Estinzione Reato per Morte: La Cassazione Annulla la Condanna
Il principio fondamentale secondo cui la responsabilità penale è personale trova una delle sue massime espressioni nella regola dell’estinzione reato per morte dell’imputato. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 44441/2023) offre un chiaro esempio di applicazione di questa norma, annullando una condanna per reati di droga proprio a seguito del decesso del soggetto condannato in appello. Questo caso sottolinea come la pretesa punitiva dello Stato si arresti irrevocabilmente di fronte alla morte del reo, a prescindere dallo stato e dal grado del procedimento.
I Fatti di Causa
Il caso trae origine da una condanna emessa dal Tribunale di Roma nei confronti di un individuo per concorso in reati legati al traffico di sostanze stupefacenti, aggravati dalla recidiva reiterata. La Corte di Appello di Roma, in parziale riforma della prima sentenza, aveva concesso le circostanze attenuanti generiche, ridotto la pena e sostituito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici con quella temporanea.
Nonostante l’alleggerimento della pena, l’imputato aveva proposto ricorso per cassazione avverso la decisione della Corte territoriale. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, un evento imprevedibile e risolutivo è intervenuto: il decesso dell’imputato, formalmente attestato da un certificato pervenuto alla cancelleria della Suprema Corte.
L’impatto del decesso sul processo penale e l’estinzione del reato per morte
L’articolo 150 del Codice Penale stabilisce in modo inequivocabile che la morte del reo, avvenuta prima della condanna definitiva, estingue il reato. Questo principio si applica in ogni stato e grado del procedimento. Quando la Corte di Cassazione viene informata del decesso dell’imputato, non può entrare nel merito dei motivi del ricorso. Il suo unico compito è prendere atto dell’evento e dichiarare l’estinzione del reato.
Di conseguenza, la sentenza di condanna, anche se emessa in secondo grado, perde ogni efficacia. L’azione punitiva dello Stato si estingue con la persona contro cui era diretta, rendendo superfluo e impossibile qualsiasi ulteriore accertamento sulla sua colpevolezza.
Le Motivazioni della Decisione
La Corte di Cassazione, nella sua breve ma incisiva motivazione, ha semplicemente rilevato la ricezione del certificato di morte dell’imputato. Questo singolo documento è stato sufficiente per determinare l’esito del giudizio. I giudici hanno considerato che, a fronte del decesso, la sentenza impugnata doveva essere annullata.
La formula utilizzata è quella dell’annullamento “senza rinvio”. Ciò significa che la Corte non ha rimandato il caso a un altro giudice, poiché non vi era più nulla da decidere. La morte dell’imputato ha chiuso definitivamente la vicenda processuale, estinguendo il reato e, con esso, ogni effetto della condanna non ancora definitiva.
Conclusioni
La sentenza in esame riafferma un caposaldo del diritto penale: la personalità della responsabilità penale e la conseguente estinzione del reato per morte del reo. Questo caso dimostra come un evento naturale possa avere un impatto giuridico così radicale da paralizzare l’azione giudiziaria. La decisione della Cassazione, annullando la condanna senza entrare nel merito del ricorso, non fa che applicare rigorosamente la legge, confermando che la giustizia penale si esercita sulle persone viventi e cessa con la loro scomparsa.
Cosa succede a una condanna penale se l’imputato muore prima che diventi definitiva?
Il reato si estingue. Qualsiasi giudice, in qualsiasi fase del processo, deve prendere atto del decesso e annullare la sentenza di condanna, poiché lo Stato perde il diritto di punire.
Perché la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza ‘senza rinvio’?
L’annullamento è ‘senza rinvio’ perché non c’è più nulla da giudicare. La morte dell’imputato è un evento conclusivo che estingue il reato, chiudendo definitivamente il caso senza la necessità di un nuovo processo.
Qual era il reato contestato all’imputato nel caso di specie?
L’imputato era stato condannato per reati legati agli stupefacenti, commessi in concorso con altre persone, ai sensi degli articoli 110 del Codice Penale e 73 del D.P.R. n. 309/1990.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44441 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 7 Num. 44441 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 05/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME NOME ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/10/2022 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Motivi della decisione
Rilevato che l’imputato COGNOME NOME ha proposto ricorso per cassaz:one avverso la sentenza della Corte di Appello di Roma, indicata in epigrafe, con la quale, in riforma di quella del Tribunale di Roma di condanna per il reato di cui agli artt.110 cod. pen. e 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n.309 commesso in Roma il 3 maggio 2022 con recidiva reiterata, sono state riconosciute le circostanze attenuanti generiche, ridotta la pena, revocata l’interdizione legale e sostituita l’interdizione perpetua con quella temporanea dai pubblici uffici;
rilevato, tuttavia, che è pervenuto in cancelleria il certificato del Comune di Guidonia Montecelio, dal quale risulta il decesso dell’imputato in data 4 luglio 2023.
Considerato che la sentenza impugnata deve, pertanto, essere annullata per morte dell’imputato.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per morte dell’imputato.
glier est nsore
Così deciso il 5 ottobre 2023
Il lf’e idente