LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Inammissibilità del ricorso per cassazione: il rinvio costa caro

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un cittadino condannato per violazione delle misure di prevenzione personali. Il ricorrente aveva contestato la sentenza d’appello proponendo un unico motivo di ricorso estremamente generico. L’atto si limitava infatti a richiamare in modo sintetico i motivi già presentati nel precedente grado di giudizio, senza indicare con precisione i punti contestati e le ragioni di diritto. I giudici hanno ribadito che l’impugnazione deve contenere censure specifiche e non un semplice rinvio ad altri atti. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31961 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 31961/2023)

L’inammissibilità del ricorso per cassazione e il dovere di chiarezza

La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti e i requisiti fondamentali per presentare un ricorso valido, pronunciando l’inammissibilità del ricorso per cassazione quando i motivi di impugnazione risultano generici o ripetitivi. Presentare un ricorso davanti ai giudici di legittimità (i giudici della Cassazione che verificano solo il rispetto delle leggi e non i fatti) richiede il rispetto di regole formali molto severe. Non è possibile limitarsi a una critica superficiale o a un semplice rinvio a quanto già sostenuto nei precedenti gradi di giudizio. La decisione in esame evidenzia come la mancanza di precisione e specificità porti inevitabilmente alla perdita della causa e a pesanti sanzioni pecuniarie.

Il caso concreto: la condanna per violazione delle misure di prevenzione

La vicenda ha origine dalla condanna di un cittadino per la violazione delle misure di prevenzione personali. Il codice antimafia prevede severe sanzioni per chi non rispetta le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Dopo la conferma della condanna in secondo grado da parte della Corte di Appello, il condannato ha deciso di proporre ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, l’atto depositato dal difensore conteneva un unico e brevissimo motivo di contestazione. Il ricorrente lamentava un vizio di motivazione della sentenza d’appello, ma lo faceva richiamando semplicemente i vecchi motivi già discussi e respinti in precedenza. Questo errore procedurale ha segnato l’esito del giudizio fin dal principio.

Perché un rinvio generico rende nullo il ricorso

Nel processo penale, ogni atto di impugnazione deve possedere il requisito della specificità. Questo significa che il ricorrente deve indicare in modo chiaro, preciso e determinato i punti della decisione che intende contestare. Inoltre, deve spiegare le ragioni giuridiche e gli elementi di fatto che giustificano la richiesta di un nuovo controllo. Il ricorso per relationem (cioè per rinvio a un altro documento) non è ammesso se si traduce in una formula vuota e ripetitiva. Chi si limita a dire che il giudice d’appello non ha valutato i motivi precedenti, senza spiegare perché tale omissione sia decisiva per l’esito del processo, non rispetta la legge. La Cassazione non può cercare autonomamente i difetti della sentenza impugnata se il ricorrente non li indica chiaramente.

Le motivazioni della Cassazione sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

I giudici della Suprema Corte hanno basato la loro decisione sul difetto assoluto di specificità del ricorso. Nelle motivazioni si legge che l’atto depositato dal condannato consisteva in scarne proposizioni prive di un reale confronto con la sentenza impugnata. La giurisprudenza consolidata impone al ricorrente l’onere di specificare il contenuto esatto delle censure e la loro decisività. Senza questa precisa prospettazione delle ragioni di diritto, l’atto di impugnazione è del tutto inidoneo a introdurre un nuovo grado di giudizio. La Corte ha quindi rilevato una colpa del ricorrente nella presentazione di un ricorso palesemente infondato e non conforme alle regole del codice di procedura penale.

Le conclusioni della sentenza e le sanzioni pecuniarie

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione e ha respinto definitivamente le richieste del condannato. Questa decisione comporta conseguenze pratiche immediate e gravose per la parte soccombente. Oltre al passaggio in giudicato (la definitività) della condanna penale per la violazione delle misure di prevenzione, il ricorrente deve farsi carico delle spese del procedimento. Inoltre, i giudici hanno condannato l’uomo al pagamento di una somma pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria punisce la colpa di aver avviato un giudizio inutile e inammissibile, intasando la macchina della giustizia con un ricorso privo dei requisiti minimi di legge.

Cosa significa ricorso per relationem?
Significa richiamare genericamente i motivi di un atto precedente senza spiegarli nuovamente o adattarli al nuovo grado di giudizio.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorso viene rigettato, la condanna diventa definitiva e il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.

Perché la specificità dei motivi è obbligatoria?
Perché consente ai giudici di comprendere immediatamente quali parti della sentenza si contestano e quali errori di diritto si ritengono commessi.

Termini giuridici

Ricorso per relationem
Richiamo generico a motivi già presentati in un altro atto precedente, senza riscriverli o adattarli alle nuove contestazioni.
Inammissibilità
La condizione di un atto giudiziario che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché privo dei requisiti formali richiesti dalla legge.
Specificità dei motivi
L'obbligo di indicare in modo preciso e dettagliato i punti della sentenza contestati e le ragioni giuridiche della contestazione.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia in cui confluiscono le sanzioni pecuniarie inflitte ai condannati.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)