolare esclusivo dell’azione penale. La Corte ha chiarito che il P.M. può contestare una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d’ufficio proprio per superare la sopravvenuta mancanza di querela.
La Violazione del Principio del Contraddittorio
Il Tribunale, emettendo una sentenza immediata di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. senza consentire un pieno dibattito sulla richiesta di modifica imputazione, ha violato il principio del contraddittorio. La decisione è stata considerata una “ingiustificata accelerazione verso l’epilogo de plano del giudizio”, che ha compresso il diritto delle parti di discutere pienamente sia la questione procedurale sia la plausibilità della nuova contestazione alla luce delle prove già acquisite.
La Distinzione tra Improcedibilità e Prescrizione
Un punto fondamentale della sentenza riguarda la distinzione tra l’istituto dell’improcedibilità e quello della prescrizione. La Corte ha specificato che il principio stabilito da una recente sentenza delle Sezioni Unite (sentenza Domingo), secondo cui non è possibile modificare l’imputazione per “rianimare” un reato già prescritto, non si applica al caso dell’improcedibilità.
- La prescrizione estingue il reato, facendo venir meno la punibilità in sé a causa del decorso del tempo.
- L’improcedibilità, invece, è una condizione processuale che si limita a “troncare il processo” senza affrontare il tema della punibilità. Il reato non si estingue, ma il giudice perde il potere di decidere nel merito.
Data questa “alterità concettuale”, la Corte ha concluso che il sopraggiungere dell’improcedibilità per mancanza di querela non preclude al P.M. la possibilità di esercitare il suo potere di modifica imputazione per ripristinare la corretta procedibilità del reato.
Le Conclusioni
Con questa pronuncia, la Corte di Cassazione rafforza le prerogative del Pubblico Ministero e garantisce la corretta applicazione dei principi processuali. Viene sancito che la mancanza sopravvenuta di una condizione di procedibilità non può paralizzare l’azione penale se, attraverso una legittima modifica dell’imputazione, è possibile ripristinare la sua piena efficacia. La sentenza rappresenta un importante punto di riferimento per la gestione dei procedimenti penali interessati dalle modifiche introdotte dalla Riforma Cartabia, assicurando che l’azione penale possa proseguire per i reati che, se correttamente circostanziati, devono essere perseguiti d’ufficio.
Può il Pubblico Ministero modificare un’imputazione se il reato è diventato improcedibile per mancanza di querela?
Sì. Secondo la Corte di Cassazione, il Pubblico Ministero ha il potere-dovere di modificare l’imputazione, ad esempio contestando una circostanza aggravante che rende il reato procedibile d’ufficio, anche se nel frattempo è sopraggiunta l’improcedibilità per assenza di querela.
Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza del Tribunale?
La Corte ha annullato la sentenza perché il Tribunale ha erroneamente ritenuto che l’improcedibilità per mancanza di querela precludesse al Pubblico Ministero qualsiasi modifica dell’accusa. Inoltre, decidendo immediatamente senza un pieno dibattito tra le parti, il Tribunale ha violato il principio del contraddittorio.
Qual è la differenza tra improcedibilità per mancanza di querela e prescrizione del reato in relazione alla modifica dell’imputazione?
La prescrizione estingue il reato stesso a causa del tempo trascorso, e una volta maturata, non è possibile modificare l’imputazione per superarla. L’improcedibilità per mancanza di querela, invece, è solo una condizione processuale che impedisce la prosecuzione del giudizio; non estingue il reato. Pertanto, una modifica dell’imputazione che ripristini la condizione di procedibilità (ad esempio, rendendo il reato procedibile d’ufficio) è ammessa.