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Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione conferma la condanna

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un Lavoratore per spaccio di sostanze stupefacenti, dichiarando l’inammissibilità del ricorso penale. Il Lavoratore aveva contestato l’eccessiva entità della pena inflitta. La Corte ha ritenuto la sentenza di appello ben motivata, basandosi sulla quantità e tipologia delle droghe, sulla professionalità dimostrata e sui precedenti penali del soggetto. L’appello è stato giudicato manifestamente infondato, comportando la conferma della condanna e l’obbligo di pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19771 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 19771/2022)

La Cassazione e l’Inammissibilità del ricorso penale per spaccio di droga

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso di inammissibilità ricorso penale riguardante la condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi ben fondati, specialmente quando si contesta l’entità di una pena già stabilita. Comprendere i motivi che portano all’inammissibilità è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale.

Il caso: la condanna per spaccio e l’appello sulla pena

Un Lavoratore era stato condannato per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti, specificamente cocaina ed eroina, come previsto dall’articolo 73, comma 5, del D.P.R. n. 309 del 1990 (Testo Unico Stupefacenti). I giudici di primo grado e d’appello avevano inflitto una pena di un anno e sei mesi di reclusione e una multa di seimila euro. Il Lavoratore, non soddisfatto della decisione, ha deciso di presentare un ricorso per cassazione. Il suo obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza, o almeno una riduzione della pena, che riteneva eccessiva nonostante fosse stata riconosciuta l’ipotesi lieve del reato.

I motivi dell’Inammissibilità ricorso penale

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso del Lavoratore. Ha concluso che il ricorso era manifestamente infondato e, di conseguenza, ha dichiarato la sua inammissibilità ricorso penale. Questo significa che il ricorso non presentava argomenti validi o nuovi elementi che potessero mettere in discussione la sentenza precedente. La Corte ha ribadito che la determinazione della pena era stata adeguatamente motivata dai giudici di merito.

I criteri per la determinazione della pena nel caso di spaccio

La Corte d’Appello aveva giustificato la pena superiore al minimo previsto dalla legge (pena edittale) basandosi su diversi fattori. Questi includevano la notevole quantità di sostanze stupefacenti rinvenute, già suddivise in trenta involucri, e la diversa tipologia delle droghe (cocaina ed eroina). Inoltre, è stata considerata la professionalità dimostrata dal Lavoratore, evidenziata dall’occultamento degli ovuli nel cavo orale, e la sua personalità, desunta da tre precedenti penali specifici. Tutti questi elementi hanno contribuito a definire la gravità del reato e l’adeguatezza della pena inflitta.

Le motivazioni: L’Inammissibilità del ricorso penale

La Cassazione ha confermato che la motivazione della Corte d’Appello era del tutto logica. I giudici avevano basato la loro decisione su elementi concreti e prove raccolte durante il processo. Il ricorso del Lavoratore non ha saputo confrontarsi in modo efficace con questi argomenti. Non ha presentato censure specifiche o valide ragioni per cui la pena dovesse essere considerata eccessiva. La Corte ha anche richiamato il principio della continuazione interna, che permette un aumento della pena per attività illecite non occasionali, un aspetto già evidenziato dal primo Giudice e confermato dalle dichiarazioni di un acquirente. L’assenza di elementi nuovi o di errori di diritto ha reso il ricorso inammissibile.

Le conclusioni: La conferma della pena e le conseguenze dell’inammissibilità

L’esito finale è stato la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questa decisione ha comportato la conferma della condanna a un anno e sei mesi di reclusione e seimila euro di multa. Inoltre, il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Ha dovuto anche versare una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende, come previsto dall’articolo 616 del Codice di Procedura Penale per i casi di inammissibilità non dovuti a colpa della parte. La sentenza ha quindi ribadito la validità delle decisioni dei gradi precedenti e ha posto fine alla vicenda giudiziaria con un esito sfavorevole per il Lavoratore.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non può essere esaminato nel merito dalla Corte perché presenta vizi formali o è manifestamente privo di fondamento giuridico, senza argomenti validi per contestare la sentenza.

Quali fattori influenzano la determinazione della pena per spaccio di droga?
La pena per spaccio di droga dipende da vari fattori, come la quantità e la tipologia delle sostanze stupefacenti, la professionalità dimostrata nello spaccio, e i precedenti penali del condannato.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente è solitamente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Ricorso per cassazione
Un tipo di appello presentato alla Corte di Cassazione, il più alto grado di giudizio, per contestare errori di diritto o vizi procedurali in una sentenza.
Inammissibilità
Una condizione per cui un ricorso non può essere esaminato nel merito perché presenta difetti formali o è manifestamente privo di fondamento giuridico.
Pena edittale
L'intervallo di pena (minima e massima) stabilito dalla legge per un determinato reato.
Continuazione
Un istituto giuridico che permette di applicare una pena unica, aumentata, a chi commette più reati con un unico disegno criminoso.
Cassa delle ammende
Un fondo statale dove vengono versate le somme derivanti da multe e ammende penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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