Istanza di riesame: quando il ricorso è inammissibile
L’istanza di riesame rappresenta uno strumento fondamentale di garanzia per l’indagato sottoposto a una misura cautelare. Tuttavia, la sua efficacia dipende dal rigoroso rispetto di precise regole procedurali. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 46383/2023) chiarisce i confini dell’ammissibilità del ricorso, sottolineando come la genericità dei motivi e il mancato rispetto delle formalità possano precludere l’esame nel merito. Analizziamo il caso e le importanti conclusioni della Suprema Corte.
I Fatti del Caso
Un indagato, commercialista di professione, veniva sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere per gravi reati, tra cui la partecipazione a un’associazione dedita al narcotraffico internazionale, autoriciclaggio e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il Giudice per le Indagini Preliminari disponeva anche un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di ingenti somme di denaro.
Il Tribunale del Riesame confermava l’ordinanza, respingendo le doglianze della difesa. Contro questa decisione, l’indagato proponeva ricorso per Cassazione, basandolo su quattro distinti motivi.
I Motivi del Ricorso in Cassazione
La difesa dell’indagato lamentava:
- Totale assenza di motivazione sull’ordinanza di sequestro preventivo, sostenendo che il Tribunale si fosse limitato a confermare la decisione iniziale senza analizzare gli argomenti difensivi.
- Violazione del diritto di partecipazione all’udienza. L’indagato aveva richiesto di comparire personalmente, ma la richiesta era stata formulata solo dopo la presentazione dell’istanza di riesame, sebbene prima della data dell’udienza. Il Tribunale l’aveva rigettata.
- Vizio di motivazione sulle esigenze cautelari. Si contestava la valutazione del pericolo di recidiva e di fuga, ritenuta basata su elementi datati o irrilevanti (come un precedente del 2018 o l’acquisto di un biglietto aereo).
- Errata valutazione sull’adeguatezza della misura. La difesa sosteneva che misure meno afflittive, come il ritiro dei documenti per l’espatrio, sarebbero state sufficienti a fronteggiare i rischi.
L’analisi della Corte e l’importanza dell’istanza di riesame
La Corte di Cassazione ha esaminato ciascun motivo, dichiarando l’intero ricorso inammissibile. Vediamo perché.
Sul Sequestro Preventivo e la Genericità del Motivo
La Corte ha definito il primo motivo come generico. Sebbene la difesa lamentasse l’assenza di motivazione, in realtà non aveva contestato nel merito gli elementi a fondamento del sequestro, come le intercettazioni che provavano un fittizio rapporto di lavoro finalizzato all’autoriciclaggio di proventi del narcotraffico e all’indebita percezione di fondi pubblici. Di fronte a prove così evidenti, una contestazione generica non è sufficiente a scardinare il provvedimento.
Sulla Richiesta di Comparizione Personale e l’istanza di riesame
Questo è il punto proceduralmente più rilevante. La Corte ha ribadito un principio consolidato, rafforzato dalla legge n. 47 del 2015: la richiesta dell’indagato detenuto di partecipare all’udienza di riesame deve essere inserita espressamente nel corpo dell’istanza di riesame stessa. Non è ammissibile una richiesta successiva, anche se presentata prima dell’udienza.
La ratio di questa norma è duplice: garantire tempi certi per la procedura e permettere all’imputato di avere più tempo per preparare la difesa. L’inserimento della richiesta nell’atto originario è l’unico limite, invalicabile e non interpretabile, posto per evitare manovre dilatorie. Pertanto, il rigetto da parte del Tribunale era corretto.
Sulle Esigenze Cautelari (Recidiva e Pericolo di Fuga)
La Cassazione ha ritenuto logica e coerente la motivazione del Tribunale sulle esigenze cautelari. Il pericolo di recidiva non era basato solo su un precedente, ma sulla comprovata sistematicità e professionalità con cui l’indagato, un commercialista coinvolto in 90 società, commetteva reati gravi, utilizzando documenti falsi e una fitta rete di contatti. Analogamente, il pericolo di fuga era stato desunto non solo da un biglietto aereo, ma da elementi concreti come le sue importanti disponibilità finanziarie e i suoi legami lavorativi a Londra.
Le Motivazioni della Decisione
La Suprema Corte ha fondato la sua decisione di inammissibilità sulla base dei seguenti principi chiave. In primo luogo, i motivi di ricorso devono essere specifici e non generici; non è sufficiente lamentare un’assenza di motivazione senza confrontarsi puntualmente con gli elementi d’accusa. In secondo luogo, le norme procedurali, come quella che regola la richiesta di comparizione personale, sono poste a garanzia del corretto svolgimento del processo e non ammettono interpretazioni estensive che ne vanifichino lo scopo. Infine, la valutazione delle esigenze cautelari compiuta dal giudice di merito, se basata su argomenti logici e non contraddittori, non è sindacabile in sede di legittimità.
Le Conclusioni
Questa sentenza offre importanti spunti pratici. Insegna che la redazione di un’istanza di riesame richiede la massima attenzione ai dettagli formali e sostanziali. La richiesta di partecipazione all’udienza deve essere contestuale all’istanza. Le contestazioni devono essere specifiche, dettagliate e capaci di incrinare l’impianto accusatorio. Un ricorso basato su doglianze generiche o su una non corretta applicazione delle norme procedurali è destinato a essere dichiarato inammissibile, con la conseguenza di precludere un esame nel merito e di condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
È possibile richiedere di comparire personalmente all’udienza di riesame in un momento successivo alla presentazione dell’istanza?
No. La Corte di Cassazione, richiamando la normativa vigente (art. 309 cod. proc. pen.), ha stabilito che la richiesta di comparizione personale del detenuto deve essere inserita obbligatoriamente nel corpo dell’istanza di riesame stessa. Una richiesta successiva, anche se anteriore all’udienza, è inammissibile.
Cosa succede se un ricorso contesta la motivazione di un provvedimento in modo generico?
Se un ricorso si limita a lamentare l’assenza di motivazione senza affrontare specificamente gli elementi probatori posti a fondamento della decisione (come intercettazioni o documenti), viene considerato generico e, di conseguenza, inammissibile. La critica deve essere puntuale e pertinente.
La valutazione del pericolo di fuga e di recidiva è sindacabile in Cassazione?
La valutazione del giudice di merito (in questo caso, il Tribunale del Riesame) sul pericolo di fuga e di recidiva è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione è manifestamente illogica, contraddittoria o basata su elementi inesistenti. Se la motivazione è coerente e fondata su elementi di fatto concreti (come la professionalità nel commettere reati o disponibilità economiche all’estero), la Corte di Cassazione non può riesaminarla nel merito.