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Falsa Dichiarazione: Ricorso Inammissibile e Condanna Confermata

Un cittadino è stato condannato per aver reso una falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla propria identità o qualità personali (Art. 495 c.p.). La Corte d’Appello aveva già confermato la sua responsabilità, aumentando la pena e negando le attenuanti. Il cittadino ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto dovesse essere qualificato diversamente (Art. 496 c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché generico e non confrontato con le motivazioni della Corte d’Appello. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e una sanzione alla Cassa delle ammende per la sua falsa dichiarazione.

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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31180 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 31180/2022)

La Falsa Dichiarazione e le Sue Conseguenze Legali

La legge punisce severamente chi rilascia una falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale. Questo principio è stato ribadito da una recente ordinanza della Corte di Cassazione, che ha esaminato il caso di un cittadino condannato per aver fornito informazioni non veritiere sulla propria identità o qualità personali. Comprendere le implicazioni di una falsa dichiarazione è fondamentale per ogni cittadino.

Il Caso della Falsa Dichiarazione

Un cittadino ha ricevuto una condanna per aver commesso il reato di falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale, come previsto dall’articolo 495 del Codice Penale. Questo reato si configura quando una persona attesta o dichiara il falso riguardo alla propria identità o a qualità personali, proprie o altrui, davanti a un pubblico ufficiale. La sentenza di primo grado aveva già riconosciuto la sua responsabilità penale.

Successivamente, la Corte d’Appello ha esaminato il caso. I giudici d’appello hanno parzialmente modificato la sentenza iniziale. Hanno respinto il ricorso del cittadino, che chiedeva un’attenuante (una circostanza che avrebbe ridotto la pena). Al contrario, hanno accolto la richiesta del Pubblico Ministero, aumentando la pena inflitta al cittadino. La Corte d’Appello ha quindi confermato la gravità della falsa dichiarazione.

Il Ricorso in Cassazione e la Falsa Dichiarazione

Il cittadino ha deciso di presentare un ulteriore ricorso alla Corte di Cassazione. Egli sosteneva che il fatto dovesse essere inquadrato sotto un altro articolo del Codice Penale, l’articolo 496. Questo articolo riguarda le false dichiarazioni a un pubblico ufficiale su fatti dei quali si è a conoscenza, ma non specificamente sull’identità o sulle qualità personali. Il ricorrente riteneva che la sua condotta non rientrasse nella fattispecie più grave della falsa dichiarazione di identità.

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il ricorso. I giudici hanno però rilevato che il motivo del ricorso era troppo generico. La Corte d’Appello aveva già spiegato in modo dettagliato perché il fatto rientrava nell’articolo 495 del Codice Penale. Il cittadino, nel suo ricorso, non aveva affrontato in modo specifico queste motivazioni. Si era limitato a ripetere le stesse argomentazioni già presentate in appello, senza contestare i punti specifici della sentenza precedente.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso sulla Falsa Dichiarazione è Inammissibile

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, cioè non si è entrati nel dettaglio delle argomentazioni del ricorrente. La ragione principale di questa decisione risiede nella genericità del ricorso. Il cittadino non ha fornito nuove argomentazioni o contestazioni specifiche contro le motivazioni della Corte d’Appello. La Corte d’Appello aveva già fornito una spiegazione esaustiva della qualificazione giuridica del fatto, ovvero del perché la condotta del cittadino fosse considerata una falsa dichiarazione ai sensi dell’articolo 495 c.p. Il ricorrente non ha saputo confutare efficacemente queste argomentazioni, limitandosi a riproporre censure già valutate. La mancanza di un confronto critico e specifico con la sentenza impugnata ha reso il ricorso non idoneo a essere esaminato.

Le Conclusioni: Le Conseguenze della Falsa Dichiarazione

L’inammissibilità del ricorso ha comportato delle conseguenze dirette per il cittadino. La Corte di Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha stabilito che il cittadino dovesse versare una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. Questo fondo statale raccoglie le somme derivanti da multe e ammende penali. La decisione della Cassazione conferma, quindi, la condanna per la falsa dichiarazione e impone ulteriori oneri economici al ricorrente. La sentenza della Corte d’Appello è diventata definitiva, e la qualificazione del fatto come falsa dichiarazione ai sensi dell’articolo 495 c.p. rimane inalterata.

Cosa significa fare una falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale?
Significa fornire informazioni non vere sulla propria identità o su altre qualità personali a un funzionario pubblico, come un poliziotto o un impiegato comunale, quando si è tenuti a dire la verità.

Quali sono le conseguenze di una falsa dichiarazione?
Le conseguenze possono includere una condanna penale, il pagamento di multe, il risarcimento delle spese processuali e, in alcuni casi, il versamento di somme alla Cassa delle ammende.

Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, ad esempio se le argomentazioni sono troppo generiche o non contestano specificamente le motivazioni della sentenza precedente.

Termini giuridici

Ricorso inammissibile
Un ricorso che non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Attenuante
Una circostanza che, se riconosciuta, può portare a una riduzione della pena per il reato commesso.
Spese processuali
I costi che una parte deve sostenere per partecipare a un processo legale, come le tasse o gli onorari degli avvocati.
Cassa delle ammende
Un fondo statale dove confluiscono le somme derivanti da multe e ammende penali, utilizzato per scopi di giustizia.
Qualificazione giuridica del fatto
Il processo con cui un giudice attribuisce a un determinato comportamento una specifica definizione legale, stabilendo quale norma di legge si applica.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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