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Determinazione della Pena: Ricorsi Respinti per Traffico Illecito

La Corte d’Appello aveva parzialmente riformato una sentenza, riducendo le pene per tre imputati condannati per traffico illecito (artt. 110, 291-bis, 291-ter d.P.R. n. 43/1973) ed escludendo alcune aggravanti. Il Procuratore Generale ha presentato ricorso, contestando l’esclusione delle aggravanti e la concessione di benefici. Anche i tre imputati hanno ricorso, principalmente sulla `determinazione della pena`, l’applicazione della recidiva e il diniego o l’insufficiente considerazione delle circostanze attenuanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale per genericità. Ha rigettato i ricorsi degli imputati, confermando la `determinazione della pena` e la non concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha ritenuto la motivazione della Corte d’Appello adeguata, data la gravità dei fatti, il ruolo degli imputati e i loro precedenti penali.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 30688 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 3 n. 30688/2022)

La Determinazione della Pena: Un Caso di Traffico Illecito

La determinazione della pena è un aspetto cruciale del diritto penale, che spesso genera dibattiti e ricorsi. Questa sentenza della Corte di Cassazione offre uno spaccato interessante su come i giudici valutano la gravità dei reati, la recidiva e le circostanze attenuanti generiche, specialmente in casi complessi come il traffico illecito. Comprendere i criteri che guidano la decisione del giudice è fondamentale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale.

Il Fatto: L’Accusa di Traffico Illecito

Un gruppo di individui era stato condannato in primo grado per il reato di traffico illecito, previsto dagli articoli 110, 291-bis e 291-ter del d.P.R. n. 43/1973 (Testo Unico delle leggi doganali). La Corte d’Appello ha successivamente modificato la sentenza iniziale. Ha ridotto le pene per tre degli imputati e ha escluso alcune circostanze aggravanti che erano state contestate. Questa decisione ha portato a un nuovo esame del caso da parte della Corte di Cassazione.

Le Richieste delle Parti: Contro la Determinazione della Pena

Contro la sentenza della Corte d’Appello, hanno presentato ricorso sia il Procuratore Generale sia i tre imputati. Il Procuratore Generale ha contestato l’esclusione delle circostanze aggravanti e il riconoscimento di alcuni benefici, ritenendo che la Corte d’Appello avesse commesso un errore nell’applicazione della legge penale. Gli imputati, invece, hanno lamentato diversi aspetti della determinazione della pena. In particolare, hanno criticato l’applicazione della recidiva, il diniego delle circostanze attenuanti generiche o la loro insufficiente considerazione, e la quantificazione della pena base.

La Recidiva e la Determinazione della Pena

Uno degli imputati ha contestato l’applicazione della recidiva, sostenendo che la Corte d’Appello non avesse motivato adeguatamente l’aumento di pena. La Corte di Cassazione ha chiarito che l’applicazione della recidiva è una scelta discrezionale del giudice. Tuttavia, il giudice deve motivare questa scelta, spiegando come la nuova condotta criminale dimostri una maggiore capacità a delinquere dell’imputato. Nel caso specifico, la Corte d’Appello aveva adempiuto a questo obbligo, evidenziando non solo i precedenti penali dell’imputato (anche per reati gravi come la rapina), ma anche le modalità del nuovo reato, che lo vedevano come l’organizzatore principale. Questi elementi hanno dimostrato la sua maggiore pericolosità sociale.

Le Circostanze Attenuanti Generiche: Quando non vengono concesse

Due degli imputati hanno lamentato il diniego delle circostanze attenuanti generiche, nonostante avessero confessato e fossero incensurati (uno di loro). La Cassazione ha ribadito che la concessione delle attenuanti generiche non è un diritto automatico. Richiede la presenza di elementi positivi che giustifichino una riduzione della pena. L’assenza di tali elementi legittima il diniego. La Corte ha anche precisato che la confessione, se motivata da un intento utilitaristico (cioè per ottenere benefici processuali) e non da un reale pentimento, può essere considerata irrilevante. Nel caso in esame, la confessione degli imputati è stata ritenuta poco significativa, essendo intervenuta dopo che le indagini avevano già raccolto prove evidenti e dopo gli arresti in flagranza.

Le Motivazioni della Corte: La Corretta Determinazione della Pena

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente le motivazioni della Corte d’Appello riguardo alla determinazione della pena. Ha ritenuto che la Corte territoriale avesse negato le circostanze attenuanti generiche con una motivazione logica e congrua. I giudici d’appello hanno richiamato la particolare gravità del fatto, le modalità premeditate dell’azione e il ruolo fondamentale degli imputati come acquirenti e corrieri della merce illecita. Per uno degli imputati, sono stati considerati anche i precedenti penali. La confessione, come detto, è stata giudicata irrilevante ai fini investigativi. La Cassazione ha anche confermato la corretta quantificazione della pena base per il terzo imputato, ribadendo che la motivazione sulla pena è necessaria solo se questa è di molto superiore alla media edittale, cosa che non si è verificata nel caso specifico. La Corte ha ritenuto che la sentenza d’appello avesse sufficientemente motivato la determinazione della pena, desumendo i parametri valutativi dal complesso argomentativo del testo.

Le Conclusioni della Cassazione: Chi ha avuto ragione sulla Determinazione della Pena

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore Generale, in quanto troppo generico e privo di elementi concreti a sostegno delle censure. Ha rigettato tutti i ricorsi presentati dagli imputati. Questo significa che la sentenza della Corte d’Appello è stata confermata in tutte le sue parti relative alla determinazione della pena. Gli imputati sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. La decisione sottolinea l’importanza di motivazioni solide e specifiche da parte dei giudici di merito, sia nell’applicazione della recidiva che nella valutazione delle circostanze attenuanti, e conferma che la confessione non garantisce automaticamente una riduzione della pena se non accompagnata da altri elementi positivi.

Cos’è la recidiva e come influisce sulla pena?
La recidiva è l’aumento della pena per chi commette un nuovo reato dopo una condanna precedente. Il giudice valuta se il nuovo reato dimostra una maggiore capacità a delinquere.

Quando il giudice può negare le circostanze attenuanti generiche?
Il giudice può negare le circostanze attenuanti generiche se non ci sono elementi positivi che le giustifichino, anche se l’imputato ha confessato, specialmente se la confessione è stata fatta per ottenere benefici e non per reale pentimento.

Come viene stabilita la pena base in un processo penale?
La pena base viene stabilita dal giudice tenendo conto della gravità del fatto, della personalità dell’imputato e di altri criteri previsti dalla legge. La motivazione è necessaria soprattutto se la pena è molto superiore alla media edittale.

Termini giuridici

Ricorso per Cassazione
Una richiesta di riesame di una sentenza, presentata alla Corte di Cassazione, che controlla se le leggi sono state applicate correttamente.
Inammissibilità
L'impossibilità di esaminare un ricorso perché non rispetta i requisiti di legge.
Recidiva
Un aumento della pena per chi commette un nuovo reato dopo essere già stato condannato.
Circostanze attenuanti generiche
Fattori non specifici che possono ridurre la pena, valutati dal giudice in base al caso.
Commisurazione della pena
Il processo con cui il giudice decide l'esatta quantità di pena da infliggere, considerando vari elementi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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