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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e costi

Un’ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i motivi di inammissibilità del ricorso. Nel caso specifico, i motivi sono stati respinti perché proposti per la prima volta in Cassazione o perché ritenuti generici, come nel caso della richiesta di attenuanti generiche negata a causa dei precedenti penali della ricorrente. La decisione ha comportato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro, evidenziando le severe conseguenze dell’inammissibilità ricorso Cassazione.

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Pubblicato il 15 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 37813 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 37813/2024)

Inammissibilità Ricorso Cassazione: Quando i Motivi non Reggono

L’ordinanza della Corte di Cassazione che analizziamo oggi offre spunti cruciali sul tema dell’inammissibilità ricorso Cassazione, un esito che può avere conseguenze significative per chi lo propone. Comprendere le ragioni che portano a questa decisione è fondamentale per chiunque affronti un procedimento penale. Il caso in esame riguarda un ricorso dichiarato inammissibile per due motivi principali: la presentazione di doglianze nuove e la genericità delle argomentazioni.

I Fatti del Processo

Una persona condannata in secondo grado dalla Corte d’Appello di Roma ha presentato ricorso per Cassazione, basandolo su due motivi distinti. Il primo motivo contestava il vizio di motivazione e l’errata applicazione della legge penale riguardo all’elemento soggettivo del reato. Il secondo motivo, invece, lamentava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, che avrebbero potuto comportare una riduzione della pena.

L’Ordinanza della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha esaminato entrambi i motivi e li ha dichiarati inammissibili, sebbene per ragioni diverse. Questa decisione ha precluso ogni ulteriore discussione sul merito della vicenda processuale, confermando di fatto la sentenza di condanna della Corte d’Appello e aggiungendo ulteriori oneri economici per la ricorrente.

L’inammissibilità ricorso Cassazione per motivi nuovi

Il primo motivo di ricorso è stato giudicato inammissibile perché le questioni sollevate (vizio di motivazione ed erronea applicazione della legge sull’elemento soggettivo) non erano state precedentemente sottoposte all’attenzione della Corte d’Appello. La Cassazione ha ribadito un principio fondamentale del nostro ordinamento: non è possibile introdurre per la prima volta nel giudizio di legittimità argomenti che dovevano essere discussi nei gradi di merito. Questo serve a garantire la corretta progressione del processo e a evitare che la Cassazione si trasformi in un terzo grado di giudizio sui fatti.

La genericità del motivo sulle attenuanti

Anche il secondo motivo è stato respinto. La Corte ha ritenuto la doglianza sul diniego delle attenuanti generiche non solo generica nella sua formulazione, ma anche manifestamente infondata. I giudici hanno sottolineato che la Corte d’Appello aveva ampiamente motivato la sua decisione, non solo escludendo la presenza di elementi positivi a favore della ricorrente, ma evidenziando un elemento ostativo di grande peso: i suoi numerosi precedenti penali per reati come false attestazioni e bancarotta fraudolenta. Questa valutazione negativa sulla personalità dell’imputata ha reso impossibile la concessione di un beneficio volto a mitigare la pena.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha fondato la sua decisione sull’applicazione rigorosa dei principi che regolano il giudizio di legittimità. L’inammissibilità ricorso Cassazione deriva dal mancato rispetto dei requisiti formali e sostanziali richiesti dalla legge. Da un lato, il divieto di presentare motivi nuovi tutela la struttura del processo, che prevede una progressione logica e temporale delle contestazioni. Dall’altro, il requisito di specificità dei motivi serve a evitare ricorsi esplorativi o pretestuosi, che appesantirebbero inutilmente il lavoro della Suprema Corte. Nel caso di specie, i precedenti penali della ricorrente sono stati considerati un elemento oggettivo e decisivo che rendeva la richiesta di attenuanti priva di fondamento, confermando la correttezza della valutazione operata dalla Corte d’Appello.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche della Decisione

Le implicazioni di questa ordinanza sono chiare. La dichiarazione di inammissibilità non è una mera formalità, ma comporta conseguenze concrete. Ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali. Inoltre, non ravvisando un’assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la Corte ha imposto il pagamento di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia serve da monito: un ricorso per Cassazione deve essere preparato con estrema cura, fondandosi su motivi specifici, pertinenti e già discussi nei precedenti gradi di giudizio, per evitare non solo una sconfitta processuale, ma anche un aggravio di costi.

È possibile presentare in Cassazione un motivo di ricorso non discusso in Appello?
No, la Corte ha stabilito che un motivo di ricorso non devoluto con l’atto di appello non può essere dedotto per la prima volta nel giudizio di legittimità, risultando quindi inammissibile.

Perché la richiesta di concessione delle attenuanti generiche è stata respinta?
La richiesta è stata ritenuta inammissibile perché generica e manifestamente infondata. La Corte d’Appello non solo non aveva trovato elementi per mitigare la pena, ma aveva anche evidenziato la presenza di plurimi precedenti penali a carico della ricorrente come elemento ostativo.

Quali sono le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità del ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso fissata in 3.000 euro, da versare alla Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso, che impedisce al giudice di esaminarlo nel merito perché privo dei requisiti di forma o di sostanza richiesti dalla legge.
Elemento soggettivo
L'atteggiamento psicologico (dolo o colpa) di chi commette un reato, ovvero la coscienza e volontà con cui ha agito.
Circostanze attenuanti generiche
Fattori non specificamente previsti dalla legge che il giudice può considerare per ridurre la pena, valutando la gravità del reato e la personalità del colpevole.
Giudizio di legittimità
Il procedimento che si svolge davanti alla Corte di Cassazione, la quale non riesamina i fatti del processo, ma si limita a verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici dei gradi precedenti.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico che finanzia programmi di reinserimento per i detenuti, le cui entrate derivano anche dalle sanzioni pecuniarie inflitte nei procedimenti penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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