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Furto pluriaggravato al bancomat: condanna per la refurtiva

L’Imputato ha manomesso uno sportello bancomat appartenente a un istituto di credito, bloccando il meccanismo di uscita del denaro per appropriarsi di sessanta euro. Sorpreso dalle forze dell’ordine, ha opposto resistenza ed è successivamente diventato latitante. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato e resistenza a pubblico ufficiale. La Suprema Corte ha precisato che la remissione di querela presentata da un cliente dell’istituto non estingue il reato, in quanto l’unica persona offesa della somma sottratta dallo sportello è la banca. Inoltre, il risarcimento del danno ai fini dell’estinzione del reato deve essere tempestivo, spontaneo e indirizzato alla reale vittima prima dell’apertura del dibattimento di primo grado. Il furto è stato ritenuto consumato poiché l’Imputato ha conseguito un’autonoma disponibilità della refurtiva. Il ricorso è stato rigettato.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 24857 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 5 n. 24857/2026)

Il quadro normativo del furto pluriaggravato al bancomat

Il reato di furto pluriaggravato si configura quando l’impossessamento di un bene altrui avviene attraverso modalità fraudolente e la manomissione dei sistemi di difesa posti a tutela delle cose. La giurisprudenza analizza con severità le condotte di alterazione degli sportelli automatici bancari per stabilire il momento preciso in cui l’illecito si considera perfezionato. Una recente pronuncia della Corte di Cassazione ha affrontato in modo dettagliato le conseguenze penali legate alla sottrazione di denaro tramite bancomat manomessi. L’analisi della condotta dell’autore del fatto evidenzia la gravità delle sanzioni quando concorrono più circostanze aggravanti e reati connessi contro i pubblici ufficiali.

La manomissione dello sportello e la dinamica dei fatti

L’autore del reato ha alterato il funzionamento del distributore automatico di banconote incollando le feritoie di uscita e bloccando gli ingranaggi interni con nastro adesivo. Questo sistema impediva ai clienti di ritirare il contante erogato dopo la digitazione del codice personale. Il denaro rimasto bloccato all’interno veniva recuperato in un secondo momento dall’esecutore della manomissione. Attraverso questo stratagemma l’imputato si è appropriato della somma di sessanta euro prima dello scatto dell’allarme di sicurezza. Intercettato da un agente di polizia, il soggetto ha opposto resistenza fisica per evitare il blocco. Successivamente l’imputato si è sottratto alle misure cautelari imposte dall’autorità giudiziaria ed è stato dichiarato latitante.

La validità del risarcimento del danno e della remissione di querela

Nel corso del giudizio la difesa ha richiesto il proscioglimento invocando la remissione di querela firmata da uno dei clienti dell’istituto bancario. Ha inoltre sollecitato la declaratoria di estinzione del reato in virtù del risarcimento del danno effettuato a favore degli utenti dello sportello. La legge prevede che l’estinzione del reato per condotte riparatorie possa avvenire solo se il risarcimento è integrale, spontaneo e tempestivo. Il pagamento deve essere completato obbligatoriamente prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. Nel caso specifico l’appropriazione del denaro contenuto nello sportello prima dell’arrivo dei clienti individua quale unica persona offesa l’istituto di credito. Di conseguenza le riparazioni tardive rivolte ai soli clienti non producono alcun effetto estintivo sul processo penale.

Le motivazioni della Corte sul furto pluriaggravato

I giudici di legittimità hanno confermato la sussistenza della fattispecie consumata di furto pluriaggravato rigettando la tesi del mero tentativo. L’imputato ha conseguito un effettivo e autonomo potere di disposizione sulla somma sottratta, avendola nascosta prima dell’intervento degli operanti. La giurisprudenza stabilisce che la disponibilità anche momentanea della refurtiva integra la consumazione del reato. La Corte ha riscontrato la tardività e l’irrilevanza del risarcimento economico poiché avvenuto dopo la sentenza di primo grado e nei confronti di soggetti diversi dall’unica persona offesa. La condotta di latitanza e i numerosi precedenti penali hanno giustificato il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Il modus operandi ha rivelato una spiccata capacità a delinquere e un’organizzazione professionale nel compimento dei reati patrimoniali.

Le conclusioni della Cassazione sul furto pluriaggravato

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dall’imputato, confermando integralmente la sentenza di condanna. La decisione ribadisce la necessità di individuare con esattezza la persona offesa nei reati commessi mediante manomissione di apparecchiature bancarie. L’estinzione del reato per condotte riparatorie richiede il rispetto tassativo dei termini processuali e l’indirizzamento delle restituzioni al vero titolare del bene sottratto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di tutte le spese processuali. Il principio affermato chiarisce che la disponibilità anche breve del denaro illecitamente prelevato consolida la consumazione del reato e preclude qualsiasi attenuazione delle responsabilità penali.

Quando la manomissione di un bancomat configura il furto consumato invece che tentato?
Il reato si considera consumato nel momento in cui l’autore acquisisce la disponibilità autonoma e concreta del denaro, anche se per un breve intervallo di tempo prima dell’intervento delle forze dell’ordine.

Chi è la persona offesa in caso di furto di denaro bloccato nello sportello ATM?
La persona offesa è l’istituto di credito proprietario dello sportello se il denaro viene estratto direttamente dal meccanismo prima che il cliente riesca a completare il prelievo.

Entro quale termine deve avvenire il risarcimento per estinguere il reato procedibile a querela?
Il risarcimento integrale del danno deve avvenire necessariamente prima della dichiarazione di apertura del dibattimento nel giudizio di primo grado.

Termini giuridici

Furto pluriaggravato
Furto commesso con la presenza di più circostanze che aumentano la pena, come l'uso di mezzi fraudolenti o la violenza sulle cose.
Remissione di querela
Dichiarazione formale con cui la persona offesa rinuncia a perseguire penalmente l'autore del reato.
Condotte riparatorie
Azioni volontarie volte a risarcire integralmente il danno causato dal reato prima dell'inizio del processo.
Latitante
Persona che si sottrae volontariamente all'esecuzione di un ordine di arresto o di una pena detentiva.
Impossessamento
Acquisizione della piena e autonoma disponibilità della cosa sottratta, anche se per breve tempo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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