LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Inammissibilità del ricorso per cassazione: condanna confermata

L’Imputato è stato condannato in appello per indebito utilizzo di carte di pagamento e inganno altrui. Ha proposto ricorso lamentando vizi di motivazione e richiedendo la riduzione della pena e la sospensione condizionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione. I primi motivi si limitavano a riprodurre le medesime difese già respinte in appello, senza contestare la decisione impugnata. I motivi sulla pena, invece, richiedevano valutazioni di merito precluse alla Corte di legittimità. Di conseguenza, l’Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla cassa delle ammende.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 16 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 10511 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 10511/2022)

Il caso originario e l’inammissibilità del ricorso per cassazione

La vicenda nasce dalla condanna penale subita da un cittadino, definito come L’Imputato, per i reati di indebito utilizzo di carte di credito e di errore determinato dall’altrui inganno. I giudici di merito hanno ritenuto L’Imputato responsabile di aver utilizzato in modo illecito strumenti di pagamento elettronici. La Corte di Appello ha confermato la condanna inflitta in primo grado, stabilendo una pena di un anno e un mese di reclusione, oltre a una multa di 350 euro. Contro questa decisione, il difensore dell’Imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno riscontrato gravi difetti formali nell’atto di impugnazione (l’atto con cui si contesta una decisione giudiziaria). Questo ha portato alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione, impedendo l’esame dei motivi nel merito.

I motivi ripetitivi e la mancanza di specificità

La difesa dell’Imputato ha strutturato il ricorso su quattro punti principali. Nei primi due punti, il difensore ha lamentato la violazione della legge penale e un vizio di motivazione riguardo alla responsabilità dell’assistito. Negli altri due punti, formulati in via subordinata, la difesa ha chiesto la riduzione della pena, la concessione delle attenuanti generiche (circostanze che permettono di diminuire la pena) e la sospensione condizionale della condanna (il beneficio che evita l’ingresso in carcere se non si commettono altri reati). I giudici della Suprema Corte hanno analizzato dettagliatamente queste richieste. Essi hanno rilevato che i primi due motivi riproducevano esattamente le stesse contestazioni già presentate in appello. La difesa non ha proposto alcuna critica specifica contro la sentenza della Corte di Appello, limitandosi a ripetere argomenti già esaminati e respinti dai giudici di secondo grado.

Le motivazioni della sentenza sull’inammissibilità del ricorso per cassazione

La Corte di Cassazione ha chiarito i principi cardine che regolano il ricorso di legittimità. I giudici hanno spiegato che un ricorso non può limitarsi a replicare le difese precedenti senza confrontarsi con la motivazione della sentenza impugnata. Questa mancanza di correlazione determina la genericità dei motivi e causa l’inammissibilità del ricorso per cassazione. Inoltre, la Suprema Corte ha evidenziato un errore fondamentale nella formulazione del terzo e del quarto motivo di ricorso. La richiesta di ridurre la pena o di concedere benefici richiede una valutazione dei fatti e delle prove. Questo compito spetta esclusivamente ai giudici di merito (il Tribunale e la Corte di Appello) e non può essere svolto in sede di legittimità. La Corte di Cassazione deve solo verificare se la legge è stata applicata correttamente e se la motivazione è logica. Essa non ha il potere di modificare la misura della pena o di concedere attenuanti se tali questioni richiedono un nuovo esame dei fatti.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso e le sanzioni pecuniarie

I giudici di legittimità hanno dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’Imputato. Questa decisione comporta la fine del percorso giudiziario e rende definitiva la condanna penale stabilita nei gradi precedenti. L’Imputato ha perso definitivamente la causa e deve subire gli effetti della condanna a un anno e un mese di reclusione e alla multa di 350 euro. Oltre a queste sanzioni, la legge prevede conseguenze economiche severe per chi presenta un ricorso inammissibile. La Corte di Cassazione ha condannato L’Imputato al pagamento di tutte le spese del processo. Inoltre, i giudici hanno imposto all’Imputato il versamento della somma di tremila euro a favore della cassa delle ammende (il fondo pubblico destinato a ricevere le sanzioni pecuniarie). Questa sanzione aggiuntiva punisce la colpa del ricorrente per aver attivato inutilmente la macchina giudiziaria con un ricorso palesemente privo dei requisiti legali.

Cosa succede se il ricorso per cassazione ripete gli stessi motivi dell’appello?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile perché non contesta in modo specifico e mirato le motivazioni fornite dal giudice di secondo grado.

La Corte di Cassazione può ridurre la pena stabilita nei gradi precedenti?
No, la riduzione della pena richiede una valutazione dei fatti che spetta solo ai giudici di merito e non alla Corte di legittimità.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Il ricorrente deve pagare tutte le spese del processo e una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Impossibilità per il giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso a causa del mancato rispetto di requisiti formali o di legge.
Giudizio di legittimità
Il controllo effettuato dalla Corte di Cassazione incentrato solo sulla corretta applicazione delle norme di legge, senza poter riesaminare i fatti della causa.
Circostanze attenuanti generiche
Elementi non espressamente definiti dalla legge che consentono al giudice di ridurre la pena in base alla gravità del reato o alla personalità del colpevole.
Sospensione condizionale della pena
Beneficio che permette di sospendere l'esecuzione della condanna penale a condizione che il colpevole non commetta altri reati entro un certo periodo.
Cassa delle ammende
Un fondo gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie e le somme pagate da chi propone ricorsi dichiarati inammissibili.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)