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Furto in casa: appello generico e ricorso inammissibile in Cassazione

Due persone, condannate per furto in abitazione, presentano ricorso alla Corte di Cassazione. I giudici dichiarano il ricorso inammissibile per genericità. I motivi presentati, infatti, erano una semplice ripetizione di argomenti già respinti nei gradi precedenti, senza una critica specifica e puntuale alla sentenza d’appello. La Corte sottolinea che, per essere esaminato, un ricorso deve contenere censure precise. La decisione comporta la condanna definitiva degli imputati e il pagamento di una sanzione pecuniaria per aver presentato un ricorso infondato.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19769 Anno 2023
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Pubblicato il 11 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 19769 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 19769/2023)

Ricorso in Cassazione: quando la genericità lo rende inutile

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultima possibilità per contestare una condanna penale. Tuttavia, questo strumento deve essere usato con precisione e tecnica. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda una regola fondamentale: non basta essere in disaccordo con una sentenza, bisogna spiegare perché è sbagliata in modo specifico. In caso contrario, si rischia una dichiarazione di ricorso inammissibile per genericità, con la conseguenza di rendere la condanna definitiva e di dover pagare una sanzione. Questo caso specifico riguarda un furto in abitazione, ma il principio si applica a ogni tipo di processo.

Il caso: un furto in abitazione e un appello respinto

La vicenda inizia con una condanna in primo grado per due persone accusate del reato di furto in abitazione. La Corte d’Appello, pur riducendo leggermente la pena, conferma la loro colpevolezza. Non soddisfatti della decisione, gli imputati decidono di giocare la loro ultima carta: il ricorso alla Corte di Cassazione. Attraverso i loro avvocati, presentano le loro ragioni, sperando di ottenere un annullamento della condanna. Tuttavia, l’esito sarà molto diverso da quello sperato.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità?

Il cuore della decisione della Cassazione risiede in un concetto chiave: la specificità dei motivi. I giudici supremi non riesaminano i fatti come farebbe un tribunale. Il loro compito è verificare che la legge sia stata applicata correttamente. Per questo, chi presenta un ricorso deve indicare in modo chiaro e puntuale quali errori di diritto avrebbe commesso il giudice precedente. Nel caso in esame, gli imputati si sono limitati a riproporre le stesse argomentazioni e doglianze già presentate e respinte in appello. Non hanno mosso una critica mirata alla motivazione della sentenza impugnata. Questo comportamento rende il ricorso inammissibile per genericità, perché non permette alla Corte di svolgere il suo ruolo di controllo.

La questione della riparazione del danno

Uno degli imputati aveva sollevato anche una questione specifica: il mancato riconoscimento dell’attenuante per aver riparato il danno. Questa attenuante permette di ottenere uno sconto di pena se l’imputato risarcisce la vittima prima del giudizio. La Corte, oltre a notare la genericità del motivo, ha colto l’occasione per ribadire un principio importante relativo al rito abbreviato. In questo tipo di processo, la riparazione del danno deve avvenire prima che il giudice ammetta formalmente il rito. Qualsiasi risarcimento successivo non è valido per ottenere lo sconto di pena.

Le motivazioni della Cassazione: un richiamo alla specificità

La Corte ha spiegato che entrambi i ricorsi erano privi dei requisiti minimi di legge. Erano ‘intrinsecamente generici’ e ‘meramente reiterativi’ di doglianze già esaminate. In pratica, gli avvocati non hanno dialogato con la sentenza d’appello, ma l’hanno semplicemente ignorata, riproponendo vecchi argomenti. Un ricorso efficace deve, invece, smontare punto per punto le argomentazioni del giudice che ha emesso la sentenza contestata. La mancanza di questo confronto critico ha reso il ricorso inutile, portando a una dichiarazione di inammissibilità. Questa decisione non entra nel merito della colpevolezza, ma si ferma a un controllo preliminare sulla qualità dell’atto di impugnazione.

Le conclusioni: la condanna diventa definitiva

L’esito finale è sfavorevole per gli imputati. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso rende la sentenza di condanna della Corte d’Appello definitiva. Questo significa che la pena deve essere eseguita. Oltre a ciò, la legge prevede una sanzione per chi presenta ricorsi inammissibili. Gli imputati sono stati quindi condannati a pagare le spese processuali e una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione serve a scoraggiare la presentazione di appelli pretestuosi che sovraccaricano inutilmente il sistema giudiziario.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile per genericità?
Significa che l’atto di appello non è stato scritto in modo specifico e si è limitato a ripetere le stesse difese già respinte, senza contestare puntualmente le motivazioni della sentenza precedente.

Cosa succede se la Cassazione dichiara un ricorso inammissibile?
La sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, chi ha presentato il ricorso viene condannato a pagare le spese processuali e una sanzione economica alla Cassa delle ammende.

Per ottenere l’attenuante della riparazione del danno, quando devo risarcire la vittima?
Nel caso di un processo con rito abbreviato, la Cassazione ha chiarito che il risarcimento o la restituzione devono avvenire prima che il giudice ammetta formalmente questo tipo di rito.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un ricorso che non viene nemmeno esaminato nel merito dai giudici perché privo dei requisiti minimi richiesti dalla legge, come la chiarezza e specificità dei motivi.
Genericità del motivo di ricorso
Quando l'atto di impugnazione si limita a ripetere argomenti già presentati, senza criticare in modo specifico e puntuale le ragioni della sentenza che si contesta.
Attenuante
Una circostanza che permette al giudice di applicare una pena più bassa rispetto a quella prevista dalla legge per un certo reato.
Cassa delle ammende
Un ente statale a cui vengono versate le somme derivanti da multe e sanzioni pecuniarie, utilizzate per finanziare programmi di reinserimento dei detenuti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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