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Evasione e particolare tenuità del fatto: ricorso respinto

Un giovane detenuto non rientrava presso l’istituto penale minorile dopo un permesso, rendendosi irreperibile per diversi giorni. Durante la fuga, il fuggitivo compiva un grave reato contro il patrimonio. I giudici di merito lo condannavano per il delitto di evasione, rifiutando di applicare la particolare tenuità del fatto richiesta dalla difesa. L’imputato impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando un difetto di motivazione sulla gravità della condotta. I Supremi Giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ritenuto logica la valutazione dei giudici territoriali, i quali hanno considerato ostativi la durata dell’allontanamento, la recidiva specifica e la commissione di un ulteriore reato durante la fuga. Il ricorrente deve versare le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34235 Anno 2026
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Pubblicato il 28 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34235 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 34235/2026)

Il reato di evasione e la particolare tenuità del fatto

Il mancato rientro in un istituto penitenziario configura pienamente il reato di evasione. Molti imputati invocano la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto per evitare la condanna. La legge esclude la sanzione penale quando l’offesa risulta minima e la condotta non presenta caratteri abituali. Tuttavia, i giudici valutano con estremo rigore la gravità concreta del comportamento e la personalità dell’autore. Chi viola le prescrizioni della detenzione deve dimostrare una lesione davvero esigua dell’interesse pubblico alla sicurezza e all’esecuzione della pena.

Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, un giovane ristretto presso una struttura minorile non rientrava al termine del periodo consentito. La latitanza proseguiva per svariati giorni. Durante la fuga, il soggetto commetteva un grave delitto contro il patrimonio, aggravando la propria posizione processuale.

I limiti oggettivi e soggettivi per il beneficio penale

I giudici di merito hanno respinto la domanda difensiva volta a ottenere l’esclusione della punibilità. La difesa riteneva l’episodio marginale e contestava la decisione territoriale dinanzi ai giudici di legittimità. Il ricorso mirava a ottenere un nuovo esame dei fatti per ridurre il disvalore dell’allontanamento non autorizzato.

La valutazione giudiziale non isola l’azione materiale dal contesto complessivo. Il magistrato verifica la durata dell’assenza, i motivi dell’allontanamento e il comportamento serbato dal colpevole. L’autore del reato presentava già precedenti condanne penali, tra cui un’altra evasione commessa pochissimi giorni prima del fatto contestato. Questo quadro personale e fattuale impedisce il riconoscimento di una condotta di lieve entità.

Il sindacato della Cassazione sui motivi del ricorso

La Corte di Cassazione non riesamina le prove storiche né sostituisce il proprio parere a quello dei giudici dei gradi precedenti. Il controllo di legittimità si arresta davanti a una motivazione congrua, logica e priva di contraddizioni. Il ricorrente ha proposto censure legate al merito della controversia, pretendendo una differente lettura delle circostanze già vagliate con coerenza.

I giudici territoriali hanno offerto argomenti solidi ed esaustivi per negare il beneficio invocato. La reiterazione delle violazioni e l’immediata commissione di ulteriori crimini escludono in radice la minima offensività. La censura difensiva risultava pertanto manifestamente infondata, trasformando il ricorso in uno strumento dilatorio e inefficace.

Le motivazioni: i fattori ostativi alla particolare tenuità del fatto

I magistrati supremi hanno sottolineato la correttezza del ragionamento seguito nella sentenza impugnata. I giudici hanno valorizzato plurimi elementi ostativi concreti che impediscono la concessione della speciale causa estintiva. In primo luogo, la durata della fuga ha superato la soglia della momentanea disattenzione, protraendosi per diversi giorni consecutivi.

In secondo luogo, la commissione di un grave delitto patrimoniale durante la latitanza evidenzia una spiccata pericolosità sociale del reo. Infine, la presenza di plurimi precedenti penali specifici attesta una chiara abitualità nella trasgressione delle regole detentive. Questi elementi escludono ogni possibilità di ritenere l’illecito di minima entità, confermando la piena legittimità della condanna inflitta.

Le conclusioni: la declaratoria di inammissibilità e la sanzione pecuniaria

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile. Il verdetto di condanna a carico del giovane evaso diventa definitivo e produce tutti i suoi effetti sanzionatori. Il tentativo di rivalutare i fatti storici in sede di legittimità costituisce una colpa processuale evidente.

Per queste ragioni, la Suprema Corte ha condannato il ricorrente al pagamento integrale delle spese del procedimento. Il provvedimento impone inoltre il versamento di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. L’ordinanza ribadisce che la fuga prolungata e la recidiva rendono impossibile considerare lieve l’evasione.

Quando si applica la particolare tenuità del fatto nel reato di evasione?
Il beneficio si applica solo quando la violazione dura pochissimo tempo, non causa allarme sociale e l’autore non presenta precedenti penali o condotte abituali.

Cosa accade se si commette un altro reato durante l’evasione?
La commissione di un ulteriore reato dimostra una maggiore gravità della condotta ed esclude la possibilità di ottenere il riconoscimento della particolare tenuità.

Per quale motivo la Cassazione impone il versamento alla Cassa delle ammende?
Il versamento economico scatta quando la parte presenta un ricorso inammissibile a causa di censure palesemente infondate o non consentite dalla legge.

Termini giuridici

Evasione
Reato commesso da chi fugge o non rientra nel luogo di detenzione o custodia stabilito dalla legge.
Inammissibilità
Rifiuto del ricorso da parte del giudice per vizi formali o perché i motivi sono privi di fondamento legale.
Cassa delle ammende
Fondo statale destinato al reinserimento dei detenuti a cui vanno le sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili.
Sindacato di legittimità
Controllo svolto dalla Cassazione per verificare la corretta applicazione della legge, senza rivalutare i fatti storici.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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